Costretto a chiudersi in camera per paura di suo figlio | MaremmaOggi Skip to content

Costretto a chiudersi in camera per paura di suo figlio

Per quasi dieci anni il padre di un quarantenne è stato maltrattato dall’uomo che gli chiedeva soldi in continuazione: sottoposto a perizia psichiatrica, è stato giudicato parzialmente incapace di intendere e volere. Sconterà due anni
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FOLLONICA. La perizia psichiatrica ha messo un punto fermo: l’uomo, quando costringeva suo padre a chiudersi a chiave in camera o in bagno per paura che potesse aggredirlo, dopo che gli aveva detto no all’ennesima richiesta di soldi, era parzialmente incapace di intendere e volere. 

Perché soffriva di un disturbo della personalità, soffriva di attacchi di panico e fobia sociale che cercava di superare abusando di alcol. Ma sebbene la sua condizione psicopatologia sia stata accertata, il giudice Marco Mezzaluna  non ha potuto assolverlo.

Minacciato di morte per i soldi

Erano i soldi, cifre tra i 20 e i 70 euro al giorno, l’assillo principale del quarantenne: soldi che cercava di estorcere a suo padre. L’uomo, in più di un’occasione, è stato costretto a chiamare i carabinieri, dopo essere uscito da casa per paura di essere picchiato. 

Difeso dall’avvocata Francesca Carnicelli, il quarantenne ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato, subordinato all’espletamento della perizia psichiatrica. Prima di arrivare al processo, dopo l’ennesima minaccia, all’uomo era stata applicata la libertà vigilata. Sarebbe dovuto andare in comunità e avviare un percorso terapeutico. Ma quando è arrivato il giorno dell’ingresso nella struttura, si è rifiutato di trasferirsi. 

Accusato di maltrattamenti ed estorsione, il quarantenne è stato condannato a due anni, un mese e 23 giorni di carcere e al pagamento di 600 euro di multa oltre alle spese processuali. Dovrà anche risarcire il padre, costituitosi parte civile con l’avvocata Laura Pacenti

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