Casa di riposo degli orrori: processo rapido ai sei oss | MaremmaOggi Skip to content

Casa di riposo degli orrori: processo rapido ai sei oss

La struttura Villa Daniela si costituisce parte civile: «Danni enormi alla nostra reputazione». In aula anche i familiari delle vittime che hanno subito violenze. Tra gli imputati c’è anche un ragazzo della provincia di Grosseto
Un fotogramma dei maltrattamenti ripresi dai carabinieri nell'ospizio dell'orrore
Le immagini delle violenze riprese dai carabinieri

PITIGLIANO. Un’indagine scioccante, iniziata nella primavera del 2024 dopo la denuncia di tre dipendenti della casa di riposo. Telecamere nascoste, appostamenti e mesi di monitoraggio hanno portato alla luce violenze fisiche e umiliazioni quotidiane nei confronti di 21 anziani fragili, 4 uomini e 17 donne, alcuni nel frattempo deceduti.

Al centro del caso ci sono sei operatori sociosanitari, sospettati di aver trasformato la struttura Villa Daniela in un incubo per chi avrebbe dovuto ricevere assistenza e cure.

«Sei un sarcofago che cammina»: insulti e botte 

Frasi sprezzanti, minacce di morte, bestemmie e schiaffi: questo è quanto emerge dalle carte dell’inchiesta. In una notte, tra l’8 e il 9 luglio 2023, una donna fu legata al letto per oltre 12 ore, dalle 18 alle 6 del mattino seguente.

C’è chi sarebbe stato colpito per togliere la dentiera, chi preso a pugni o testate, chi intimidito solo per aver chiesto di chiamare i figli.

Contestata anche la violenza sessuale su un’ospite di 85 anni 

Uno degli imputati deve rispondere di molestie sessuali aggravate. Secondo l’accusa, avrebbe costretto un’anziana a subire palpeggiamenti, richieste ossessive e toccamenti delle parti intime anche con un bastone.

La casa di riposo si dissocia: «Mai più quei dipendenti»

La direzione di Villa Daniela ha deciso di costituirsi parte civile insieme ai familiari delle vittime.

«Proprietà e amministrazione sono completamente estranee ai fatti – precisa il legale di Villa Daniela, l’avvocato Enrico Valentini – ma l’immagine della struttura è stata gravemente danneggiata. Abbiamo subito chiesto alla società fornitrice di escludere ogni rapporto lavorativo con gli indagati».

La struttura parla di conseguenze pesanti sul lavoro e sulla reputazione in tutta la zona.

Indagini dei carabinieri: telecamere nascoste e operatori travestiti da operai

Lo scandalo è esploso il 21 gennaio, quando il pubblico ministero Flavio Serracchiani ha disposto le misure cautelari: tre operatori ai domiciliari e tre sospesi dalla professione. I carabinieri avevano documentato anche casi di anziani lasciati senza cibo e sedati con farmaci.

Revocate le misure cautelari: gli imputati sono liberi

Dal 13 agosto sono terminati i domiciliari per il 24enne Carmine Battiloro (Pitigliano), la 32enne Marilena Clasar (Marta) e il 36enne Mirko Tosi (Tuscania). Cade anche la sospensione per un oss 59enne di Ischia di Castro e una collega 31enne di Grotte di Castro; già scaduto il divieto per un 49enne di Onano.

Per il gip non sussistono più le esigenze che avevano portato alle restrizioni.

15 familiari e la struttura in tribunale: richiesti risarcimenti

Sono 15 i parenti di 9 ospiti pronti a chiedere giustizia. Dieci professionisti li rappresenteranno in aula, tra Firenze, Roma, Siena, Prato, Viterbo e Grosseto.

Chiesti risarcimenti per le sofferenze fisiche e psicologiche dei loro cari, considerata anche la vulnerabilità dovuta all’età e alle condizioni di salute.

È conto alla rovescia verso la prima udienza

Mercoledì 5 novembre si svolgerà la prima udienza: cinque imputati hanno scelto il patteggiamento, mentre l’unico accusato anche di violenza sessuale punta al rito abbreviato. In caso di accordo, si parla di due anni e quattro mesi convertibili in lavori socialmente utili: il giudice dovrà valutare se la pena proposta è adeguata.

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