Un Primo maggio di lotta: «Sulla siderurgia lo Stato torni protagonista» | MaremmaOggi Skip to content

Un Primo maggio di lotta: «Sulla siderurgia lo Stato torni protagonista»

Alla vigilia della Festa dei Lavoratori, l’Unione Sindacale di Base (USB) lancia un grido d’allarme sul polo siderurgico toscano: «Basta rinvii, la gestione privata ha fallito. Serve una regia pubblica forte e non escludere la nazionalizzazione»
Il rendering del progetto di Metinvest Adria a Piombino
Il rendering del progetto di Metinvest Adria a Piombino

PIOMBINO. Quest’anno il Primo maggio a Piombino non è solo una ricorrenza, ma un bivio. Mentre il paese celebra la Festa dei Lavoratori, il polo siderurgico locale si ritrova ancora una volta a fare i conti con un futuro sospeso tra promesse non mantenute e una crisi strutturale che sembra non avere fine. L’USB (Unione Sindacale di Base) interviene con durezza, parlando di un “modello di sviluppo fallimentare” e chiedendo un cambio di rotta radicale

JSW, Metinvest e Magona

Secondo l’analisi sindacale, le vicende di JSW, Metinvest e Magona descrivono un quadro di frammentazione e fragilità:

Metinvest Adria: nonostante il progetto della nuova acciaieria sia presentato come l’ancora di salvezza per la transizione ecologica, l’USB denuncia continui rallentamenti procedurali. Senza una guida politica, anche i grandi investimenti restano “impantanati”.

JSW Steel Italy: qui la critica si fa più aspra. I rinvii sugli investimenti e il mancato consolidamento dell’accordo di programma tengono i lavoratori in un limbo fatto di ammortizzatori sociali e totale incertezza.

Liberty Magona: la fragilità della proprietà e l’assenza di un piano di rilancio concreto confermano che il tempo delle attese è scaduto, con ricadute immediate sulla tenuta sociale della città.

Il fallimento della regia privata

Il problema, sostiene il sindacato, non è la somma di singole crisi aziendali, ma una scelta politica precisa fatta negli ultimi decenni: la rinuncia dello Stato a un ruolo diretto nei settori strategici.

«La dipendenza da soggetti privati che rispondono a logiche estranee al territorio ha indebolito la nostra capacità di pianificazione» si legge nel comunicato.
In questo scenario, la siderurgia, pilastro dell’autonomia produttiva italiana, è diventata l’anello debole, gestita più con strumenti emergenziali che con una visione di lungo periodo.

La proposta: intervento pubblico e nazionalizzazione

L’USB non si limita alla denuncia, ma traccia una “via d’uscita” in quattro punti cardine:

  • Intervento pubblico diretto nel settore siderurgico.
  • Creazione di un polo industriale integrato che garantisca continuità.
  • Vincoli stringenti e sanzionabili per i privati che sottoscrivono impegni.
  • Coinvolgimento dei lavoratori nelle decisioni strategiche.

In questo contesto, il tema della nazionalizzazione viene tolto dal cassetto delle ideologie per essere proposto come soluzione pragmatica: un’opzione concreta per garantire stabilità e tutelare l’interesse collettivo contro la volatilità dei capitali stranieri.

Un Primo maggio di scelta

«Senza una scelta politica chiara, il rischio è la perdita definitiva di competenze industriali strategiche» avverte l’USB.

Il messaggio per il governo e le istituzioni è limpido: Piombino non può più permettersi soluzioni temporanee. Il Primo maggio deve segnare l’inizio di una politica che rimetta il lavoro e la sovranità industriale al centro dell’agenda, prima che i forni si spengano definitivamente.

 

 

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