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Caso Venator: «Tutele più efficaci ai lavoratori»

Sul tavolo di crisi la questione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori delle ditte appaltatrici di Venator e per quelli delle imprese dell’indotto
Lo stabilimento della Venator a Scarlino
Lo stabilimento della Venator a Scarlino

SCARLINO. Nel pomeriggio di oggi, 16 gennaio, a Firenze ha preso il via il tavolo di crisi chiesto dai sindacati alla Regione. Obiettivo: affrontare il tema degli ammortizzatori sociali per i lavoratori delle ditte appaltatrici di Venator e per quelli delle imprese dell’indotto. La task force realizzerà anche una mappatura delle realtà del tessuto produttivo dell’indotto, oggi in grande sofferenza, in modo da ricercare valide alternative a potenziali licenziamenti.

All’incontro erano presenti l’assessore regionale alle attività produttive Leonardo Marras, il consigliere del presidente della Regione per il lavoro Valerio Fabiani e il dirigente Michele Beudò per l’ufficio vertenze e crisi aziendali della Regione Toscana. Al tavolo c’erano anche tutte le sigle sindacali. La delegazione della Cgil grossetana, guidata dalla segretaria della camera del lavoro Monica Pagni, aveva con se Fabrizio Dazzi (Filctem) e Riccardo Tosi (Rsu Venator), in rappresentanza delle categorie interessate alla vertenza: Filctem, Fillea e Filcams.

«A oltre 60 lavoratori è stato ridotto l’orario»

La task force costituita oggi, dovrà gestire la partita degli ammortizzatori sociali per proteggere i lavoratori delle imprese appaltatrici e dell’indotto. «In molti casi – descrive Monica Pagni – a fronte di contratti per sole 10 ore settimanali, i lavoratori chiamati dalle nuove aziende subentrate sono stati costretti a licenziarsi per cercare un’alternativa».

«A quello che ci risulta – prosegue Pagni – attualmente dei 160 addetti delle vecchie imprese appaltatrici e di quelle fornitrici di Venator, sono oltre 60 quelli interessati dalla riduzione degli orari di lavoro, che arriva anche al 50% rispetto al recente passato. Sin da agosto – prosegue – abbiamo chiesto all’azienda di fornirci tutti i numeri delle persone interessate alla ristrutturazione di appalti e forniture, ma a oggi non abbiamo ancora ricevuto alcuna documentazione».

«Hanno la stessa dignità dei dipendenti diretti della multinazionale»

Alla Regione è stato chiesto di impegnarsi per individuare le tutele più efficaci per questo tipo di lavoratori: l’anello debole della catena, compresi quelli che non hanno per regola contrattuale gli ammortizzatori sociali. «Allo stesso tempo – aggiunge Pagni – gli abbiamo chiesto di premere per ottenere da Venator un impegno serio ad assumersi nei loro confronti la responsabilità sociale che compete a una grande azienda. Che anche dal loro lavoro ottiene benefici diretti».

«La vertenza che riguarda Venator ha ampie ripercussioni che vanno oltre i dipendenti della multinazionale, e coinvolgono gli addetti di molte aziende – prosegue Pagni – Comprese quelle dell’area estrattiva del marmo a Massa e Carrara. Abbiamo sempre avuto la consapevolezza – conclude – che il momento di difficoltà di Venator avrebbe generato problemi a catena per chi lavora negli appalti e nelle forniture. Per questo ci siamo sin dall’inizio preoccupati di tutelare anche questi lavoratori, che hanno la stessa dignità dei dipendenti diretti della multinazionale inglese».

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