GROSSETO. Un cuore che batte, ma a volte a ritmo irregolare. Il centro storico di Grosseto continua a vivere di luci e ombre: locali che riescono a reinventarsi e attrarre pubblico, ma anche negozi chiusi, orari disallineati e un senso di incertezza che si avverte nelle strade.
I locali, il Comune di Grosseto e anche il Ccn del centro storico ci stanno provando a far battere quel cuore come una volta. È inutile girarci in torno: sono sempre meno le persone che scelgono il centro come posto di svago, soprattutto durante la settimana. Ma i locali ci stanno provando e qualcuno ci sta anche riuscendo.
«Ho portato diverse novità al Nera Fondente: una nuova drink list, qualcosa di diverso da mangiare e anche qualche evento, come l’all you can spritz – dice Alessio Terni – Per questo credo che le cose mi stiano andando abbastanza bene anche durante la settimana».
Chi si rinnova resiste
La parola chiave è rinnovarsi: portare qualcosa di nuovo e diverso, nonostante le criticità del centro della città. E in questo anche il Comune di Grosseto gioca un ruolo fondamentale.
«Cerchiamo di far passare tutti gli eventi nel centro storico, ci impegniamo molto e molti degli eventi che abbiamo fatto in questo periodo, come le street band, hanno avuto un ottimo riscontro, così come quelli sulle mura – dice Riccardo Megale, assessore al turismo del Comune di Grosseto – Noi ce la stiamo mettendo tutta, per esempio nel fine settimana del 25 ottobre c’era un evento di gala alla sala Eden, che ha portato diverse persone».
E in effetti anche l’assessore alla cultura Luca Agresti e l’assessore allo sviluppo economico Bruno Ceccherini cercano di organizzare più eventi possibile in centro.
Ma quello che colpisce i cittadini e non è la novità. «Per me le cose vanno abbastanza bene anche durante la settimana, credo che faccia la differenza i diversi tipi di eventi che organizziamo – dice Tommaso Paladini, titolare dello Chalet – Cerchiamo sempre di restare al passo con degustazioni e collaborazioni con aziende di vino, olio e formaggi. Cambiamo spesso menu, ci modernizziamo e non nascondo che anche il bel tempo ci ha dato una bella mano».
Le criticità del centro
I ristoratori e i locali ci stanno provando e ci stanno anche riuscendo e questo è il motore per far ripartire il centro storico. E che poi potrebbe aiutare a ridurre le criticità del centro, come la sicurezza e il degrado: da sempre la presenza delle persone allontana il degrado e la malamovida.
«Secondo me serve più comunicazione e lavoro di squadra. Noi lavoriamo grazie ai nostri clienti storici, ma è anche vero che il lavoro è un po’ calato – dice Sirio Polidori, coproprietario del Ritual – Anche perché c’è degrado in centro: i fondi sfitti, la poca illuminazione e via dicendo. Già girano poche persone e dovremmo, lavorando tutti insieme, incentivarle a vivere di nuovo queste strade e queste piazze».
Anche la situazione economica non gioca a favore: se le persone non riescono ad arrivare a fine mese per l’aumento delle spese e delle bollette, giustamente escono di meno e spendono di meno nell’economia locale.
Anche Tommaso Paladini è della stessa opinione. «Con un’offerta più ricca e meno fondi sfitti le cose sarebbero diverse. Anche la sicurezza gioca un ruolo fondamentale: dopo le 22 si rischia di trovare persone particolari in centro e anche questo disincentiva la gente a venire – dice – È anche vero che su tante cose il Ccn ha raggiunto degli obiettivi, proprio lavorando sodo, e stiamo tutti lavorando per far partire di nuovo il centro».
Il Ccn e le vie secondarie
Il Ccn, nato a marzo 2025, si sta impegnando molto per provare a riportare le persone in centro. E quest’anno il cuore di Grosseto brillerà grazie alle luminarie, che porteranno luce in ogni via fra le Mura medicee.
«Abbiamo molte cose in cantiere per il periodo natalizio e stiamo provando a creare una continuità nel centro e già adesso stiamo vedendo che le cose stanno lentamente ripartendo – dice Alberto Macchi, presidente del Ccn – È un periodo di sofferenza fisiologica per tutti e solo facendo squadra riusciremo a risollevare le sorti del centro. E noi ci stiamo provando, come proveremo a portare degli eventi anche durante la settimana nel periodo natalizio».
Anche piazza del Sale, piazza della Palma e le vie limitrofe a corso Carducci sono sofferenti.
A pensarla così è anche Gabriele Macrì, che nel centro lavora ormai da anni e conosce bene le oscillazioni stagionali e settimanali del movimento. «Durante la settimana si registra un vero e proprio crollo – dice Gabriele Macrì, coproprietario dell’Affinity – I grandi centri commerciali hanno spostato molte persone, e in centro restano pochi flussi. I negozi, poi, spesso non sono aggiornati sugli orari in cui la gente è davvero libera, e questo non aiuta. Da soli non si va lontano: è la collaborazione che può fare la differenza».



