CASTEL DEL PIANO. Un nome inciso nella pietra non è solo memoria. È una vita vissuta, una storia interrotta.
A Castel del Piano, cento anni dopo, quei nomi tornano a parlare.
Nel 1926 nasceva il monumento ai Caduti insieme al parco della Rimembranza: un luogo che non è solo architettura, ma identità collettiva. Oggi, nel 2026, la comunità si prepara a celebrarne il centenario con una serie di eventi e una cerimonia solenne in programma sabato 9 maggio.
Un anniversario che non è solo commemorazione, ma riflessione sul presente e sul futuro.
Novantaquattro nomi, novantaquattro storie
Sono 94 i nomi incisi nella memoria di Castel del Piano. Giovani, spesso giovanissimi. Contadini, ragazzi tra i 20 e i 25 anni, molti della leva del ’99. Partiti per la guerra e mai tornati.
Le loro storie attraversano tutta l’Europa: dalle Alpi ai confini con l’Austria, dall’Ungheria fino a Udine e al passo Sella. Molti di loro non hanno nemmeno una tomba nella loro terra.
Sono rappresentati da piccoli cippi in pietra che circondano la piazza, una presenza silenziosa che accompagna da un secolo la vita quotidiana del paese.
«Cento anni e quasi cento famiglie – commenta la sindaca Cinzia Pieraccini – scandiscono l’anniversario del Monumento ai caduti e del Parco della Rimembranza di Castel del Piano. Attraverso i 94 nomi e la storia di quei morti passa la memoria di tutto l’Amiata e la testimonianza storica della terribile Prima guerra mondiale».
Il professor Enzo Fazzi ha dato un supporto importante per la ricostruzione (autore di un libro su parco della Rimembranza e monumento ai Caduti, editore Effigi).
IL VIDEO
Un luogo che ha cambiato il volto del paese
Il monumento non è solo un simbolo. È anche un progetto urbanistico che ha trasformato Castel del Piano.
Al centro, l’obelisco sormontato dall’aquila ferita, progettato da Francesco Notari. Attorno, un sistema di viali alberati e piazze disegnato dall’architetto Orazio Imberciadori, che ridisegnò l’assetto del paese.
Un intervento che, come emerge anche dai documenti preparatori del centenario, contribuì alla rinascita economica del territorio, rimettendo in moto lavoro, artigianato e mercato delle abitazioni.
Da allora, quel luogo è diventato uno spazio vissuto ogni giorno. Forse troppo.

«Un luogo di passaggio, non più di memoria»
«La piazza del Monumento ai caduti e il parco della Rimembranza sono oggi un luogo di transito, di vita normale non di memoria – spiega la vicesindaca Arianna Arezzini –. Vorrei fare in modo che le lapidi e i cippi, il monumento con l’aquila ferita, riconquistassero l’umanità di cui sono portatori».
Un passaggio che racconta bene il senso delle celebrazioni: riportare al centro il significato profondo di quei nomi.
«Ogni pietra, ogni vittima della guerra, ogni storia, ogni sacrificio ci ricorda il valore fragile e prezioso della pace – continua –. Ricordare per la pace non è un gesto rivolto al passato, ma un impegno verso il futuro».
«Ringrazio, fra gli altri, Grazia Savelli Cristina Pellegrini e Marco Verecondi che hanno ripitturato le scritte sui cippi».
Il centenario come esercizio di memoria collettiva
Il programma del centenario non si limiterà a una sola giornata.
L’amministrazione ha costruito un percorso articolato, che attraverserà tutto l’anno: dalla cerimonia del 9 maggio a una giornata di studio ad agosto, fino agli appuntamenti di settembre e novembre.
Un calendario che punta a coinvolgere l’intera comunità, dalle associazioni locali alle istituzioni, per trasformare la memoria in un’esperienza condivisa.
«Ricordare per la pace è un atto civile, un atto collettivo, un atto di speranza – sottolinea Pieraccini –. Nell’anno del centenario faremo come comunità un esercizio di memoria sociale».
La cerimonia del 9 maggio
Il primo appuntamento sarà sabato 9 maggio.
Il programma prevede:
- alle 16 il consiglio comunale straordinario nel palazzo comunale
- alle 16.30 la partenza del corteo con la fanfara del 4° reggimento carabinieri a cavallo, sono 23 i cavalli protagonisti
- alle 17 la cerimonia commemorativa al Parco della Rimembranza, intitolata “Sentinelle di pace”
Un momento che unisce celebrazione e riflessione, con un forte valore simbolico: dalla tragedia della guerra a un messaggio di convivenza tra i popoli. Non mancherà un momento religioso, con don Renato.

Sono previsti anche altri appuntamenti: il 25 agosto, giornata di studio e apertura di una mostra (con mostra fotografica) a Palazzo Nerucci. Il 5 settembre (data ufficiale dell’inaugurazione del
monumento), evento con deposizione di fiori e, infine, il 4 novembre, in occasione della Festa delle Forze Armate.
Una memoria che parla al presente
La storia del primo caduto, Modesto Angeli, apre idealmente l’elenco. Decorato, morto nel 1915 dopo essere stato colpito in combattimento. Dopo di lui, altri 93.
Dietro ogni nome, una famiglia. Donne rimaste sole, figli orfani, comunità segnate.
«Per custodire la memoria – conclude la sindaca – bisogna scegliere di non ripetere gli errori, di riconoscere l’umanità dell’altro, di costruire un domani più giusto».
A cento anni dall’inaugurazione, il monumento ai Caduti di Castel del Piano non è solo un ricordo del passato.
È una domanda aperta sul presente. E una responsabilità per il futuro.



