CAMPIGLIA MARITTIMA. Un colpo fulmineo, studiato nei minimi dettagli e messo a segno con una ferocia tale da lasciare dietro di sé più interrogativi che risposte. È lo scenario da incubo vissuto nella mattinata di ieri, martedì 19 maggio, in via di Casalappi, nel Comune di Campiglia, dove una villetta bifamiliare indipendente è stata presa d’assalto dai ladri.
Una banda di professionisti, si ipotizza fossero almeno in due, entrata in azione in un lasso di tempo ridottissimo: la casa è rimasta vuota solo dalle 9:30 alle 11:30.
Due ore che sono bastate a seminare il caos.
Il racconto del proprietario
Ancora visibilmente scosso, Cristian Moschini che nella vita è agente immobiliare, racconta a caldo: «Hanno devastato tutto, il disastro e la paura sono tantissimi».
Secondo una prima ricostruzione, i malviventi potrebbero aver pedinato i proprietari e studiato le loro mosse per giorni, aspettando il momento esatto in cui l’abitazione sarebbe rimasta incustodita.
L’irruzione dal retro

Per penetrare all’interno, i ladri hanno agito sul lato posteriore della villetta, al riparo da occhi indiscreti. Con incredibile violenza e determinazione, hanno spaccato porte e persino i vetri infrangibili della porta-finestra della camera da letto, usata come via d’accesso.
Una volta dentro, si è scatenata la furia: l’intera abitazione è stata letteralmente messa a soqquadro. I ladri hanno rovistato ovunque, arrivando persino a smontare lo zoccolo della cucina e a calpestare i vestiti gettati a terra.
Il giallo del bottino

Ma è proprio qui che la vicenda assume contorni misteriosi. Il bottino, infatti, è magro: un paio di anelli, una spilla e qualche orologio di poco valore. I malviventi hanno clamorosamente ignorato le banconote lasciate ben in vista, il computer e alcuni documenti importanti.
Un comportamento anomalo che fa ipotizzare che l’obiettivo non fosse un comune furto di denaro, ma che la banda cercasse qualcosa di molto specifico, e che il totale ribaltamento della casa sia stato solo un tentativo di camuffamento.
La fuga nell’oliveta

A favorire l’azione è stata anche la posizione isolata della villetta. Il vicino più prossimo, che risiede dall’altra parte della strada, non ha notato nulla di sospetto se non il passaggio di una moto.
Si ritiene infatti che i ladri siano arrivati a piedi, muovendosi tra la fitta vegetazione dell’oliveta adiacente, dove sono state successivamente rinvenute evidenti tracce del loro passaggio, poiché un’auto in quella strada privata sarebbe stata immediatamente notata e la fuga sarebbe stata più complessa.
Il dietro-front della banda è stata probabilmente repentino, probabilmente i ladri sono stati interrotti dall’improvviso arrivo del padre di Cristian.
Sentendosi braccati, i malviventi sono scappati di corsa portando via solo le poche cose, forse, arraffate all’ultimo momento. Sul posto sono intervenuti tempestivamente i carabinieri del nucleo di Venturina Terme per il sopralluogo di rito e per avviare le indagini.

Resta lo shock profondo dei proprietari per una violazione della privacy così brutale e il forte sospetto che dietro quel caos si celi un mistero ancora da chiarire.
«Quando accadono cose del genere – racconta Cristian – non solo rimani sconvolto, ma non ti senti più al sicuro in casa tua. Una sensazione che non ti fa chiudere occhio. Questa notte dormire è stato impossibile».