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Dipartimento di salute mentale: «Da un anno mancano i professionisti»

L’assenza dei medici si fa sentire anche a Villa Pizzetti, dove viene svolto il servizio dedicato alla cura dei disturbi psichici. Il garante della disabilità Diego Montani: «I pazienti non ce la fanno più»
L'ingresso di Villa Pizzetti
L’ingresso di Villa Pizzetti

GROSSETO. La mancanza dei medici diventa sempre di più un’emergenza da affrontare, visto che l’assenza si fa sentire in ogni settore sanitario, anche al dipartimento dedicato alla salute mentale di Villa Pizzetti, che si occupa di un ventaglio di patologie molto ampio e comprende sia disturbi dell’umore, come la depressione bipolare e il disturbo d’ansia, sia patologie come la sindrome di Down e l’autismo.

I pazienti sono molti, con età che vanno dai 14 ai 70 anni, e oggi si trovano senza specialisti che li seguano nelle loro patologie.

Negli ultimi due mesi il garante alla disabilità del Comune di Grosseto, Diego Montani, ha ricevuto molte segnalazioni sull’assenza degli specialisti in questo settore. «La mancanza di medici sta creando molto disagio ai pazienti e alle loro famiglie – dice – io capisco l’Asl e la mancanza di personale, ma queste persone devono essere seguite, non hanno bisogno solo di un medico, ma anche di una routine, che in alcuni casi è necessaria». 

Il disagio per i pazienti

Il dipartimento per la salute mentale segue molte persone e, nei casi più gravi, le patologie diventano limitanti per le loro vite. «Per essere più tranquilli i pazienti, che sono più fragili, hanno bisogno di essere seguiti al meglio – dice Montani – e da un professionista, anche solo per cambiare la terapia farmacologica, visto che può essere solo confermata da un medico di base e, giustamente, solo un dottore competente in questo settore può modificare i farmaci».

Per i pazienti lo psicologo, lo psicoterapeuta o lo psichiatra diventa un punto di riferimento. «Le persone che hanno dei disturbi dell’umore, che può anche essere solo ansia – continua Montani – si affidano al dottore, che sa come parlare e come trattare i propri pazienti, e anche per questo diventa una persona su cui fanno affidamento. Già per molti di loro è difficile affrontare il cambio del medico e ricostruire un rapporto di fiducia con quello nuovo. Se poi ci aggiungiamo che non sono seguiti settimanalmente per le loro patologie, ciò che si ottiene è solo ancora più isolamento dei più fragili». 

«Io capisco l’Asl che non ha personale e capisco anche la trafila burocratica – conclude – ma è da circa un anno che va avanti questa situazione ed è troppo tempo, le famiglie e i pazienti vivono una condizione di disagio continuo e non ce la fanno più. Questo non vuol dire “abbattere le barriere per l’inclusione”, vuol dire isolare i più fragili».

Il nodo della questione

Uno specialista privato costa dai 70 ai 100 euro a seduta settimanale, dipende da quale professionista necessita il paziente. «Ricade tutto sulle spalle del paziente e della sua famiglia – dice Montani – e molti non si possono rivolgere all’assistenza privata perché spesso non possono permettersela».

Anche un disturbo d’ansia può necessitare di un terapista. «Fra i pazienti ci sono alcuni che non lavorano, altri che hanno solo un parttime e affrontare questa spesa è insostenibile – dice – e così chi ha una patologia mentale viene sempre più isolato e se non seguito adeguatamente rischia di peggiorare».

L’Asl, contattata, non ha ancora fornito alcuna risposta.

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