GROSSETO. Sono sempre di più le truffe e i furti che avvengono in città, o almeno è questo che emerge dai racconti delle persone. I truffatori e i ladri sono individui molto ingegnosi, che sanno bene come muoversi nell’ombra e come colpire le loro vittime. E quelli meno furbi hanno comunque dalla loro parte i grandi numeri: se si mandano 100 messaggi di phishing, almeno una decina di persone finiranno per cascarci.
Una chiamata da Londra, un messaggio dal Cup, oppure un’emergenza che coinvolge un familiare sono situazioni che molti si trovano a fronteggiare. Spesso si tratta di tentativi truffaldini e, per spedire i soldi ai truffatori, molte persone si affidano ai tabacchini.
«Qualche truffa siamo riusciti a sventarla: in alcuni casi abbiamo convinto le persone a chiamare prima figli o nipoti, invece di ricaricare la PostePay dei truffatori. È molto difficile, perché le vittime vengono raggirate e in quello stato d’animo è complicato farle ragionare – dicono due tabaccai di Grosseto – Abbiamo visto diversi tipi di truffe e ci cascano persone di tutte le età».
Le truffe più disparate
Sono molti i modi con cui i malviventi raggirano le persone: messaggi di phishing, chiamate insistenti, proposte di investimenti, siti sospetti di assicurazioni online, fino alle cosiddette truffe d’amore.
«Sono molti i grossetani che ci raccontano delle truffe o dei furti subiti. Un uomo era convinto di acquistare una Volkswagen Golf nuova dalla Francia a 3mila euro – racconta uno dei tabaccai – Una donna, invece, pensava di pagare un’assicurazione online e, fortunatamente, quando ci ha fornito il numero di una PostePay e non un Iban, l’abbiamo fatta riflettere».
A Grosseto le truffe colpiscono tutte le generazioni. I truffatori fanno leva sul punto debole delle persone: un figlio, un parente o un amore. È il caso di una donna che voleva spedire 5mila euro a un sedicente giornalista di guerra in Afghanistan, che l’aveva fatta innamorare di sé. L’uomo le aveva scritto che qualcuno l’aveva rapito e che aveva bisogno di denaro per pagare un riscatto.
«Capita a tantissime persone, indipendentemente dal lavoro che fanno – spiega il tabaccaio – Purtroppo spesso ci si vergogna a chiedere aiuto o a denunciare e, quando si è già coinvolti emotivamente o economicamente, diventa difficile rendersi conto di cosa stia succedendo».
Il furto delle monete e i finti contratti
A Grosseto, a quanto pare, vanno forte anche i furti, non solo in appartamento ma anche di borse e collane. I ladri, però, non strappano più catenine o scippano le borse: oggi agiscono creando diversivi.
«A un anziano hanno prima sporcato la giacca e poi una complice, con la scusa di pulirlo, gli ha sganciato la catena che aveva al collo – racconta l’uomo – Nei pressi di alcuni supermercati, invece, gettano delle monete a terra e dicono alla vittima che le sono caduti dei soldi: mentre si china a raccoglierli, rubano la borsa».
Emblematica anche la storia di un uomo a cui è stato detto di avere bollette arretrate con una compagnia di luce e gas. Il finto venditore gli ha proposto di firmare un “contratto” per sistemare la situazione e risparmiare sulle future utenze. Sul documento, però, c’erano solo nome e cognome della vittima, senza neppure l’indirizzo di casa. Spinto dal truffatore, l’uomo ha effettuato due bonifici da 800 euro. Successivamente gli è stato chiesto di inserire le distinte originali in una busta bianca senza indirizzo e di imbucarla, perché – a detta del malvivente – il postino avrebbe comunque saputo dove recapitarla.
Occhio alle truffe
I truffatori trovano sempre nuovi modi per colpire, inducendo panico, apprensione e ansia nelle vittime. Stati d’animo che rendono difficile ragionare lucidamente. Non importa l’età delle loro prede: i malviventi tenteranno sempre di individuare il punto debole e, grazie alla legge dei grandi numeri, qualcuno cadrà nella rete. Per questo è fondamentale prestare attenzione alle parole usate, perché è lì che si nasconde la chiave per smascherare la truffa.
«Una donna è venuta da noi dicendo di dover spedire 900 euro al figlio che vive all’estero, perché gli si era rotto il telefono. Abbiamo provato in tutti i modi a dirle di chiamarlo prima, ma non voleva sentire ragioni – racconta il tabaccaio – Poi, fortunatamente, l’abbiamo convinta e ha scoperto che era solo una truffa».
Le armi per difendersi sono poche ma fondamentali: calma e sangue freddo, spirito critico sulle informazioni ricevute e, in caso di dubbio, contattare le forze dell’ordine. Quando si parla di incidenti o reati che coinvolgono familiari o amici, è sempre bene chiamare direttamente la persona interessata per verificare.
«Le cause sono tante, fra chi pensa di fare un investimento, chi agisce per paura e chi crede di aver trovato l’amore – conclude – L’unica certezza, purtroppo, sono i risparmi e i soldi sudati al lavoro che spariscono».



