PIOMBINO. La battaglia contro la permanenza del rigassificatore nel porto di Piombino si sposta ufficialmente nelle aule parlamentari.
Al centro del dibattito c’è il decreto-legge 32/2026 DL Infrastrutture, attualmente all’esame della Commissione Ambiente del Senato. Sotto i riflettori, in particolare, l’articolo 9 comma 5, che contiene la norma per la proroga dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto.
Sia Giuliano Parodi che i comitati chiedono che i parlamentari del territorio, dopo tante parole, dimostrino con i fatti le loro intenzioni, presentando emendamenti per cancellare la proroga all’impianto.
La scadenza il 27 marzo
Secondo quanto dichiarato da Giuliano Parodi, il tempo delle discussioni è finito e quello dell’azione legislativa è iniziato. I termini per la presentazione degli emendamenti in commissione scadranno il prossimo 27 marzo. Si tratta di una finestra temporale strettissima: i decreti-legge devono essere convertiti dal Parlamento entro 60 giorni dall’emanazione, pena la decadenza.
«Mi auguro che i senatori membri della commissione dell’opposizione propongano la cancellazione della proroga delle autorizzazioni all’esercizio del rigassificatore in porto – commenta Giuliano Parodi – unico strumento reale che ha la politica di intervenire sulla norma, che come abbiamo già ampliamente dibattuto penalizza la città di Piombino».
Appello al sindaco e ai partiti della Val di Cornia
L’invito rivolto al sindaco di Piombino e ai segretari locali di tutti i partiti (sia di maggioranza che di opposizione) è quello di uscire allo scoperto. La richiesta è chiara: inviare e rendere pubblico un documento di sollecito ai rispettivi rappresentanti a Roma per chiedere la modifica del decreto a favore della sicurezza del territorio.
«Sarebbe opportuno che in questi giorni il sindaco e i segretari locali dei partiti di maggioranza e minoranza della Val di Cornia inviassero e rendessero pubblico un documento di sollecito ai loro rappresentanti in Parlamento per modificare l’art 9 comma 5 a favore della sicurezza della città ».
Il “caso” Manfredi Potenti
Parodi punta il dito con una certa ironia e fermezza anche verso la maggioranza di governo, citando esplicitamente il senatore della Lega Manfredi Potenti, membro della commissione.
«Auspico inoltre che il senatore Manfredi Potenti membro di maggioranza della commissione – continua Parodi – si adoperi per la cancellazione della proroga dal documento, in virtù dell’attenzione e del rapporto costante che ha con il nostro territorio».
I fatti oltre alle parole
L’articolo 9 comma 5 viene definito come un vero e proprio “spartiacque”. Per i cittadini piombinesi, questo voto rappresenterà la prova del nove per capire chi è disposto ad agire oltre le parole.
«Il tempo delle dichiarazioni non seguite dai fatti è scaduto i vari politici locali e nazionali che hanno speculato e raccolto voti su questo territorio con promesse roboanti, hanno l’occasione concreta di agire e dimostrare che la tutela dell’ambiente e la sicurezza di Piombino non sono solo slogan. La proroga non è ancora definitiva, se non viene trasformata in legge decade». ricorda Parodi.
«L’unico strumento che abbiamo per non condannare definitivamente questa città – conclude Parodi -, è emendare il DL e cancellare l’art 9 comma 5 in commissione. Questo passaggio è un importante spartiacque per i piombinesi, per capire se i partiti di maggioranza e minoranza sanno agire oltre le parole!».
I comitati: «Ora vediamo chi difende davvero il territorio»
Sulla stessa linea Comitato Salute Pubblica, Comitato La Piazza della Val di Cornia e Gruppo Gazebo 8 Giugno.
«Il tempo delle parole e delle passerelle elettorali ha esaurito il suo spazio vitale. Dopo tante dichiarazioni di facciata e discorsi accorati, anche pubblicizzati sui social e nelle tv, la città si trova davanti a un bivio: o la politica, locale e regionale, incide sul decreto, o siamo di fronte al più clamoroso voltafaccia degli ultimi anni».
«Il prossimo 27 marzo, alle ore 12, scade il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti al Decreto Legge del 12 marzo 2026, il provvedimento governativo che punta a prorogare la permanenza della Fsru nel porto di Piombino».
«Dopo le tante promesse, la città reclama risposte chiare e azioni documentabili. La Fsru non è un’infrastruttura qualunque, è un impianto classificato per legge a rischio di incidente rilevante che non può essere oggetto di ambiguità politiche, e il silenzio istituzionale, locale e
regionale, rischia di diventare complice di una decisione che ignora le istanze del territorio».
«La sua permanenza oltre i termini stabiliti non è solo una questione politica, ma di sicurezza e di rispetto per il futuro della città . Il decreto è attualmente in discussione nella specifica commissione del Senato. Con una maggioranza parlamentare allineata a quella governativa, l’unico modo per modificare la norma ed eliminare la proroga è un’azione politica diretta, forte e immediata».
«Per questo rivolgiamo un appello pubblico e urgente al sindaco di Piombino, Francesco Ferrari e al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani:
- Quali pressioni concrete state esercitando sulla maggioranza di governo in Senato per emendare il decreto e cancellare la norma sulla proroga della permanenza della nave?
- Esistono testi scritti pronti per essere votati entro il 27 marzo che cancellano la proroga, o si sta solo aspettando che scada il tempo per alzare le braccia in segno di rassegnazione?
- Come si conciliano le promesse di “difesa del territorio”, fatte a più riprese, con l’imminente scadenza di un decreto che blinda la presenza del rigassificatore senza stabilirne i tempi?»
«Il tempo della propaganda è finito. La scadenza del 27 marzo è lo spartiacque tra la difesa della città e la complicità con le decisioni romane. Tutte le forze politiche, sia di governo sia dell’opposizione, che si dicono contrarie al rigassificatore, hanno l’obbligo morale di attivarsi ora per far depositare mozioni ed emendamenti. Non c’è più spazio per le ambiguità : i rappresentanti del territorio devono dimostrare se sono pronti a difendere Piombino nelle sedi dove si decide davvero o se la loro opposizione rimarrà confinata ai comunicati di circostanza. Non accetteremo giustificazioni postume. Il 27 marzo alle 12:01 sapremo chi ha lottato davvero e chi ha usato Piombino come merce di scambio politica».
«Il tempo è scaduto. Ora contano solo i fatti».