Ombrone, il fiume che unisce e divide: la Maremma rilancia il contratto di fiume | MaremmaOggi Skip to content

Ombrone, il fiume che unisce e divide: la Maremma rilancia il contratto di fiume

Dal ricordo dell’alluvione del ’66 a una nuova visione condivisa: 11 Comuni, il Consorzio e l’Università insieme per il futuro del fiume
I due volti dell'Ombrone, a sinistra in inverno, in golena, a Grosseto, a destra, in estate, quasi in secca, a Istia
I due volti dell’Ombrone, a sinistra in inverno, in golena, a Grosseto, a destra, in estate, quasi in secca, a Istia

GROSSETO. Scorre lento, accanto alla città, ma sa trasformarsi in una forza impetuosa. L’Ombrone è l’anima di Grosseto e della Maremma: fonte di vita, ricchezza per i campi, rifugio per la biodiversità. Ma è anche memoria di paura e di tragedia. Come quel 4 novembre 1966, quando lo stesso giorno dell’alluvione di Firenze, il fiume ruppe gli argini e sommerse la pianura grossetana, lasciando ferite profonde.

Oggi, a distanza di quasi sessant’anni, l’Ombrone torna al centro del dibattito pubblico.

Al Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud si è tenuto un incontro con gli 11 Comuni rivieraschi – sei in provincia di Siena (Castelnuovo Berardenga, Rapolano Terme, Asciano, Buonconvento, Murlo e Montalcino) e cinque in provincia di Grosseto (Civitella Paganico, Cinigiano, Campagnatico, Scansano e Grosseto) – per rilanciare il percorso partecipativo verso la firma del contratto di fiume Ombrone.

L'incontro al Consorzio di bonifica
L’incontro al Consorzio di bonifica

«Una gestione migliore e condivisa»

«Recependo le indicazioni dei sindaci che ho incontrato – ha spiegato il presidente del Consorzio, Federico Vanni – abbiamo deciso di ripartire con questo progetto, che può portarci a una migliore gestione del nostro fiume, anche attraverso la riqualificazione. Sin dal mio insediamento ho messo l’ambiente al centro del programma, il contratto di fiume non può che esserne parte».


Un percorso già avviato

Un lavoro che non parte da zero. «L’Ombrone è strategico per noi – ha ricordato Valentina Chiarello, responsabile area studi e progettazione del Consorzio –: i suoi 160 chilometri si sviluppano interamente nel nostro comprensorio. Già tra il 2017 e il 2022 eravamo arrivati ad attivare un tavolo di coordinamento istituzionale permanente e a firmare un protocollo d’intesa, con i casi pilota di Buonconvento, Cinigiano e Asciano. Ora serve un documento di intenti, propedeutico al documento strategico e alla sottoscrizione del contratto di fiume, un impegno formale con il quale ogni attore si impegna in un piano di azioni».

Gli obiettivi restano chiari: mitigazione del rischio idraulico, riduzione dell’inquinamento, tutela della biodiversità, valorizzazione del paesaggio, fruizione sportiva e culturale, educazione dei giovani. E si aggiunge un nuovo tema cruciale: la gestione delle risorse idriche.


Università in prima linea

Al fianco del Consorzio ci sarà l’Università di Firenze, con la professoressa Valeria Lingua, ordinaria di Urbanistica, insieme alle ricercatrici Valeria Francioli ed Elisa Caruso.

«Il nostro Dipartimento ha seguito il percorso del contratto di fiume sin dall’inizio – ha spiegato Lingua –. Collaborare con gli enti sui territori, esplorando prospettive diverse e visioni per il futuro, è una missione delle Università. Lavoreremo partendo dal basso, facendo comunità assieme al Consorzio, ai Comuni, ai cittadini, alle associazioni e alle scuole».

