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Sei realtà insieme per aiutare i più poveri, la firma di “Abitare la notte”

Nella Curia diocesana di Grosseto è stato sottoscritto il protocollo d’intesa del progetto “Abitare la Notte”, iniziativa attiva dal 2023 che offre sostegno, vicinanza e servizi concreti a chi vive senza una casa o ai margini della società. Venerdì 17 ottobre in piazza San Francesco l’evento per i giovani volontari
La firma del protocollo d'intesa abitare la notte
La firma del protocollo d’intesa abitare la notte

GROSSETO. Nella mattina di giovedì 16 ottobre, nella Curia diocesana di Grosseto, è stato sottoscritto il protocollo d’intesa del progetto “Abitare la Notte”, iniziativa attiva dal 2023 che offre sostegno, vicinanza e servizi concreti a chi vive senza una casa o ai margini della società. L’accordo, primo a riunire così tante realtà in città, coinvolge sei realtà del territorio: Caritas diocesana, associazione Isaias sociale, Cisom (Ordine di Malta), Arciconfraternita Misericordia, associazione L’altra città e Azione cattolica diocesana.

Nell’occasione è stata presentato anche il laboratorio pubblico di sensibilizzazione rivolto ai giovani, che venerdì 17 ottobre, in occasione della Giornata mondiale contro la povertà e per le persone senza dimora, si svolgerà in  piazza San Francesco ospiterà, dalle 18.30 alle 23.30

La firma del protocollo

Il Protocollo d’intesa sottoscritto oggi prevede una serie di impegni condivisi tra le organizzazioni aderenti. Le realtà coinvolte, pur mantenendo ciascuna la propria identità e specificità, si sono accordate per collaborare in modo stabile al fine di garantire un servizio continuo, efficace e coordinato a beneficio delle persone più fragili.

«Questa rete di carità – dice il vescovo Bernardino –  è il modo in cui la nostra Chiesa sceglie di abitare la notte nella nostra città. Con questo Protocollo, rafforziamo l’impegno comune, che nasce dall’incontro delle diverse sensibilità di ognuna delle realtà coinvolte, affinché la speranza possa tornare ad abitare anche i luoghi più dimenticati».

In quest’ottica, le organizzazioni si rendono disponibili a mettere in comune risorse, competenze e iniziative, promuovendo modalità operative utili al raggiungimento degli obiettivi comuni del progetto. Per garantire un migliore coordinamento delle attività, sarà istituito un gruppo di lavoro congiunto, composto dai referenti delle varie realtà, che si riunirà regolarmente e avrà il compito di monitorare l’andamento del progetto e di nominarne un coordinatore.

«Con ‘Abitare la Notte’ non offriamo solo cose materiali, ma presenza, ascolto e legami umani – dice don Enzo Capitani, direttore di Caritas diocesana – Siamo consapevoli che la strada è un luogo durissimo, ma crediamo che possa essere anche un luogo di incontro e di cura. Questo progetto nasce da un desiderio comune: esserci, insieme, in modo stabile e concreto.”

Il protocollo entra ufficialmente in vigore con la firma odierna. Avrà durata annuale, con rinnovo tacito, salvo disdetta, e sarà oggetto di una verifica periodica per valutare i risultati raggiunti e definire gli obiettivi per l’anno successivo.

Il vescovo Bernardino nel momento della firma
Il vescovo Bernardino nel momento della firma

50 volontari e migliaia di pasti servizi

Il progetto è animato da circa 50 volontari, che dal lunedì al venerdì partono dalla mensa Caritas per raggiungere 18 zone della città, portando pasti caldi, acqua, vestiti, indumenti intimi, coperte, scarpe e tutto ciò che può servire, oltre a offrire ascolto e relazione.
Nel 2024 sono stati distribuiti 4.538 pasti, mentre nei soli primi sei mesi del 2025 sono già 3.455 pasti consegnati. In media, ogni sera si incontrano circa 30 persone.

«Essere parte di questa rete – dicono da Isaia sociale – ci dà la possibilità di mettere a sistema le nostre competenze e risorse. Avere una sinergia così forte significa raggiungere più persone e rispondere con più efficacia ai bisogni reali».

