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Busisi ecologia, ridotti gli esuberi

C’è l’accordo sindacale con la società che chiude il ramo d’azienda del trattamento dei rifiuti: 10 esuberi e non 23 come ipotizzato. 13 saranno impiegati nei due rami d’azienda rimasti
Un mezzo della Busisi ecologia

GROSSETO. La procedura di licenziamento collettivo che riguarda il ramo d’azienda relativo ai rifiuti della Busisi ecologia, si è conclusa il 19 febbraio con un accordo sindacale siglato da Cgil, Cisl e Uil. Gli esuberi dichiarati nella procedura sono così passati dagli originari 23 ai 10 definitivamente sanciti.

«Il lavoro di confronto – spiegano Pierpaolo Micci (Filcams), Simone Gobbi (Fisascat) e Dora Oueslati (Uil) – è stato continuo e improntato alla volontà di trovare una soluzione positiva, sia con i lavoratori interessati, sia con l’azienda, assistita nella trattativa da Confindustria».

Dismesso un ramo d’azienda

La situazione era complicata a causa delle caratteristiche del ramo d’azienda in dismissione, che non essendo del tutto autonomo, e pertanto impossibile da cedere a terzi, aveva vincoli strutturali e funzionali con l’impianto di via Scansanese dove vengono svolte anche le altre attività aziendali (come previsto dall’autorizzazione integrata ambientale). Motivo per cui non è stato possibile ricorrere allo strumento della cassa integrazione straordinaria (Cigs) per tutelare i dipendenti.

«La procedura comunicata ai sindacati all’inizio del mese scorso, per individuare gli esuberi, prevedeva solo il criterio delle esigenze tecnico organizzative – spiegano dal sindacato –  Ma c’era lo spazio per alcuni criteri che potevano essere utilizzati al fine di ridurre il più possibile l’impatto sociale provocato dalla procedura. Pertanto, i criteri che hanno reso possibile l’accordo presentato e concordato in assemblea coi lavoratori, sono stati quelli della fungibilità, della ricollocazione via agenzie interinali e della mobilità senza opposizione col diritto di precedenza alla riassunzione nei prossimi 12 mesi nei due rami d’azienda rimasti attivi: demolizioni industriali e commercio di ferro e metalli».

Ricollocati autisti ed escavatoristi

Il criterio della fungibilità, in particolare, valorizzando le competenze specifiche della forza lavoro, considerate le alte professionalità caratterizzate dal possesso di più patenti acquisite dal personale inserito nella procedura, ha consentito la ricollocazione di una parte importante di autisti ed escavatoristi nei rami aziendali che rimarranno operativi. Importante, infine, anche il recupero di professionalità impiegate nel ramo amministrativo.

«La mobilità senza opposizione, poi, darà a chi lo richiedesse la possibilità di essere ricollocato in altre realtà – aggiungono – Fermo restando il fatto che per 12 mesi sarà conservato il diritto di precedenza sulle nuove assunzioni, tanto a tempo determinato che indeterminato, nei due rami d’azienda rimasti attivi. Il meccanismo della ricollocazione a carico dell’azienda permetterà di conferire ad agenzie interinali i profili delle persone rimaste in procedura per agevolare il ricollocamento delle stesse nel mondo del lavoro».

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