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Come salvare e riutilizzare l’albero di Natale

Se non ha perso gli aghi e non ha rami ingialliti può tranquillamente arrivare alle prossime festività. Lo si può tenere in vaso, rinvasare, mettere sul balcone con qualche accorgimento, ma anche in giardino curandosi di innaffiarlo bene
Abete, albero di Natale, come salvarlo ed evitare di buttarlo
Alcuni modi per salvare l’albero di Natale: in vaso, in giardino o consegnandolo al vivaio
GROSSETO. Finita l’Epifania è tempo di sgombero per gli alberi di Natale. Facile riutilizzare quello di plastica. Meno facile, invece, è salvare e riusare l’albero naturale.
Mentre infatti quello sintetico si può conservare in soffitta o in un ripostiglio per essere tirato fuori all’arrivo delle festività, quello naturale rischia di essere gettato via ogni anno.
 
Il 2023 è stato l’anno del sorpasso dell’abete naturale su quello di plastica, preferito dal 54% dei toscani. Nelle case di tutta la regione, quindi, molti hanno preferito portare un albero vero piuttosto che uno sintetico. Con il rischio concreto di doversene sbarazzare senza sapere come fare.
 
A dare qualche risposta ci ha pensato Coldiretti Toscana. Il vademecum elaborato dall’associazione di categoria, indica come gestire al meglio l’albero scelto per gli addobbi. Con qualche accortezza e un po’ di cura potrà essere protagonista anche del Natale 2024 mantenendo intatta la sua bellezza. 
 

Come salvare l’albero

Se l’abete è stato mantenuto in buone condizioni e si presenta integro, senza perdita degli aghi, si può̀ conservare in vaso, sul balcone o in cortile. Chi possiede un giardino, può anche valutare di piantarlo in attesa delle prossime feste.

Albero di Natale
Albero di Natale

Durante il periodo estivo l’albero va tenuto in una zona ombreggiata, in quanto, i raggi diretti del sole nei mesi più̀ caldi, determinano condizioni non ideali. Trattandosi di specie (Picea o Abies) originarie del centro nord Europa e tipiche delle zone montane, le annaffiature devono essere costanti: una volta a settimana nel periodo invernale e due nel periodo primaverile o anche di più̀, durante il periodo estivo, quando l’evaporazione è molto elevata.

Se l’abete viene lasciato in vaso, è necessario controllarlo per evitare che si asciughi completamente. Se a fine stagione si notassero degli accrescimenti si può provvedere a rinvasare l’albero prima del suo riutilizzo.

Il trapianto in giardino

Per il trapianto in giardino è consigliabile scegliere una zona fresca ma libera da altre piante di alto fusto per consentire all’abete di raggiungere anche l’altezza di 8/10 metri.

Per impiantarlo serve fare una buca adeguata in cui possa trovare spazio buona terra fine, sabbia e compost in parti uguali. In modo da far ripartire il prima possibile l’attività̀ radicale. Una volta messo a dimora serve innaffiare subito l’albero. Poi per le altre annaffiature regolari si potrà procedere una volta a settimana nel periodo invernale e due in quello primaverile. Aumentando la dose nell’estivo, sempre per via dell’evaporazione.

In ogni caso (anche se l’abete venisse lasciato in vaso, quindi) è opportuno provvedere a una concimazione con prodotti organici granulari o fluidi a pronto effetto.

Le alternative per non gettarlo via

In alternativa, prima di gettare l’albero di Natale in qualche cassonetto impropriamente, ognuno può contattare il garden, negozio o l’azienda agricola dove lo ha acquistato. Potrebbero aver previsto un servizio di ritiro.

In alternativa lo si può sempre donare ai centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai comuni per esempio. Gli abeti vengono ritirati anche in alcuni mercati di Campagna amica.

Gli esemplari non idonei, che hanno perso gli aghi e presentano rami ingialliti, potranno essere smaltiti in una compostiera ricordando che è necessario mettere parti vegetali con poca cellulosa (foglie, scarti di ortaggi, erba) e parti legnose che siano il più̀ possibile sfibrate (spezzate, ridotte il spessore e dimensioni).

Se proprio non c’è spazio o materiali per realizzare il compost è corretto smaltire l’albero gettandolo nel cassonetto dell’organica nella raccolta differenziata.

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