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Disegna su decine di treni, writer a processo

Una trentina gli episodi contestati al 41enne accusato di imbrattamento. Firmava le sue opere con diverse sigle e postava le fotografie su Instagram
Uno dei graffiti realizzati su un treno

GROSSETO. I treni sono stati, fin dagli anni Sessanta, la tela sulla quale dipingere graffiti. Lo sono stati fin dall’origine del movimento artistico, nato a Filadelfia, e lo sono rimasti nei decenni. Ma per un 41enne grossetano, l’utilizzo di quelle tele per esprimere la propria creatività è costato l’iscrizione del suo nome nel registro degli indagati per il reato di imbrattamento

Una trentina gli episodi contestati all’uomo: i primi risalgono al 2018 ma la maggior parte dei disegni sono state realizzate nel periodo del Covid, quando le stazioni erano semi deserte e il traffico dei treni rallentato. 

L’uomo è stato citato a giudizio per il reato di imbrattamento: a marzo, comincia il processo che lo vede imputato. 

Incastrato da una foto

La polizia ferroviaria di Grosseto aveva cominciato già dal 2018 a raccogliere i pezzi del puzzle che si andava, giorno dopo giorno, componendo sui binari della stazione di Grosseto. Dove il 41enne aspettava i treni che si fermavano per la notte sui binari più isolati per ripartire al mattino successivo. 

Treni che arrivavano disadorni e che riprendevano il proprio cammino con grandi e colorati graffiti sulle fiancate

Quei disegni, che portavano di volta in volta la firma degli autori, venivano poi fotografati e le immagini postate sui profili social dei loro autori. Il 41enne, difeso dall’avvocato Michele Costa, qualche volta ha disegnato insieme ad altri writers. 

Il bisogno di catturare l’immagine dell’opera appena realizzata gli è però costata un avviso di garanzia: le indagini della polizia ferroviaria infatti, hanno subito un’accelerata quando il 41enne è stato notato, in pieno periodo Covid, alla stazione di Montepescali.

Fermo, sul binario, con il suo cellulare in mano, pronto a scattare foto e girare video del treno in transito sul quale aveva fatto quel disegno. Il capotreno, che sapeva della segnalazione di Trenitalia sulla presenza della crew di graffitari, lo aveva a sua volta fotografato dal treno e aveva poi consegnato le immagini alla ferroviaria. 

Graffiti firmati su Instagram

Knm, Edf erano le firme utilizzate per i graffiti che poi venivano postati sui social. Il lavoro della polizia ferroviaria, per individuare il writer, è stato certosino: gli agenti che hanno svolto le indagini hanno comparato i graffiti trovati sui treni con quelli pubblicati su Instagram. 

Scoprendo, tra l’altro, che le fotografie dei graffiti venivano scattate quasi sempre dalla zona di via Etruria: per questo la polizia aveva poi richiesto l’acquisizione delle immagini delle telecamere di videosorveglianza del sottopasso che la collega a via Matteotti.

Uno dei graffiti fatti sul treno

E in più di un’occasione, lo stesso uomo era passato sotto la telecamera di videosorveglianza, sempre al mattino molto presto. Prima cioè che il treno sul quale aveva disegnato e che doveva filmare e fotografare, riprendesse il suo cammino. 

La notte i disegni, la mattina le foto

C’è voluto poco, agli agenti della polizia ferroviaria che hanno svolto le indagini, a fare due più due: i treni sui quali sono stati trovati i graffiti erano quelli che venivano di solito ricoverati la notte in stazione e che venivano poi movimentati intorno alle 5 del mattino

Il writer entrava quindi in azione intorno all’una di notte e lavorava fino alle 4 del mattino. Poi, tra le 6 e le 7 si ripresentava alla stazione per immortalare il suo lavoro e postarlo sui social. Quando non riusciva a farlo direttamente alla stazione di Grosseto, andava a Montepescali ad aspettare il passaggio del treno

Attività, quella del 41enne, che era stata interrotta dalla polizia ferroviaria nell’aprile del 2021, quando il writer fu fermato e gli fu sequestrato il cellulare. Da quel momento, il nome dell’uomo fu iscritto nel registro degli indagati. 

Una crew di graffitari appassionati di treni

Non era solo il 41enne, quando disegnava sui treni. La polizia ferroviaria, analizzando soprattutto il treno 6676, che durante il fine settimana restava fermo alla stazione di Grosseto, nella zona del fascio merci e parcheggiato sotto a un palo della luce, hanno scoperto tutte le firme dei writers che erano diventati l’incubo di Trenitalia che si è si è costituita parte civile nel procedimento contro il graffitaro.

Il graffito sul lungomare di Castiglione della Pescaia

Tre sarebbero state le “crew” attive in quel periodo: Knm, che comprendeva le firme Karma-Karmix, Kart e Ares-Sera, che facevano parte anche della crew Edf e Gmc-Gmob che comprendeva le firme Benk e Bank. Poi c’era il graffitaro Ceres, che firmava da solo i suoi lavori. 

È stato grazie all’analisi del profilo Instagram della crew Knm che la polizia ha trovato conferma dell’identità del writer. Che, sul suo profilo, aveva anche postato la fotografia del suo passaporto, oltre alle tag con la sua firma da graffitaro. Firma che compare anche sul lungomare di Castiglione della Pescaia, dove, sempre nel 2021, comparve un graffito lungo circa 30 metri. 

 

 

 

 

 

 

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