Cattivi odori: lavori nell'impianto a Biogas sotto sequestro | MaremmaOggi Skip to content

Cattivi odori: lavori nell’impianto a Biogas sotto sequestro

L’impianto a Biogas di San Martino è chiuso dallo scorso 27 maggio. In questo periodo sono in corso i lavori di adeguamento che riguardano anche lo svuotamento e la chiusura delle vasche di digestato
il cartello di chiusura dell’impinanto

GROSSETO. Non si fermano le indagini della Procura di Grosseto sui cattivi odori che da tempo esasperano i cittadini di Grosseto. Intanto, l’impianto a biogas di San Martino dallo scorso 27 maggio è chiuso in seguito a due avvisi di garanzia emessi dalla Procura di Grosseto che ne ha disposto il sequestro preventivo. 

Da allora l’impianto, di proprietà di una multinazionale portoghese, la Capwatt Italia, è in fase di ristrutturazione con l’obiettivo di poter tornare operativo quanto prima.

I lavori sull’impianto di San Martino

I lavori prevedono, tra i vari interventi, anche lo svuotamento delle vasche di digestato, ovvero il materiale organico ritenuto responsabile dei cattivi odori percepiti in modo consistente in varie zone della città. Le vasche dovranno poi essere coperte, così come ha suggerito il consulente della Procura di Grosseto. 

Per controllare il cronoprogramma degli interventi di adeguamento, tra poche settimane, l’impianto verrà di nuovi visitato dal consulente e dai carabinieri della Procura che sono coordinati dal sostituto Procuratore Giampaolo Melchionna.

La chiusura dell’impianto su disposizione della Procura

Scarico di acque reflue, maleodoranze e spandimento del digestato: sono questi i reati che la Procura avrebbe contestato ai gestori dell’impianto che si trova alle porte della città, per i quali la giudice per le indagini preliminari Cecilia Balsamo ha disposto un decreto di sequestro preventivo. 

L’acquisto e la trasformazione dell’impianto

L’impianto di San Martino è stato recentemente acquistato dalla multinazionale portoghese insieme ad altri tre, con l’obiettivo di trasformarle in centrali a biometano. La Capwatt, investendo complessivamente circa 20 milioni di euro, ha infatti recentemente acquisito quattro impianti nella zona di Grosseto, partecipando all’asta ministeriale del Gestore dei Servizi Energetici (Gse) per il revamping a biometano.

Particolare attenzione sarà dedicata all’utilizzo del digestato come biofertilizzante – aveva spiegato il ceo di Capwatt in occasione della presentazione dello scorso marzo – che potrà contribuire al miglioramento delle coltivazioni agricole biologiche della Maremma, riducendo i costi per l’uso di concimi chimici, migliorando la sostanza organica del suolo e favorendo lo sviluppo di microrganismi benefici.

 

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