Coca mista a terra, il conto si paga in tribunale: condannato per tentata estorsione con il coltello | MaremmaOggi Skip to content

Coca mista a terra, il conto si paga in tribunale: condannato per tentata estorsione con il coltello

Minacciò di «mandare all’ospedale» la sorella del presunto spacciatore per riavere 60 euro. Un anno, tre mesi e 15 giorni e 1.050 euro di multa la pena che dovrà scontare
L’aula gup del tribunale di Grosseto

SCARLINO. C’è un dettaglio che racconta più di ogni altro questa storia: la lama di un coltello da cucina lunga venti centimetri puntata contro il corpo di un uomo, per reclamare sessanta euro. Il prezzo di una dose di cocaina che – secondo l’acquirente – era mista a terra.

Per quella richiesta finita in minaccia, il tribunale ha pronunciato la condanna. Un anno, tre mesi e 15 giorni di reclusione, oltre a 1.050 euro di multa, con la riduzione di un terzo per la scelta del rito abbreviato. 

«Ridammi i soldi o finisce male»

Era la sera del 3 agosto scorso, a Scarlino. Il cinquantenne, tossicodipendente, aveva acquistato una dose per 60 euro grazie al contatto fornito da una donna del posto. Dopo averla provata, aveva deciso che quella sostanza non era ciò che aveva pagato: a suo dire, la cocaina sarebbe stata tagliata con della terra.

Così aveva rintracciato il fratello della donna che aveva fatto da tramite. Prima le parole, poi la minaccia. «Vai a casa a prendere i soldi, altrimenti mando tua sorella all’ospedale», avrebbe detto, accostando il coltello al corpo dell’uomo per rendere il messaggio inequivocabile.

Non si era fermato lì. Lo avrebbe seguito fin sotto casa, aspettando la restituzione del denaro. In quell’ora concitata, secondo la ricostruzione, anche un altro familiare sarebbe stato intimidito con la richiesta di 70 euro e minacce pesanti.

La chiamata al 112 e l’arresto

È stata la famiglia a rompere l’assedio, chiamando il 112. Quando i carabinieri sono arrivati, hanno trovato il cinquantenne ancora in zona. Addosso aveva il coltello e, nella tasca posteriore dei pantaloni, un involucro con poco meno di due grammi di cocaina.

Arrestato in flagranza, era tornato in libertà in attesa del processo. Davanti al giudice ha ammesso di aver preteso il denaro, ma ha negato di voler fare del male: «Volevo soltanto indietro i miei soldi. Il coltello non l’ho usato».

La decisione del giudice

Il giudice ha ritenuto provati gli episodi contestati dalla Procura – che aveva chiesto una pena più severa – valutandoli come un’unica condotta in continuazione. Ha riconosciuto il valore economico modesto della somma e la natura «ingenua» dell’azione, attenuanti che hanno bilanciato l’aggravante dell’uso dell’arma.

Resta la sostanza dei fatti: per una dose ritenuta scadente, coca mista a terra, si è passati dal mercato della droga all’aula di giustizia. E il conto, questa volta, è stato presentato dal tribunale.

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