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Dal campo alla tavola: aumenti eccessivi, produttori nei guai

Dal campo alla tavola i prezzi crescono a tre cifre. La marginalità che resta al produttore non è sufficiente a compensare sacrifici e fatiche e tantomeno a dotarsi di manodopera
Agricoltori nei guai, un trattore al lavoro in Maremma
Agricoltori nei guai, un trattore al lavoro in Maremma

GROSSETO. Dal campo alla tavola i prezzi crescono a tre cifre. Un esempio tra i più eclatanti è dato dalla pasta di semola di grano duro il cui prezzo nel 2023 è cresciuto al consumo dell’11% mentre contemporaneamente quello del nostro grano è precipitato del 40%. E i conti non tornano più.

L’agricoltura è arrivata ad un punto di non ritorno.

La marginalità che resta al produttore non è sufficiente a compensare sacrifici e fatiche e tantomeno a dotarsi di manodopera, peraltro quasi irreperibile, in relazione ai costi di produzione che invece sono sempre più alti.

«Dobbiamo difendere il lavoro degli agricoltori- sottolinea Cinzia Pagni, presidente Cia Etruria – e al tempo stesso la qualità del cibo da portare sulle nostre tavole. Scarso reddito, carburante, costi di produzione, la nuova Pac, sono solo alcuni dei temi sui quali chiediamo venga posta attenzione da parte della politica, perché così è impossibile andare avanti».

Le testimonianze degli agricoltori: «Siamo allo stremo»

Abbiamo parlato con il produttore Attilio Tocchi proprietario di un’azienda zootecnica da latte e cereali, che si trova a Marina di Grosseto. È anche presidente di Confagricoltura.

«Uno dei principali problemi riscontrati riguarda la nuova parte politica agricola economica europea che ha dato avvio quest’anno ad una programmazione che lascia veramente perplessi tutti noi agricoltori. In pratica ogni agricoltore percepirà aiuti minori rispetto al passato, quanto, al momento non si sa di preciso. Il tutto verrà definito quando ci sarà il saldo e verrà visto azienda per azienda. Quindi già partiamo con una diminuzione dei contributi».

Attilio Tocchi con uno dei suoi splendidi capi
Attilio Tocchi con uno dei suoi splendidi capi

«Per quanto poi riguarda l’andamento dell’attività, sappiamo benissimo che dal post Covid ci sono stati degli aumenti improvvisi delle materie prime, per gli allevamenti zootecnici è aumentato veramente tutto, i cereali, l’energia, il gasolio, e poi per quanto riguarda i terreni sia le sementi e soprattutto i concimi che sono letteralmente andati alle stelle, infine anche i fitofarmaci».

Gli aumenti nel post Covid: i mangimi sono saliti alle stelle

Per fare un esempio, sui mangimi c’è stato un aumento esponenziale con il post Covid che è leggermente rientrato se guardiamo le borse, ma non è proporzionalmente rientrato se andiamo a vedere qualsiasi tipo di mangime, siamo ancora molto lontani dal periodo precedente.

C’è stato un calo rispetto ai picchi massimi che erano fuori da ogni regola, ma non siamo ancora tornati alla normalità. Pertanto il valore del prodotto venduto non permette di avere ormai quasi nessun margine, siamo invece ormai arrivati ad essere in perdita. Infine altri problemi di notevole importanza sono dovuti ai cambiamenti climatici di questi ultimi anni, cambiamenti imprevedibili che danneggiano o distruggono completamente le coltivazioni.”

Una situazione dunque molto complicata per tutti gli allevatori e produttori non solo del territorio grossetano, ma ormai di tutto il nostro paese. L’auspicio che ci siano interventi a breve per risollevare l’economia di questo fondamentale settore.

 

 

 

 

 

 

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