Tre gli scenari individuati: rischio e infrastrutture, qualità ambientale ed ecosistemica, fruibilità e sviluppo locale. Sei invece le categorie del piano d’azione: pianificazione strategica, studi e ricerche, interventi strutturali, azioni pilota, azioni non strutturali, azioni per il contratto di fiume.

Un'altra immagine dell'Ombrone in golena
Un’altra immagine dell’Ombrone in golena

«Il contratto non è la fine, ma l’inizio»

La prima riunione ha trovato accoglienza positiva tra i Comuni, ma anche consapevolezza delle difficoltà.

«Il contratto di fiume – ha sottolineato il direttore generale del Consorzio, Fabio Zappalorti – è uno strumento con una vita ultradecennale, non sempre facile. Molti percorsi sono iniziati e poi si sono arenati. Il nostro ente ha il vantaggio di un valore sovracomunale, coprendo tutto il corso d’acqua, ma i protagonisti restano i Comuni: sono loro a fare le scelte strategiche e ad attuare il contratto con i propri piani».

E ha concluso con un monito: «La sottoscrizione del contratto di fiume non è la fine, ma l’inizio del percorso. L’essenza del fiume sta cambiando radicalmente e dobbiamo adeguarci a questo cambiamento».


📌 Scheda – Il fiume Ombrone

  • Lunghezza: 161 km
  • Bacino idrografico: circa 3.500 km²
  • Sorgente: San Gusmè (Siena, comune di Castelnuovo Berardenga) sul lato sud-orientale dei Monti del Chianti.
  • Percorso: Dopo un corso tortuoso e articolato, lungo il quale riceve importanti affluenti come l’Arbia, il Merse, l’Orcia e le Trasubbie, il fiume giunge in pianura a Istia d’Ombrone, e il suo tracciato assume andamento meandriforme
  • Foce: Mar Tirreno, all’interno del Parco della Maremma, poco a sud di Grosseto
  • Caratteristiche: principale corso d’acqua della provincia di Grosseto, alterna piene impetuose a lunghi periodi di magra.
  • Curiosità 1 – Il fiume presenta 29 ponti dalla sorgente alla foce
  • Curiosità 2 – Ombrone è stato anche il nome di un dipartimento dell’Impero napoleonico con capoluogo Siena. Fu creato il 24 maggio 1808 dopo la conquista del Granducato di Toscana da parte dei francesi

Affluenti principali dell’Ombrone

Da sinistra (versante settentrionale/orientale)

  • Arbia – nasce nei pressi di Castellina in Chianti, bagna Siena e confluisce presso Buonconvento.
  • Tressa – affluente dell’Arbia, quindi indirettamente dell’Ombrone.
  • Biena – piccolo torrente della zona delle Crete Senesi.
  • Asso – nasce presso San Giovanni d’Asso, confluisce a Buonconvento.
  • Merse – tra i maggiori affluenti, nasce nei monti del Senese e porta con sé anche il Farma.
  • Farma – torrente che attraversa la valle omonima, si unisce al Merse.
  • Trasubbie – torrente del Grossetano, zona Paganico.
  • Crevole – piccolo affluente proveniente da Murlo.

Da destra (versante meridionale/occidentale)

  • Orcia – il più importante affluente, nasce dal Monte Amiata, segna il confine tra Siena e Grosseto.
  • Ente – affluente dell’Orcia, quindi indirettamente dell’Ombrone.
  • Vellora – torrente proveniente dalla zona del Monte Amiata.
  • Lanzo – piccolo corso d’acqua amiatino.
  • Triboli – torrente che scende dai rilievi di Cinigiano.
  • Trasubbia di Cinigiano – altro piccolo affluente dalla collina grossetana.

Affluenti minori

Oltre ai principali, l’Ombrone riceve numerosi torrenti e rii stagionali che drenano le colline delle Crete Senesi e dell’Amiata grossetana, come il torrente Stregaia, il Fosso Zancona, il Fosso Melacce e vari corsi minori che hanno soprattutto funzione di drenaggio agricolo.

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