«La nostra presenza con Abitare la Notte è un segno concreto di attenzione: non basta intervenire occasionalmente, occorre strutturare, sostenere e restare vicino a chi vive situazioni estreme». dicono dal CISOM – Ordine di Malta». 
«Per noi partecipare a questo progetto è naturale: afferma Misericordia di Grosseto: da sempre siamo vicini ai più fragili. Qui possiamo moltiplicare l’impatto e dare continuità a un’azione che ha radici profonde nel servizio alla comunità»

«Abitare la Notte ci consente di mettere a disposizione reti di relazioni e proposte sociali – dichiara la ‘associazione L’Altra Città con uno sguardo che non si limita all’emergenza, ma guarda al recupero della dignità della persona». 

«Il volontariato deve avere il cuore e la testa – afferma l’Azione cattolica – con questo protocollo diamo struttura, progettualità e corresponsabilità a chi vuol servire gli ultimi. È un cammino condiviso di fede, speranza e carità».

Il ritorno degli screening in strada

In occasione della notte dei senza fissa dimora, venerdì 17 ottobre, i volontari del progetto Abitare la Notte attraverso l’associazione Cisom e la Misericordia di Grosseto e con il patrocinio del Comune di Grosseto, effettueranno il servizio di screening sanitario per l’individuazione precoce di malattie cardiocircolatorie e, in generale, per garantire il benessere di chi vive in strada. L’iniziativa ripete la prima notte di screening, tenutasi lo scorso giugno 

 

In piazza San Francesco per sensibilizzare i giovani

Dall’esperienza di “Abitare la notte” è nato anche il progetto “Amici di strada” che ha come obiettivo formare un piccolo gruppo di giovani come futuri operatori di strada, capaci non solo di avvicinarsi al mondo delle marginalità urbane, ma di comprenderlo, rispettarlo e offrire ascolto e sostegno concreto. Nel progetto, rientra l’iniziativa che si svolgerà venerdì 17 ottobre, in occasione della Giornata mondiale contro la povertà e per le persone senza dimora, in piazza San Francesco  dalle 18.30 alle 23.30, dove sarà allestito un laboratorio pubblico di sensibilizzazione rivolto ai giovani.

«Abbiamo già svolto due incontri – spiega don Claudio Bianchi, che da volontario e testimone accompagna l’attuazione del progetto – uno dedicato al tema della comunicazione, l’altro incentrato sulla relazione. Il laboratorio del 17 ottobre sarà il terzo appuntamento del percorso, che si concluderà il 24 ottobre con una visita alla Caritas di Viterbo, dove i ragazzi potranno conoscere esperienze consolidate di intervento a favore dei senza dimora. Il progetto coinvolge anche alcune scuole di Grosseto, a partire dall’Istituto Fossombroni da cui provengono dieci dei partecipanti all’attività formativa ed altre scuole che ospiteranno incontri e riflessioni».

« Voglio approfittare di quest’occasione- afferma il vescovo Bernardino- per fare un appello, soprattutto ai giovani, a riscopre il volontariato, perchè quello che si riceve da queste esperienze rimane per tutta la vita».

L’iniziativa è stata  realizzato grazie al bando “Siete Presente. Giovani e associazionismo ed. 2025“, promosso dal Cesvot e finanziato da Regione Toscana – Giovanisì, in accordo con la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio civile universale, con il contributo della Fondazione Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

 

Il programma 

  • Ore 18.30 VOCI E VOLTI DALLA STRADA

Operatori di strada e persone che da anni dedicano la propria vita all’aiuto degli altri accompagneranno i giovani partecipanti in un viaggio tra parole e immagini, tra stereotipi e pregiudizi, raccontando le storie di chi la strada l’ha vissuta sulla propria pelle e nel proprio cuore.

  • Ore 19.30 – MARATONA DI LETTURA

Riflessione e confronto collettivo con la lettura condivisa del monologo “Zorro” di Margaret Mazzantini

  • Ore 20.30 CENA SOLIDALE

Persone che vivono in strada, volontari e i giovani che partecipano al progetto condividono la cena, come momento di incontro e confronto. Mangiare insieme diventa gesto di umanità, di interesse e apertura al dialogo.

  • Ore 21.30 – MARATONA DI LETTURA

Verrà ripetuta la maratona di lettura condivisa del monologo “Zorro” di Margaret Mazzantini

 

 

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