Coltello in mensa. Flc Cgil di Grosseto: «Docenti lasciati soli» | MaremmaOggi Skip to content

Coltello in mensa. Flc Cgil di Grosseto: «Docenti lasciati soli»

Dopo settimane di tensione in una scuola primaria del territorio, il sindacato chiede interventi concreti per garantire sicurezza e serenità a studenti e insegnanti
Un bimbo in un corridoio di una scuola e Alessandra Vegni
Un bimbo in un corridoio di una scuola e Alessandra Vegni

GROSSETO. Un bambino di 10 anni avrebbe puntato un coltello contro un compagno dopo settimane di tensione dentro una scuola primaria del territorio. Un episodio che adesso porta la Flc Cgil di Grosseto a chiedere interventi immediati e chiarimenti sulle misure adottate per garantire la sicurezza di alunni e insegnanti.

 

«Si tratta di una situazione da esaminare con attenzione ed è da verificare l’esattezza dell’accaduto – dichiara la segretaria provinciale della Flc Cgil Grosseto, Alessandra Vegni – Ma da quanto riportato emerge una condizione di forte sofferenza sia per gli studenti sia per il personale docente, con il rischio di burnout, stati d’ansia e stress lavoro correlato».

Il nodo della sicurezza nelle scuole

Secondo il sindacato, è necessario potenziare le misure adottate per tutelare studenti e insegnanti. «Come organizzazione sindacale ci chiediamo quali atti sostanziali abbia attivato il dirigente scolastico per mettere in sicurezza alunni e personale – prosegue Vegni – Il dirigente ha la responsabilità sia sulla sicurezza degli studenti sia sulla salute e sicurezza delle lavoratori. La situazione lede gravemente i diritti di tutti».

Per la Flc Cgil il problema riguarda l’intero contesto educativo e non solo il personale scolastico. «Essere costretti a recarsi ogni giorno al lavoro per sostenere sé stessi e la propria famiglia non dovrebbe mai tradursi nella paura quotidiana di entrare nell’ambiente di lavoro  sottolinea Vegni – Quando queste situazioni non vengono gestite adeguatamente si produce un danno psicofisico ai docenti, agli altri alunni e anche allo stesso bambino coinvolto, che rischia di essere additato invece che tutelato».

«Servono interventi concreti»

La richiesta del sindacato si rivolge direttamente alle istituzioni competenti. «La domanda – dice Vegni – la rivolgiamo sia al dirigente scolastico sia all’Ufficio scolastico territoriale: quali azioni concrete sono state adottate e quali verranno adottate affinché questi ambienti possano riconquistare la tranquillità indispensabile per garantire i diritti di tutte le parti coinvolte?».

Nel frattempo, la Flc Cgil annuncia ulteriori iniziative. «Confidiamo in un’ispezione approfondita e, come sindacato, attiveremo tutte le azioni di nostra competenza».

Docenti sotto pressione

Infine, il sindacato richiama l’attenzione sulle condizioni di lavoro degli insegnanti e sulla necessità di tutelare tutti i bambini coinvolti. «I docenti hanno bisogno di essere messi nelle condizioni di fare il loro lavoro, di essere ascoltati e aiutati a risolvere i problemi – dice Vegni – Devono poter svolgere il loro ruolo di supporto a tutti i bambini, compreso il bimbo che oggi si trova esposto e che deve essere tutelato come gli altri».

«Tutti i docenti, come in ogni luogo di lavoro, hanno diritto a operare in un ambiente sicuro. Ne va non solo della loro sicurezza ma anche di quella dei bambini, che sono chiamati ogni giorno a tutelare – conclude -Dove emergono difficoltà è necessario un sistema che intervenga e supporti, ancora di più quando è in gioco la crescita formativa e sociale di tutti i bambini».

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