Cosvig in crisi, Termine: «Ecco i 5 punti per salvare la società» | MaremmaOggi Skip to content

Cosvig in crisi, Termine: «Ecco i 5 punti per salvare la società»

Il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche è in crisi, parla il sindaco di Monterotondo: «Dopo anni di mala gestione, ora riorganizziamo»
Giacomo Termine parla del futuro del Cosvig, il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche
Giacomo Termine parla del futuro del Cosvig, il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche

MONTEROTONDO MARITTIMO. Il Cosvig, Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche, è una società consortile il cui capitale è interamente detenuto da soggetti pubblici (Regione Toscana ed Enti locali delle aree geotermiche) dai quali, attraverso l’assemblea dei soci e il consiglio di amministrazione, riceve gli indirizzi per lo svolgimento della propria attività.

Il Cosvig è nato nel 1988 per supportare alcuni Comuni dell’area geotermica e sarebbe dovuto diventare, nei progetti dei fondatori, un’agenzia di sviluppo locale per tutti i territori geotermici toscani.

Ora il Cosvig versa in grosse difficoltà, al punto che è in corso una profonda ristrutturazione. In ballo ci sono anche i 17 dipendenti.

Da circa due anni i Comuni non versano le quote al Cosvig a seguito di un percorso amministrativo che essi stessi hanno chiesto a Cosvig di avviare. «Scelta per la quale – spiega PierPaolo Micci della Cgil – il futuro del Consorzio è a rischio, come lo sono i 17 lavoratori con le loro famiglie; giovani con bambini che vivono e popolano i territori montani partecipando attivamente alla vita della comunità».

Gli Enti soci del Cosvig hanno affidato a un grosso studio legale il compito di riorganizzare il consorzio. Un percorso che spiega, nei dettagli, il sindaco di Monterotondo Marittimo, Giacomo Termine.

Termine: «Avviato il percorso per riorganizzare il Cosvig»

«Negli ultimi giorni ho letto uscite pubbliche prive di qualsivoglia fondamento di verità sulla situazione del Cosvig – scrive Giacomo Termine -, bene quindi chiarire il percorso che ha avviato il consorzio».

«Nell’ultima assemblea dei soci sono state approvate le linee guida del piano di riorganizzazione della società, primo atto propedeutico alla riorganizzazione vera e propria dopo questi anni di grande difficoltà».

«In questa situazione ritengo necessario chiarire la mia posizione, con la credibilità di chi dal 2018 (forse il primo) afferma la necessità di un cambio di prospettiva e di direzione per non far morire la società sotto una mala gestione economico finanziaria. In questi anni sono stati fatti molti tentativi di modificare la società che hanno portato però a dei risultati parziali».

«Oltre a questo si è creata una situazione difficilissima sotto un profilo giuridico, che perdura ancora oggi, che ha determinato una impossibilità di trasferire risorse finanziare al Cosvig. Io ritengo che la Regione Toscana abbia chiarito che l’esistenza del consorzio possa essere mantenuta con il pagamento delle quote consortili, fatto che condivido anche sotto il piano politico visto che gli emolumenti previsti dalle quote sono inferiori rispetto a quanto veniva erogato storicamente sulla base della produzione».

«Il mio Comune non ha problemi a erogare tali risorse e se per erogarle si dovesse riconoscere un debito fuori bilancio così faremo, essendo lo stesso uno strumento previsto dalla normativa. Senza alcun tipo di entrata economica il consorzio sarebbe andato in liquidazione ed io mi sono sempre speso (sempre mi spenderò) per dare certezza alla società in primis per la difesa delle maestranze locali».

Termine: «5 punti per salvare il Cosvig»

«Io sono fra quelli che auspica un intervento normativo per riconoscere il consorzio come il gestore del fondo con costi molto inferiori rispetto allo storico, ecco però i punti cardine delle linee guide approvate dall’assemblea dei soci la scorsa settimana:

  1. Redazione di un piano di riorganizzazione interno finalizzato alla creazione di due rami di azienda autonomi, uno avente ad oggetto lo svolgimento delle attività legate alla geotermia e l’altro la gestione di Sesta Lab, con conseguente definizione della pianta organica e dei conti economici dei due soggetti, previo un intervento di razionalizzazione e, ove possibile, ulteriore riduzione, dei costi generali della società;
  2. Trasferimento a un soggetto giuridico facente capo alla Regione Toscana, con modalità di cessione allo stato ancora allo studio del servizio legislativo regionale, del ramo di azienda avente ad oggetto Sesta Lab;
  3. Prosecuzione da parte della società delle attività legate alla geotermia con conseguente riattivazione del trasferimento da parte della Regione Toscana delle risorse derivanti dai contributi geotermici;
  4. Avvio da parte di Cosvig dello svolgimento delle attività di prestazione di servizi, in favore dei soci e di soggetti terzi, di supporto tecnico-amministrativo nonché di coordinamento di progetti di area vasta connessi alla geotermia, oltre che di attività di informazione e comunicazione, attrazione di investimenti e ricerca di finanziamenti;
  5. Copertura economico finanziaria dei costi, per il periodo necessario al completamento del piano di riorganizzazione, mediante riscossione dai soci delle quote consortili di cui all’art. 5 dello statuto».

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