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Diventare bibliotecari in carcere

Via al corso finanziato dalla Cassa delle ammende: durerà due anni e servirà per il reinserimento lavorativo dei detenuti
Il carcere di via Saffi a Grosseto
Il carcere di via Saffi a Grosseto

GROSSETO. È un progetto che si chiama “biblioteche innovative” ed  è finanziato dalla Cassa delle ammende. Comincerà mercoledì 21 febbraio in via Saffi, nel carcere di Grosseto, ed è rivolto ai detenuti che potranno studiare, per due anni, per diventare bibliotecari

Un progetto che prevede, oltre agli interventi di inclusione sociale e occupazionale e la formazione professionale, realizzati anche attraverso iniziative di collaborazione con il territorio, oltre ad iniziative educative, culturali e ricreative mirate alla promozione della cittadinanza attiva.

E grazie a questo progetto, i detenuti, una volta fuori dal carcere, potranno lavorare nelle biblioteche, abbattendo così il pericolo di recidiva.

Trovare un lavoro o potenziare la propria istruzione

Il progetto offre l’opportunità alle persone recluse di:

  • acquisire conoscenze e competenze certificate e spendibili in ambito lavorativo;
  • sostenere e potenziare le competenze di lettura, scrittura e comunicazione (anche con l’utilizzo delle tecnologie).

“Biblioteche innovative” pone al detenuto l’obiettivo di acquisire conoscenze e competenze spendibili nell’immediato nelle biblioteche penitenziarie  e, in prospettiva, anche nelle biblioteche di pubblica lettura o in quelle statali. Ma serve anche a sostenere e potenziare le competenze di lettura, scrittura e comunicazione anche con l’utilizzo delle tecnologie.

«Al termine del percorso formativo – spiegano dal carcere di Grosseto – il partecipante sarà in grado di collaborare con il personale bibliotecario, aiutandolo nelle operazioni di circolazione dei documenti (registrazione elettronica di prestiti, restituzioni, prenotazioni, consultazione), nel riordino della biblioteca, in particolare nella collocazione dei libri; negli interventi di riparazione dei libri; utilizzare e promuovere la biblioteca come ambiente educativo, inclusivo, riabilitativo».

È prevista un’articolazione modulare del corso di formazione, che è suddiviso in sei moduli, accompagnati da attività laboratoriali secondo i seguenti argomenti: dalla tavoletta al tablet, l’evoluzione della scrittura e dei supporti scrittori nella storia dell’umanità, dal racconto bibliografico alla metadatazione di documenti (archiviazione digitale).

Una rete di scuole all’interno delle carceri

La direzione della Casa Circondariale di Grosseto, per la realizzazione di quanto previsto dal Progetto “Biblioteche Innovative” collabora con Rete grossetana biblioteche archivi centri di documentazione (Grobac), nell’ottica di una maggiore interazione tra istituzioni e cittadinanza, per ridurre, quanto più possibile, l’isolamento sociale e lo stigma che caratterizzano il mondo penitenziario e chi lo abita.

Inoltre, la direzione della Casa Circondariale di Grosseto, presenterà la richiesta di adesione alla Rete per far sì che anche la biblioteca del carcere cittadino possa entrare in rete con altre biblioteche di enti pubblici, di istituti culturali, di fondazioni e di istituti scolastici del territorio grossetano che aderiscono alla Rete, nonché con gli archivi storici della provincia , ampliando la possibilità di accesso alla cultura e all’informazione dei detenuti e promuovendo la realizzazione di attività culturali che rendano il carcere soggetto attivo nella comunità grossetana.

 

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