ORBETELLO. Bella iniziativa quella promossa nella giornata del 18 aprile dalla Croce rossa italiana – comitato Costa d’Argento – e dal Sim carabinieri di Grosseto.
L’obiettivo è chiaro: sensibilizzare alla donazione del sangue, un fattore centrale e un gesto semplice che permette di salvare vite in situazioni di emergenza, negli interventi chirurgici, nelle cure oncologiche e nelle terapie salvavita.
Una kermesse che ha fatto centro, con un boom di partecipazione e nuovi donatori, e con un’attenzione particolare alla carenza di plasma.
Un territorio che risponde
L’iniziativa, ospitata presso il centro trasfusionale dell’ospedale locale, ha visto la presenza di istituzioni, operatori sanitari e numerosi volontari.
Tra i protagonisti, una significativa delegazione del Sim dell’Arma dei carabinieri, affiancata da rappresentanti di altri corpi dello Stato e delle amministrazioni locali. Un segnale concreto di una collaborazione consolidata nel tempo e di una forte sinergia tra istituzioni e volontariato.
L’evento ha confermato il forte legame tra la Croce rossa e il territorio: una collaborazione che si traduce non solo nella promozione della donazione del sangue, ma anche in servizi quotidiani a supporto della comunità.
Presenti, tra gli altri, i sindaci di Monte Argentario, Arturo Cerulli, e di Orbetello, Andrea Casamenti, insieme ad autorità civili e militari. Tra queste, Luca Buselli, Giovanni Adamo e Teresa Abbate, oltre a Giuseppe Scarpino, capo dipartimento delle scuole dell’Arma dei carabinieri, Manolo Fiorini e Angelo Fiorini, tutti appartenenti al Sim carabinieri.
Numerosa anche la partecipazione della Croce rossa Costa d’Argento, con il comandante Luciano Mattarelli, e di un gruppo della Croce rossa di Castell’Azzara, a testimonianza di come il tema sia particolarmente sentito in tutta la Toscana.
Un dato che sottolinea l’importanza di iniziative come questa, capaci di coinvolgere cittadini e istituzioni in un obiettivo comune: salvare vite.
Tutti si sono ripromessi di promuovere nuovi appuntamenti e continuare a sensibilizzare: una sola donazione può salvare fino a tre vite.
I numeri della giornata
I risultati parlano chiaro: 31 partecipanti complessivi, di cui 20 donatori provenienti dall’Arma dei carabinieri.
Sono stati numerosi i nuovi donatori che hanno risposto presente, molti dei quali giovani. Un dato particolarmente positivo se confrontato con il passato, segnato da un calo progressivo delle donazioni nella struttura ospedaliera di Orbetello.
A rendere possibile il successo dell’iniziativa è stato il contributo concreto dei donatori, tra cui: Jenette D’Arrigo, Davide Mancinelli, Gian Luca Bondi, Niccolò Mori, Michele Valiani, Silvano Scotto, Andrea Iapichino, Paolo Curreri, Daniele Trani, Francesco Smimmo, Michela Olivi, Francesco Romano, Giovanni Sala, Francesco Fiorelli, Ilenia Matrone, Italo Tramontano, Luca Buselli, Antonio Smimmo, Antonio Spiniello, Giuseppe Abbondanza, Manolo Fiorini (targa), Piergiorgio Gamboni, Riccardo Picchianti, Pasquale Verde, Giovanni Adamo, Teresa Assunta Abbate, Giuseppe Petrone, Mirko Macerola, Maria Chiara Ingannato e Simone Gargiulli.
A loro sono stati consegnati attestati e targhe di riconoscimento durante la conferenza stampa al ristorante Dai Pescatori.
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Emergenza plasma, la sfida del futuro
Se il sangue resta fondamentale, cresce l’attenzione verso il plasma, risorsa indispensabile per la produzione di farmaci salvavita come immunoglobuline e fattori della coagulazione.
Attualmente, l’Italia non è autosufficiente e deve ricorrere all’importazione dall’estero. Da qui l’appello dei professionisti sanitari: aumentare la consapevolezza e incentivare anche questo tipo di donazione.
Donazioni da programmare
Un altro punto critico riguarda la distribuzione delle donazioni durante l’anno.
Troppo spesso si registrano carenze nei mesi estivi ed eccessi durante le festività natalizie.
La soluzione è una sola: programmazione. Una gestione più equilibrata permetterebbe di garantire scorte costanti e rispondere meglio alle emergenze.
Un gesto che salva vite
Il messaggio finale è semplice ma potente: donare sangue è un atto concreto di solidarietà.
Un gesto che non può essere sostituito da alcuna tecnologia e che continua a fare la differenza ogni giorno.
La “giornata del donatore” di Orbetello si chiude così con un bilancio positivo e una promessa: trasformare questa iniziativa in un appuntamento stabile, capace di coinvolgere sempre più cittadini.
A conclusione della giornata si è svolta anche la consegna degli attestati ai volontari presso il ristorante Dai Pescatori, seguita da un momento conviviale che ha rafforzato ulteriormente lo spirito di comunità e condivisione.




