Distrugge la caserma e urla: «Voglio tornare in carcere». Arrestata | MaremmaOggi Skip to content

Distrugge la caserma e urla: «Voglio tornare in carcere». Arrestata

La ventenne ha suonato al citofono dei carabinieri e li ha minacciati. Poi ha distrutto il citofono e dato fuoco a dei fogli di carta. In tribunale ha dato in escandescenze e ha lanciato una sedia nell’aula
La caserma dei carabinieri di Grosseto

FOLLONICA. Ha suonato alla caserma dei carabinieri di Follonica alle 6 del mattino e ha iniziato a inveire contro i militari: «Sono ’sto c***o sbirri di m***a, io vi do fuoco a tutti uno a uno». E ancora: «E lo faccio perché ho voglia di farlo». Poi ha dato fuoco ad alcuni fogli di carta e ha spaccato il citofono della caserma.

La ragazza ha già una condanna a 2 anni e 4 mesi per aver incendiato otto cassonetti a Follonica, nella notte fra il 3 e il 4 luglio. La vicenda si è chiusa lo scorso 16 febbraio per la ventenne.

La ventenne ha dato in escandescenze anche nell’aula del tribunale di Grosseto, poco dopo la fine dell’udienza per direttissima.

Dà in escandescenze in caserma. La donna: «Voglio tornare in carcere»

La ragazza ha insultato e minacciato i carabinieri di Follonica perché voleva tornare in un carcere dell’Umbria, dove avrebbe alcune amiche. Quando i militari l’hanno accompagnata all’interno della caserma, la ventenne si è calmata. Poco dopo, quando le hanno detto che l’avrebbero denunciata e poi rilasciata, ha dato in escandescenze.

Ha iniziato a urlare: «Io voglio tornare in carcere». Poi ha lanciato le sedie della sala d’aspetto verso i carabinieri, distruggendole. Mentre provavano a fermarla ha morso una militare.

Per questo, nel primo pomeriggio del 27 febbraio, si è presentata davanti al giudice Marco Bilisari e al vice procuratore onorario Leonardo Brogi.

Il giudice ha convalidato l’arresto e disposto l’obbligo di dimora, su richiesta dell’avvocato della difesa Domenico Fiorani, che ha chiesto il termine a difesa e una nuova perizia psichiatrica, visto le azioni della sua assistita. Quest’ultima non è stata accordata dal giudice Bilisari.

Nel procedimento per i cassonetti incendiati, l’avvocato Tommaso Santi Laurini, che difendeva la ragazza, aveva chiesto una perizia sulla capacità di intendere e di volere dell’imputata. Il perito nominato dal giudice ha concluso che la giovane era pienamente capace al momento dei fatti e ha ricondotto la sua personalità a un disturbo antisociale, definito “psicopatico semplice”. Una personalità caratterizzata da impulsività e disprezzo delle regole, ma senza compromissione della consapevolezza del disvalore delle proprie azioni.

Lancia le sedie in aula

Appena finita l’udienza, la ragazza ha iniziato nuovamente a dare in escandescenze. Già mentre attendeva il giudice, mentre era in camera di consiglio per decidere se convalidare l’arresto e quali misure cautelari emettere, ha iniziato a urlare «Muoviti c***o» all’interno dell’aula.

Poco dopo che il giudice è uscito dell’aula, la ragazza ha iniziato a lanciare le sedie all’interno del tribunale e a urlare.

I militari l’hanno ammanettata di nuovo e il giudice Bilisari ha aggravato la misura cautelare per la ventenne, disponendo il carcere. I carabinieri di Follonica la condurranno in una casa circondariale femminile.

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