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Dormitorio ed emergenza freddo, il Comune risponde

La struttura chiuderà il 31 gennaio. L’amministrazione comunale: «Avvisi deserti e nessuna soluzione pronta. La sicurezza viene prima di tutto»
Un senzatetto e nel riquadro Carla Minacci
Un senzatetto e nel riquadro Carla Minacci

GROSSETO. La questione della chiusura del dormitorio di via De Andreis ha acceso molte critiche in città. Il servizio, fino al 2024, era sostenuto dalla società della salute. Oggi questo non è più possibile: dal punto di vista procedurale si tratta di un servizio aggiuntivo, che ricade quindi sui Comuni che ne fanno richiesta.

«Come amministrazione comunale e come Coeso – dichiara l’assessora al sociale Carla Minacci – siamo sempre stati in prima linea. Parlare oggi di nuovi tavoli di lavoro è fuori luogo: i confronti sono già stati avviati e seguiti passo dopo passo. Il dormitorio resterà aperto fino al 31 gennaio 2026, come stabilito. Nel frattempo continueremo a cercare soluzioni concrete. Il tema resta una priorità».

L’emergenza freddo 

Le verifiche effettuate per individuare strutture alternative non hanno portato a soluzioni praticabili. Tutti i soggetti coinvolti – associazioni di volontariato, Curia vescovile – hanno mostrato attenzione e sensibilità, ma nessuno è stato in grado di indicare una soluzione immediata e sicura. Ad oggi, quindi secondo il Comune, non esistono alternative concretamente utilizzabili per affrontare l’emergenza freddo.

Questa è la realtà dei fatti, che smentisce le accuse rivolte dal consigliere comunale Culicchi, accusato di raccontare una versione parziale e distorta della situazione. Dai confronti avviati dal Comune di Grosseto e dal Coeso è emersa sì una disponibilità a «prestare soccorso», ma solo a parole. Nella pratica, secondo il Comune, l’amministrazione avrebbe dovuto farsi carico di tutto: trovare l’immobile, garantire il dormitorio, sostenere interamente i costi di gestione. Agli altri sarebbe rimasto, al massimo, un supporto morale o l’interesse per una eventuale gestione.

La risposta al bisogno sociale, sempre secondo il Comune, è stata spesso una sola: «Non è di nostra competenza». Una frase che l’amministrazione definisce arida e inaccettabile, soprattutto su un tema così delicato. Nei fatti, tutti si sono tirati indietro, mentre il Comune ha continuato a muoversi.

Il bando senza risposta

Sul piano procedurale, nei primi mesi del 2025 il Coeso ha pubblicato un avviso per la co-programmazione del “Piano freddo”. Il 12 novembre 2025 è stato pubblicato anche un avviso esplorativo per individuare un immobile da destinare all’accoglienza dei senza fissa dimora. Risultato: nessuna manifestazione di interesse.

Il Comune ribadisce inoltre di non poter tenere aperta una struttura che presenti criticità strutturali, perché la tutela dell’incolumità delle persone viene prima di qualsiasi propaganda politica.

Nel 2025 il Comune ha comunque sostenuto il terzo settore con 60 mila euro e, come capoluogo, continua a farsi carico della maggior parte dei bisogni sociali. Parte delle risorse destinate al dormitorio è stata inoltre utilizzata per l’attivazione di un centro per ragazzi disabili in via Gozzi, un intervento obbligatorio e non rinviabile.

Fa quindi discutere – secondo il Comune – la richiesta di istituire nuovi “tavoli istituzionali”, quando l’assessore alle politiche sociali Carla Minacci aveva già chiesto formalmente supporto alla Regione toscana, rivolgendosi all’assessore Leonardo Marras, senza ottenere risposte concrete.

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