Centro storico di Grosseto, Aureli: «Degrado e menefreghismo da cinquant’anni» | MaremmaOggi Skip to content

Centro storico di Grosseto, Aureli: «Degrado e menefreghismo da cinquant’anni»

L’ex presidente degli Amici del Centro Storico: «Servono incentivi, accessibilità e interventi concreti, non proclami»
Alcuni esempi delle condizioni di via Mazzini e via Saffi, in centro storico
Alcuni esempi delle condizioni di via Mazzini e via Saffi, in centro storico

GROSSETO. Un duro intervento quello dell’architetto Roberto Aureli, già presidente degli Amici del Centro Storico nel 2010, che torna a puntare il dito sulle condizioni del centro storico di Grosseto. Aureli parla di decenni di mancate strategie, degrado urbano, scarsa accessibilità e progressivo svuotamento del cuore cittadino.

Nel suo intervento, l’architetto paragona il centro storico a «una vecchia fuoriserie lasciata in eredità da un nonno lungimirante», accusando amministrazioni e istituzioni di aver trascurato uno dei luoghi simbolo della città.

«Una fuoriserie lasciata marcire»

«Il centro storico di Grosseto è come una vecchia fuoriserie lasciata in eredità da un nonno lungimirante (Lepoldo II di Lorena chiamato affettuosamente “Canapone”) ma tenuta malamente da nipoti ignoranti ed incapaci.

Sono almeno cinquant’anni che il tema del centro storico – ricordo il concorso per il suo “arredamento” del 1980 – si trascina senza soluzioni organiche, senza una compiuta visione che ne permetta una sana fruizione ed una qualità della vita gratificante.

Solamente i lavori realizzati circa un ventennio fa per i sottoservizi (acqua, fogne, gas) meritano menzione, non certo per le nuove inadeguate lastricature che da subito presentarono problemi di tenuta».

Il problema dello spopolamento e delle attività chiuse

«Indubbiamente la problematica dei vecchi centri urbani non riguarda solo Grosseto ed è tema comune nel dibattito urbanistico odierno, ma la qualità delle risposte evidenzia strategie curative esemplari oppure sciatto e stolto menefreghismo.

La chiusura di molteplici attività commerciali, anche storiche, lo scarso popolamento, la mancata fruizione dello storico “pubblico passeggio” delle Mura sono evidenti segni di una crisi che stimola qualche evento estemporaneo e fugace – meno male che almeno quelli si fanno – ma l’effetto che si ottiene è come quello di una parziale riverniciata di una vecchia carrozzeria che nasconde ruggine e degrado.

Un centro storico è vivo se al suo interno convivono pluralità di tradizionali attività, dalla residenziale a quella professionale e culturale, dalla presenza di studenti e commercianti. Gli artigiani sono scomparsi: non vi è più un idraulico, un falegname, un elettricista, un fabbro, un fioraio».

«Servono incentivi e maggiore accessibilità»

Secondo Aureli, il rilancio del centro storico dovrebbe passare da misure economiche e urbanistiche concrete.

«Non servono retorici e pomposi convegni, magari tenuti da “esperti” che non vivono il centro di Grosseto, ma azioni concrete che aiutino ed incentivino il riuso del patrimonio immobiliare.

Come la riduzione dell’Imu, l’eliminazione della Tari, le possibili riduzioni degli oneri concessori per ristrutturazioni per almeno un decennio, la revisione in basso delle anacronistiche rendite catastali, congiuntamente a proposte per una maggiore accessibilità».

L’architetto critica anche il sistema dei parcheggi a pagamento attorno alle Mura e vicino a via Ximenes.

«I parcheggi a pagamento intorno all’anello murario ed a ridosso dello storico “parchino” di via Ximenes scoraggiano l’avvicinamento ed incentivano, invece, la frequentazione di parchi periferici ma dotati di ampi e gratuiti parcheggi».

Le critiche a via Mazzini e via Saffi

Nel mirino anche le condizioni del selciato del centro storico.

«Il pietrame del selciato di via Mazzini e di via Saffi, dopo aver sopportato le tonnellate di materiale portato per la realizzazione dell’orribile manufatto dell’ex anagrafe, si è rovinato ed oggi appare assolutamente scadente, pieno di buche, pericoloso e scoraggiante per l’uso di mezzi leggeri come carrozzine e biciclette.

Provare per credere. C’è da pensare che chi di dovere mai utilizzi o frequenti tali strade con bicicletta o motorino. O che le percorra solo a bordo di ingombranti ed inquinanti fuoristrada».

Il nodo delle Mura medicee

Per Aureli il tema dell’accessibilità riguarda direttamente anche il parco delle Mura e la fortezza senese-medicea.

«Il tema dell’accessibilità è cruciale per la riqualificazione del centro storico come per il parco delle Mura. Il caso della fortezza senese-medicea recentemente vetrata è emblematico.

Circa trent’anni fa veniva realizzato, con una spesa di circa 150 milioni di lire, il finto e puzzolente “ponte levatoio” che non ha migliorato di una virgola il faticoso ingresso.

Al suo posto poteva essere realizzato un moderno ascensore di acciaio e vetro, facilmente rimovibile, capace di portare anziani e bambini a fruire di spazi verdi ancora oggi inutilizzati ed abbandonati».

«Basta proclami, serve onestà intellettuale»

L’intervento si conclude con un appello netto.

«Appare ovvio che il tema “parco delle Mura” e “centro storico” siano indubbiamente legati.

Ridare alle Mura le qualità attrattive – ancora oggi prive di impianti di irrigazione e scarsamente illuminate – che avevano fino a qualche decennio fa appare condicio sine qua non perché tutto il vecchio abitato, portatore di memorie culturali e storiche, possa ritornare ad essere il cuore vivo e pulsante della città.

Altrimenti si abbia l’onestà intellettuale, invece di prendere ciclicamente in giro i cittadini con falsi e roboanti proclami, di dichiarare il totale menefreghismo».

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su

Articoli correlati