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Boom di affittacamere: «Ma si perde in qualità»

Sono 7 le strutture aperte nell’ultimo anno a Follonica, a fronte della chiusura di 40 negozi. L’appello di Confesercenti: «Puntare sull’enogastronomia di qualità»
Turismo a Follonica, la spiaggia di Pratoranieri. Sullo sfondo Torre Mozza
Turisti sulla spiaggia a Follonica

FOLLONICA. Con la fine del 2023 il numero delle attività che hanno abbassato definitivamente le saracinesche risulta abbastanza alto per una città di circa 20mila abitanti: 40 sono gli esercizi non alimentari chiusi e 14 quelli di somministrazione di alimenti e bevande, tra cui anche i laboratori artigianali. Qualche attività al contrario è stata aperta ma il dato resta negativo.

Si tratta purtroppo di un trend che non risulta nuovo alle cronache di molte delle città del Paese e Follonica è certamente una di quelle. La crisi del commercio al dettaglio non è un argomento nuovo, soprattutto dopo l’apertura dei grandi centri commerciali, le vendite online e il conseguente cambiamento dei comportamenti sociali; anche alcune amministrazioni del nord ne cominciarono a parlare ancor prima che questo aspetto diventasse un problema vero sentito in tutto il Paese.

Al momento sembrano salvarsi le attività al dettaglio delle grandi città d’arte grazie ai flussi continui di turisti, mentre i centri meno frequentati stanno attraversando un periodo davvero nero. Follonica, cittadina turistica solo d’estate, è una di quelle.

Boom di affittacamere

Nel documento di riepilogo delle attività produttive 2023 emerge un altro dato importante ed è quello rappresentato dalla nascita di sette nuovi affittacamere. Proprio su questo interviene la Confesercenti di Follonica.

«Lo sviluppo degli affittacamere non è un buon segnale per la qualità professionale del tessuto ricettivo di Follonica», dice Alessandro Ricci, presidente locale dell’associazione del commercio, turismo e servizi.

Alessandro Ricci, presidente Confesercenti Follonica

Tale tendenza, ormai consolidata, rischia di produrre un impoverimento del tessuto economico turistico della città del Golfo, esponendo il fianco nella stagione estiva al rischio della mancanza di servizi adeguati per la virtuosa gestione del flusso turistico.

«È importante far notare – continua Ricci – il rischio concreto di una perdita di professionalità. Nonostante siano state realizzate negli ultimi anni delle strutture ricettive di pregio, che qualificano la destinazione turistica, diventa necessario governare il fenomeno dell’affitto turistico breve e/o affittacamere. È un tema rilevante che il prossimo governo cittadino dovrà affrontare come priorità».

Ricci: «Puntare sull’enogastronomia di qualità»

Per quanto concerne i pubblici esercizi (ristoranti e bar) il saldo fra aperture e cessazioni risulta negativo. Un dato preoccupante, che può essere bilanciato da politiche pubbliche e private a favore della crescita delle esperienze enogastronomiche di qualità, in connessione con l’entroterra.

«Ricordiamo il mood lanciato da Confesercenti Follonica nel partecipato convegno da noi organizzato lo scorso novembre presso la sala Tirreno, per interrogarci sul futuro turistico – dice ancora Ricci – Una città che guarda il mare con lo sguardo rivolto verso l’entroterra». 

È volontà della presidenza Confesercenti Follonica incontrare nelle prossime settimane le associazioni locali per discutere insieme una piattaforma programmatica, espressione del tessuto produttivo locale del commercio e turismo, che stimoli le scelte del futuro governo cittadino influenzandone l’agenda economica a tutela degli interessi delle categorie.

 

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