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Colpisce la moglie incinta con una stampella e la prende a sassate: chiesto il divieto di avvicinamento

Dopo il matrimonio segreto, la sparatoria e il ricovero in psichiatria, l’ultima aggressione mentre tenta di fuggire per paura di perdere il bambino
Il tribunale di Grosseto
Il tribunale di Grosseto

GROSSETO. Non è soltanto una vicenda di maltrattamenti, ma anche uno spaccato sociale che a Grosseto torna con una frequenza che inquieta. Ragazze molto giovani, spesso fragili, segnate da dipendenze, difficoltà familiari o percorsi personali complessi, che finiscono dentro relazioni rapide e totalizzanti con uomini che gravitano nel mondo dello spaccio.

L’ultimo caso è quello di una giovane grossetana di 22 anni, madre di una bambina di tre, oggi al centro di un nuovo procedimento che vede indagato il marito, 24 anni, di origini tunisine, per episodi di violenza e maltrattamenti.

Il pubblico ministero Marco Lavra ha chiesto nei confronti del giovane l’applicazione del divieto di avvicinamento alla donna. Difeso dall’avvocato Giulio Parenti, il ragazzo dovrà comparire davanti al giudice Marco Mezzaluna per l’interrogatorio di garanzia.

Una relazione nata in un momento di forte fragilità

I due si conoscono nel maggio 2025, in un momento molto difficile per la ragazza. Sta attraversando una fase di forte depressione dovuta a motivi familiari, ha appena perso la nonna, cresce una figlia piccola ed è seguita sia dai servizi sociali sia dal Serd, perché fa uso di sostanze stupefacenti.

L’incontro con il giovane sembra inizialmente offrirle un punto di riferimento. La relazione però prende presto una piega diversa. Già da luglio iniziano i primi episodi di tensione: attacchi di rabbia, insulti, offese continue e accuse di tradimento.

Nonostante lui abbia nel frattempo anche una relazione con un’altra donna, continua ad accusarla di non essergli fedele.

La separazione, poi il matrimonio segreto

A un certo punto i due si lasciano. Lui va a vivere con un’altra donna, ma dopo circa un mese tornano insieme. A settembre prendono una decisione improvvisa: si sposano in Comune, senza dire nulla ai familiari di lei.

Un matrimonio tenuto nascosto, come già accaduto in altre vicende finite nelle cronache cittadine, dove relazioni nate velocemente si sono poi intrecciate con ambienti segnati da droga e illegalità.

La convivenza dura poco e in condizioni precarie: i due vivono dove capita, spesso ospitati in case di connazionali del ragazzo, persone che gravitano nello stesso ambiente dello spaccio frequentato da lui.

La sparatoria sotto il cavalcavia

Il 17 settembre arriva un episodio che cambia tutto. I due si trovano in auto sotto il cavalcavia lungo le strade delle Sante Marie quando il giovane viene raggiunto da un colpo di pistola sparato da un altro uomo.

Un fatto gravissimo per il quale il presunto responsabile è stato arrestato il 4 marzo. Per la ragazza è uno choc devastante: era passata appena una settimana dal matrimonio quando si è trovata accanto al marito ricoperto di sangue. raggiunto da un proiettile a una gamba. 

Il ricovero in psichiatria e la scoperta dei genitori

Nei giorni successivi la giovane crolla. Si verifica un episodi di autolesionismo, viene portata in ospedale e poi ricoverata in psichiatria. È in quel momento che i genitori scoprono tutto: il matrimonio, la sparatoria e il contesto in cui la figlia stava vivendo.

Lui intanto, dopo l’intervento chirurgico per la ferita riportata, lascia Grosseto e va in Lombardia, a casa del padre, per la convalescenza.

Sembrava una separazione naturale. Invece nei due mesi successivi la ragazza lo raggiunge più volte a casa del padre. Va a trovarlo in Lombardia e in quel periodo il rapporto sembra più stabile, anche perché lei, lontana da Grosseto e senza conoscenze, non esce quasi mai da sola.

Tornano insulti e gelosia

Quando lui torna in città trova un appartamento. Lei invece continua a vivere a casa dei genitori insieme alla figlia di tre anni: durante il giorno resta con la bambina, la sera raggiunge il marito.

Ed è proprio allora che riprendono i comportamenti aggressivi. Ogni volta che arriva il momento di rientrare a casa, lui ricomincia con insulti, accuse di tradimento e umiliazioni.

Le dice che fa schifo, che frequenta altri ragazzi, che non è sincera con lui.

La nuova gravidanza e l’aggressione

Il 15 gennaio la ragazza scopre di essere di nuovo incinta. Lui inizialmente è contento all’idea di diventare padre, ma poche settimane dopo la situazione precipita.

Qualche giorno prima del 12 febbraio, secondo quanto ricostruito, la colpisce con una stampella. Poi, verso le 18 del 12 febbraio, mentre lei sta per lasciare l’appartamento per tornare dalla figlia, scatta una nuova aggressione.

Lui le salta addosso, i due cadono a terra e lei urta violentemente il fianco contro la testiera del letto. La paura immediata è per il bambino che porta in grembo: è al terzo mese di gravidanza.

La fuga al pronto soccorso e le pietre lanciate in strada

La ragazza scappa verso il pronto soccorso. Lui la rincorre fuori casa e le lancia contro alcune pietre, riuscendo a colpirla a un piede. Prima, secondo il suo racconto, le aveva anche dato uno schiaffo.

In ospedale sono i sanitari a chiamare i carabinieri: ed è lì che la giovane racconta tutto.

Un precedente già archiviato

Non è la prima volta che la vicenda arriva all’attenzione della magistratura. Già a settembre 2025 era stato aperto un procedimento per maltrattamenti, poi archiviato dalla procura.

Adesso però il nuovo fascicolo riapre il caso: il 24enne è accusato di maltrattamenti e lesioni aggravate.

La procura ha chiesto una misura cautelare, mentre resta sullo sfondo un fenomeno che in città continua a ripresentarsi: giovani donne fragili che finiscono dentro relazioni segnate da dipendenza emotiva, droga e violenza.

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