Dai pastori maremmani al cashmere: la scommessa del Podere i Diacci | MaremmaOggi Skip to content

Dai pastori maremmani al cashmere: la scommessa del Podere i Diacci

Alessandro Bigoni e Susanna Caruso hanno trasformato il Podere i Diacci, ad Arcille, in una realtà unica: dall’allevamento del pastore abruzzese maremmano alle rare capre Cashmere, fino all’olio extravergine e alle esperienze aperte al pubblico

CAMPAGNATICO. Per secoli ha accompagnato pastori e greggi lungo le vie della transumanza, attraversando montagne, colline e pianure. Non a caso, Il cane da pastore abruzzese maremmano è una delle razze più conosciute della tradizione rurale italiana. Un guardiano instancabile, riconoscibile per il suo mantello bianco e per quel carattere unico che lo rende ancora oggi uno dei migliori difensori del bestiame.

Quella del pastore abruzzese maremmano, dunque, è una storia antica. Una storia che oggi continua a vivere in alcuni luoghi molto speciali – pochi, in verità – grazie alla passione e alla dedizione di certi allevatori. Uno di questi luoghi si trova proprio nel cuore della Maremma, al Podere i Diacci, dove Alessandro Bigoni e Susanna Caruso sono riusciti a sposare la tradizione a una visione moderna dell’allevamento e dell’agricoltura, dando vita a una realtà unica nel panorama toscano e italiano. 

 

Il sogno di Alessandro: il ritorno del “guardiano bianco”

Riportare il pastore abruzzese maremmano nella sua terra d’origine è stata la sfida che Alessandro Bigoni ha scelto di raccogliere oltre quindici anni fa. Una missione nata dal grande amore per la cinofilia e trasformatasi nel tempo in un progetto riconosciuto ben oltre i confini regionali. «Il nostro obiettivo è sempre stato quello di riportare in Maremma il cosiddetto “guardiano bianco” e valorizzarne le caratteristiche originarie», racconta Alessandro.

Non a caso, al Podere i Diacci i cani vengono allevati in condizioni quanto più possibile vicine a quelle che dovranno fronteggiare una volta raggiunta la loro vita adulta. Qui, i cuccioli di pastore vivono allo stato semi-brado e crescono a stretto contatto con gli animali che saranno chiamati a proteggere. Un percorso che consente loro di sviluppare naturalmente quell’istinto di guardiania che ha reso celebre la razza in tutto il mondo.

«Un cane da guardiania non può essere addestrato come tutte le altre razze. Più cresce accanto agli altri animali, più impara a considerarli parte del proprio branco, migliore sarà il suo lavoro», spiega Alessandro. Una filosofia che negli anni ha fatto conoscere l’allevamento ben oltre i confini italiani. Oggi i cani del Podere i Diacci vengono richiesti da allevatori e aziende agricole di tutta la penisola, e non mancano richieste provenienti dall’estero. Alcuni esemplari hanno raggiunto addirittura gli Stati Uniti, portando un pezzo di Maremma dall’altra parte dell’oceano.

 

Le capre Cashmere e una filiera sostenibile tutta maremmana

Accanto ai pastori abruzzesi maremmani vivono le protagoniste di un altro progetto che Alessandro e Susanna hanno costruito insieme: l’allevamento di capre Cashmere. «Le capre ci sono sempre piaciute. Quando abbiamo deciso di intraprendere questa strada volevamo dare vita a un’attività che fosse sostenibile e che valorizzasse una produzione italiana ancora molto rara», racconta Alessandro.

Le capre vengono allevate esclusivamente per la produzione del loro prezioso sottopelo, dal quale si ottiene il cashmere. La raccolta avviene una volta all’anno attraverso una delicata pettinatura che non arreca alcun danno agli animali e che permette di recuperare la fibra più morbida e pregiata. I numeri aiutano a comprendere il valore di questa produzione: per realizzare una sola sciarpa in cashmere è necessario raccogliere il sottopelo di circa tre capre.

Il progetto, però, non si limita all’allevamento. La fibra grezza viene infatti inviata ad un laboratorio esterno e una volta filata torna al podere nella mani di Susanna che insieme ad altri artigiani realizza a mano capi e piccoli manufatti destinati a chi ha la fortuna di acquistarli o prenotarli. Una lavorazione che consente di seguire ogni fase della filiera, dall’animale al prodotto finito. 

L’allevamento delle capre Cashmere rappresenta inoltre uno degli elementi centrali delle attività didattiche organizzate dal podere, le quali permettono ai visitatori di scoprire da vicino un mondo ancora poco conosciuto.

 

 

Dall’olio extravergine all’oleoturismo

La terza anima del Podere i Diacci, com’è facile immaginare, è quella agricola, seguita personalmente da Susanna. Dall’olio extravergine di oliva alla coltivazione del farro, fino ad altre piccole coltivazioni di nicchia, le produzioni agricole contribuiscono così a completare l’identità del podere.

«Cerchiamo di valorizzare tutto quello che il territorio può offrirci, mantenendo sempre un approccio rispettoso dell’ambiente e delle tradizioni», spiega Alessandro. Negli ultimi anni, come già anticipato, tutte queste attività sono diventate occasione per accogliere visitatori e appassionati attraverso percorsi di oleoturismo e non solo. Passeggiate tra gli olivi, degustazioni e momenti di approfondimento consentono di scoprire non soltanto la produzione dell’olio, ma anche il legame profondo che unisce tutte le attività del podere.

Quelle che Alessandro e Susanna propongono, dunque, sono esperienze che raccontano il territorio attraverso il lavoro quotidiano, e offrono ai visitatori la possibilità di entrare in contatto con una realtà agricola autentica e profondamente radicata nella Maremma.

 

Un podere aperto a chi vuole scoprire la Maremma autentica

Con l’arrivo della bella stagione Alessandro e Susanna si preparano ad accogliere un numero crescente di visitatori, confermando la volontà di aprire sempre più le porte del Podere i Diacci. «La cosa che ci rende più felici è vedere le persone arrivare e ripartire con una maggiore consapevolezza di quello che c’è dietro la cura di ognuno dei nostri animali, dietro ogni prodotto e ogni scelta che facciamo», conclude Alessandro.

Dalle visite agli allevamenti alle attività didattiche, passando per le esperienze dedicate all’olio e alla scoperta della vita rurale, tutte le attività vengono organizzate su prenotazione. Sebbene il periodo estivo rappresenti il momento più intenso dell’anno, molte delle esperienze proposte dal podere possono essere svolte da gennaio a dicembre, permettendo ai visitatori di scoprire questa realtà in ogni stagione.


Strada comunale tornanti 35, loc. Arcille, Campagnatico (GR)

 


 

371 3204505

podereidiacci@gmail.com

Podere I Diacci

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