Cornetti donati alle famiglie bisognose trovati nel cassonetto davanti alla chiesa | MaremmaOggi Skip to content

Cornetti donati alle famiglie bisognose trovati nel cassonetto davanti alla chiesa

La segnalazione sul gruppo “Sei braccagnino se” accende la polemica: «Se non avete bisogno, lasciate a chi ne ha davvero»
I cornetti lasciati nel cassonetto davanti alla chiesa di Braccagni

GROSSETO. A Braccagni scoppia la polemica sui social dopo la segnalazione di un residente nel gruppo Facebook “Sei braccagnino se”.

Il cittadino ha denunciato che alcuni cornetti integri e non scaduti, donati dal Corsini e destinati alle famiglie bisognose, sono stati trovati gettati nel cassonetto davanti alla chiesa e, per di più, lasciati anche fuori dal contenitore. E al suo post, allega anche una fotografia. 

«Complimentoni a chi ha ricevuto nel pacco delle famiglie bisognose di Braccagni cornetti integri e non scaduti donati dal Corsini ed ha visto bene di gettarli tutti quanti al cassonetto davanti alla Chiesa e per di più fuori dallo stesso – scrive – Complimenti davvero. Se non avete bisogno non siete obbligati a prendere la roba, anzi lasciatela a chi ha davvero bisogno!!!», si legge nel post che in poche ore ha raccolto commenti e condivisioni.

Indignazione e amarezza tra i residenti

L’episodio ha suscitato forte indignazione nella comunità. Molti utenti hanno sottolineato come gesti del genere rischino di minare la fiducia verso le iniziative solidali, soprattutto in un momento storico in cui tante famiglie in difficoltà faticano ad arrivare a fine mese.

La donazione di generi alimentari, specie quando coinvolge attività commerciali del territorio, rappresenta un gesto concreto di solidarietà. Vedere prodotti ancora buoni finire nella spazzatura è stato definito da diversi cittadini «uno schiaffo» a chi si trova realmente in difficoltà.

Un precedente in Maremma: il caso di Castiglione della Pescaia

Non è la prima volta che in Maremma si verificano episodi simili.

Il 19 dicembre 2023 a Castiglione della Pescaia una volontaria della Croce Rossa Italiana trovò nel bidone della spazzatura sotto casa numerosi prodotti alimentari ancora integri.

Quella pasta, il riso, il latte a lunga conservazione, le scatolette e i pacchi di biscotti la volontaria li riconobbe subito: solo pochi giorni prima li aveva impacchettati insieme ad altri volontari nella sede locale della Cri, nell’ambito dei pacchi alimentari solidali destinati alle famiglie bisognose.

Gettata nella spazzatura la “spesa sospesa”

In quell’occasione, l’iniziativa era stata promossa da due associazioni cittadine che avevano finanziato la “spesa sospesa”. La Cri era stata incaricata di acquistare i prodotti e distribuirli alle famiglie in difficoltà, circa trenta nuclei familiari, con un’attenzione particolare nel periodo natalizio.

Le immagini del cibo gettato nel cassonetto furono condivise pubblicamente, suscitando rabbia e delusione. Molti si chiesero perché, se una famiglia non aveva realmente bisogno di quel pacco, non lo avesse semplicemente lasciato alla Cri o donato a sua volta a chi, per pudore o vergogna, non chiede aiuto.

Solidarietà e responsabilità: un equilibrio delicato

L’episodio di Braccagni riapre dunque un tema delicato: la gestione e il rispetto delle donazioni alimentari.

Le iniziative solidali si fondano sulla fiducia reciproca tra chi dona, chi organizza e chi riceve. Quando questa fiducia viene incrinata, il rischio è che in futuro diminuiscano le disponibilità e le offerte.

Trovare cibo ancora buono nel cassonetto resta un colpo al cuore per la comunità. E, come sottolineano in molti, se non si ha bisogno di un aiuto non c’è alcun obbligo di accettarlo: lasciarlo a chi ne ha davvero necessità è il gesto più semplice e più giusto.

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