Dipendenti costretti a restituire parte dello stipendio: il Comune sbaglia i conti, bufera a Follonica | MaremmaOggi Skip to content

Dipendenti costretti a restituire parte dello stipendio: il Comune sbaglia i conti, bufera a Follonica

Ventitré lavoratori dovranno restituire complessivamente circa 24mila euro, mentre altri tre non hanno ricevuto quanto spettava. Il sindaco Buoncristiani ammette l’errore dopo le verifiche interne
Il comune di Follonica

FOLLONICA. Ventitré dipendenti comunali saranno costretti a restituire parte dello stipendio ricevuto, mentre altri tre dovranno invece essere pagati perché non hanno percepito quanto spettava loro. Tutto per un errore nei calcoli delle indennità di specifica responsabilità relative al 2025.

Una vicenda che rischia di trasformarsi in un caso politico e amministrativo. Da una parte ci sono i lavoratori che dovranno restituire somme che, con ogni probabilità, sono già state utilizzate per le spese familiari. Dall’altra c’è un’opposizione che sostiene di aver sollevato il problema mesi fa e che ora accusa l’amministrazione di aver inizialmente difeso un metodo di calcolo rivelatosi poi errato.

Il caso approda di nuovo in consiglio comunale

La questione è tornata ieri, giovedì 2 luglio, durante il consiglio comunale attraverso una domanda di attualità presentata dai consiglieri del Partito Democratico e di Follonica a Sinistra.

Già lo scorso aprile l’opposizione aveva interrogato l’amministrazione sulle modalità con cui erano state calcolate le indennità di specifica responsabilità previste dal contratto collettivo.

Nella seduta il sindaco Matteo Buoncristiani aveva assicurato che le indennità erano state calcolate correttamente, tenendo conto della data effettiva di attribuzione della responsabilità e dei giorni realmente lavorati. Successivamente, però, attraverso l’accesso agli atti richiesto dalla consigliera Francesca Stella, sarebbero emersi elementi che, secondo l’opposizione, mostravano una quantificazione effettuata sull’intera annualità 2025, indipendentemente dalla decorrenza effettiva degli incarichi.

Il sindaco ammette l’errore

Durante la risposta in aula, il sindaco ha riconosciuto che, dopo ulteriori verifiche, il metodo utilizzato non era corretto. «A seguito di ulteriori approfondimenti la conferenza dei dirigenti ha rilevato che le modalità di calcolo erano sbagliate» ha spiegato Buoncristiani.

Le liquidazioni, ha aggiunto, erano state effettuate sulla base delle disposizioni contrattuali e datoriali, ma con un’interpretazione rivelatasi errata. Per questo motivo l’amministrazione procederà con provvedimenti integrativi e correttivi. «È stata rilevata una non corrispondenza che rende necessario rideterminare gli importi per 26 dipendenti. Il ricalcolo complessivo riguarda circa 24mila euro», ha dichiarato il primo cittadino.

Ventitré dipendenti dovranno restituire il denaro

Nel dettaglio, il ricalcolo interesserà 26 lavoratori comunali. Di questi, 23 dipendenti hanno percepito somme superiori al dovuto e saranno quindi chiamati a restituire gli importi incassati in eccesso, 3 dipendenti, invece, non hanno ricevuto quanto spettava loro e saranno destinatari dei relativi conguagli.

Una situazione che apre inevitabilmente anche un problema pratico: i lavoratori che dovranno restituire il denaro potrebbero infatti aver già utilizzato quelle somme, trovandosi ora a dover affrontare una restituzione non prevista.

«Un errore gravissimo – ha commentato la consigliera Francesca Stella – Qui ci sono 26 dipendenti che sono tutte vittime di un errore che voleva essere sottaciuto e che ora fa disastri. Si tratta di andare a frugare nelle tasche dei dipendenti e ognuno ha i suoi problemi. Bisogna avere cura delle persone e delle proprie famiglie. Tutto questo per una non conoscenza dei regolamenti: assurdo».

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