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De Martis: «Grosseto cultura caos. E il Comune ci mette 450mila euro all’anno»

Carlo De Martis: «Bilancio di nuovo in rosso, nonostante il grosso contributo del Comune. E CdA lacerato dalle lotte intestine alla maggioranza»
Il Polo Le Clarisse in via Vinzaglio a Grosseto
Il Polo Le Clarisse in via Vinzaglio a Grosseto

GROSSETO. Fondazione Grosseto Cultura è nel caos, nonostante il fortissimo sostegno del Comune. Lo sostiene Carlo De Martis, capogruppo di Grosseto Città Aperta, che mette il dito nella piaga, sottolineando che calano i visitatori alle Clarisse, mentre il Museo di Storia Naturale perde posizioni su base regionale.

Il problema, sostiene il capogruppo dell’opposizione, che ha presentato una richiesta di accesso agli atti per avere il quadro esatto della situazione, è che la Fondazione, che come tale dovrebbe attirare investitori privati, è un organo di nomina politica, nel quale si riflettono le tensioni che, al di là delle dichiarazioni di facciata, lacerano da tempo la maggioranza.

De Martis: «450mila euro all’anno alla Fondazione e bilancio in rosso»

«Non c’è pace per Fondazione Grosseto Cultura, che dall’ascesa di Vivarelli Colonna allo scranno di primo cittadino sta vivendo una lunga stagione di sofferenza».

«Gli ultimi dati pubblicati sul sito della Fondazione registrano un bilancio in rosso per il secondo anno consecutivo (-30mila euro nel 2022, -34mila nel 2023, ndr). E dire che il Comune di Grosseto, socio di maggioranza, ogni anno letteralmente si svena trasferendo alla Fondazione risorse per ben 450.000 euro».

«Evidentemente non hanno dato i risultati sperati i cambi nella gestione del Polo culturale Le Clarisse e del Museo di Storia Naturale compiuti dal CdA di Fondazione alla fine del 2022, tra l’altro con modalità a dir poco discutibili, tanto che l’operato di Fondazione venne disconosciuto dallo stesso sindaco e sottoposto pure al vaglio della commissione consiliare di garanzia, oltre ad essere oggetto di un contenzioso in tribunale rispetto ad uno degli affidamenti non rinnovati».

«Certo, eravamo stati facili profeti nel criticare quelle scelte, perché disfarsi da un giorno all’altro di professionalità altamente qualificate al solo e dichiarato scopo di risparmiare sui costi era chiaro che non avrebbe portato risultati positivi».

Calano i visitatori alle Clarisse, il museo di Storia Naturale precipita

«Si pensi solo che – scrive ancora Carlo de Martis – i visitatori delle Clarisse sono scesi dai 23.000 del 2022 ai 15.000 del 2023, ed il Museo di Storia Naturale, che fino al 2022 si collocava tra i migliori trenta musei di rilevanza regionale, nel 2023 è precipitato al settantesimo posto, il che influirà in modo determinante sull’accesso ai contributi pubblici».

«Una situazione resa ancora più confusa e incerta dalla perdurante assenza del direttore amministrativo. Il posto è scoperto ormai dal dicembre dello scorso anno e – per motivi che tutt’oggi restano ignoti, nonostante si stia parlando di un ente che maneggia centinaia di migliaia di euro di soldi pubblici – il CdA di Fondazione Grosseto Cultura ha ritenuto di non confermare l’incarico alla persona, una stimata professionista, che pure nei mesi scorsi era stata individuata per ricoprire quel ruolo».

«Nel frattempo ci sono fornitori da pagare e progetti da migliaia di euro da rendicontare, con il rischio che il prolungarsi dell’assenza di un direttore amministrativo metta ulteriormente a repentaglio la situazione in cui versa la Fondazione».

Un CdA figlio delle lotte intestine in maggioranza

«Di sicuro c’è che l’immagine che esce all’esterno, giusta o sbagliata che sia, di un CdA di nomina prevalentemente politica nel quale si sfogano le lotte intestine nella maggioranza di centrodestra, non fa bene a quella che dovrebbe essere la principale istituzione culturale della città. L’ultima notizia, in attesa di una conferma ufficiale, è la fuoriuscita del consigliere Angelo Mecacci in quota Fratelli d’Italia, che darà il via all’ennesimo can can per accaparrarsi la poltrona rimasta vuota, nel mentre a fare da padrone è sempre più il gruppo di Nuovo Millennio».

«Un’immagine che sicuramente non rende attrattiva la Fondazione per i potenziali investitori privati, quando è proprio su questo che il CdA dovrebbe invece concentrarsi. Visti i risultati di bilancio e visti gli apporti dei privati, inesorabilmente diminuiti da quando Vivarelli Colonna è divenuto primo cittadino ed il CdA espressione sua e della sua maggioranza».

«In fondo lo stesso assessore alla cultura ha recentemente rammentato che proprio questo, il coinvolgimento di soci privati, era uno dei motivi alla base della scelta di istituire una Fondazione, per cui lo invitiamo ad essere conseguente e trarre le sue valutazioni, anche rispetto alle sue responsabilità politiche per la situazione in cui versa Fondazione Grosseto Cultura».

«Fu infatti proprio lui che nel 2023 decise di modificare la convenzione che regola i rapporti tra Comune e Fondazione al dichiarato scopo di stringere la briglia al CdA della Fondazione per esercitare un controllo più intenso. Se questi sono i risultati, qualcosa non deve avere funzionato».

«Nel frattempo, nella mia qualità di capogruppo di Grosseto Città Aperta ho già presentato un’istanza di accesso agli atti per acquisire presso Fondazione Grosseto Cultura le informazioni e i documenti necessari a comprendere il quadro reale della situazione».

 

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