FOLLONICA. Torna l’ippodromo, con tutto il suo pesante carico, nel consiglio comunale di mercoledì 29 ottobre. Lo spunto lo dà il 14esimo punto all’ordine del giorno, che ha portato all’approvazione della proposta di delibera per la variante al regolamento urbanistico “Ippodromo”, per la modifica dell’articolo 55 comma 7 delle norme tecniche di attuazione ai sensi dell’articolo 252-ter comma a) e dell’articolo 17 della legge regionale 65/2014.
Come accade per ogni consiglio comunale, i punti dell’ordine del giorno vengono discussi in sede di commissione consiliare. Nel corso della quarta commissione, proprio sul punto 14, maggioranza e opposizione avevano trovato una quadra sulle varianti proposte, lasciando presagire un voto unanime alla delibera.
Niente unanimità per la variante sull’ippodromo
Ma qualcosa si è rotto: arrivati in consiglio, la minoranza ha deciso di astenersi. A far cambiare idea ai rappresentanti di Pecorini sindaco, Pd, Follonica a sinistra e Gruppo misto sono intervenute le consigliere di Fratelli d’Italia Venezia, Grassini e Lenzi: hanno ripercorso la vecchia storia dell’impianto ippico, ribadendo nuovamente le responsabilità politiche della minoranza.
Un attacco che non ha trovato apprezzamento nella maggior parte dei consiglieri, che ai tempi della vicenda ippodromo non facevano nemmeno parte del governo cittadino e si sono sentiti «tirati in ballo» senza averne dirette responsabilità. Un intervento che ha anche vanificato un consenso che, soprattutto su questo tema, sarebbe prezioso: nei prossimi mesi si dovrà ridisegnare il nuovo assetto dell’impianto nell’economia e nella socialità della città, e forse di tutto il comprensorio.
La votazione si è conclusa con 9 voti favorevoli e 6 astenuti.
L’ippodromo oggi
Attualmente l’ippodromo è attivo solo per l’attività ippica, gestita dalla società Follonica Corse e Cavalli, che si occupa della pista. Il resto è in stato di abbandono.
Lo scorso luglio, il consiglio approvò l’avvio del procedimento per separare i vari settori dell’impianto dalla gestione unica, così da facilitare il ripristino dei servizi con diversi bandi di gara: ristorante, foresterie, clinica veterinaria, uffici e ovviamente pista.
A fine 2025 scadrà la convenzione con l’attuale gestore: una scadenza vicina e ancora poco chiara nelle prospettive future. Se un’eventuale proroga non venisse accettata, non ci sarebbe tempo per un nuovo bando, lasciando l’impianto scoperto e costringendo il Comune a organizzare una guardiania quotidiana, con costi a carico dell’amministrazione.
È su questo che le minoranze hanno espresso le proprie preoccupazioni, parlando di ritardi inaccettabili e mancanza di interesse da parte del governo cittadino. «Il problema c’è e lo sappiamo da tempo – ha detto la consigliera Pd Stella – ma proprio perché esiste il caso ippodromo dovremmo lavorare insieme e nella stessa direzione, non attaccarci strumentalmente e di sorpresa».
Dal primo gennaio 2026 potrebbe rendersi necessaria una spesa di circa 500mila euro l’anno per il controllo della struttura: un costo che si spera di evitare, ma che appare ogni giorno più probabile.
Tempi lunghi e passaggi in Regione
L’iter burocratico della delibera sarà lungo: tempi di adozione, 60 giorni per le osservazioni, analisi e ricevimento delle osservazioni, più la nuova discussione in commissione e poi in consiglio. Si sfiora l’anno.
A questo va aggiunto il tempo della Regione per il parere finale: dovrà verificare la conformità del progetto alle normative e alla pianificazione sovraordinata, potendo formulare osservazioni, richieste o prescrizioni. L’approvazione definitiva sarà efficace con la pubblicazione sul Burt.
Il passato o si chiude, o travolge
Viene da chiedersi se anche l’intervento del presidente del consiglio – che sulla scia di Fratelli d’Italia ha attaccato la Regione Toscana sulle responsabilità dei ritardi – non potesse essere evitato.
Il passato o si chiude, o ci travolge.



