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Declassare il lupo per salvare gli allevamenti

Convegno dei pastori sulle predazioni, la presidente Pastorelli: «I danni riguardano non solo gli allevatori, ma tutta la collettività»
Mirella Pastorelli, presidente dei Pastori d'Italia
Mirella Pastorelli, presidente dei Pastori d’Italia

GROSSETO. Declassare il lupo per salvare gli allevamenti. E gli allevatori. È quanto è emerso nel corso del convegno organizzato dal Comitato Pastori d’Italia della presidente Mirella Pastorelli. Un convegno che ha riguardato lo spinoso e annoso argomento relativo all’allevamento e predazioni.

Tanti, gli spunti emersi e le problematiche trattate durante la riunione da parte dei relatori intervenuti. «L’Europarlamentare Herbert Dorfmann, – dice la presidente Mirella Pastorelli – sta lavorando ad esempio sulla declassazione del lupo, e sulle leggi comunitarie, che a suo avviso dovranno essere riviste in base al momento attuale».

«Ma tutto questo lavoro, – prosegue la presidente dei Pastori Italiani – avrà efficacia, solo dopo l’attuazione del piano lupo. Piano fermo ormai da molti anni, perché purtroppo troppi interessi ruotano intorno a questo problema. Un business, a vantaggio solo di alcuni soggetti, che non porta nessun beneficio agli allevatori».

Intanto la presidente Pastorelli, spera che velocemente il dottor Riccardo Burresi della Regione Toscana (staff dell’assessore all’agricoltura Stefania Saccardi, ndr), metta in atto le richieste rivolte alla regione da parte del comitato da lei presieduto.

Intanto, proprio mentre si cercavano soluzioni alle predazioni, i predatori facevano nuovamente visita all’azienda di Farina, uccidendo due pecore.

«Il nostro comitato ha una grande responsabilità nell’informare l’opinione pubblica, che i danni da predazione non riguardano solo le aziende, ma che hanno anche ripercussioni su tutta la collettività, e quindi anche sulla politica. Proprio a quest’ultima, per salvare il buon cibo, chiediamo che si impegni a far approvare dalla conferenza stato-regione il piano lupo, perché solo così le leggi comunitarie potranno avere una svolta», conclude Mirella Pastorelli.

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