Bollette dell’acqua, Grosseto tra le più care d'Italia | MaremmaOggi Skip to content

Bollette dell’acqua, Grosseto tra le più care d’Italia

Secondo l’inchiesta di Altroconsumo il costo medio è di 806 euro all’anno a famiglia. Ma ci sono dei distinguo da tenere in considerazione

GROSSETO. A guardare il costo del consumo medio annuale dell’acqua in Maremma, c’è da sentirsi male. Secondo l’inchiesta di Altroconsumo, per i capoluoghi di provincia Grosseto raggiunge la ragguardevole cifra di 806 euro annui, penultima davanti a Siena con 810 euro. Al primo posto svetta Milano con 163 euro. Insomma, in Italia una famiglia di tre persone paga in media 466 euro l’anno e a Grosseto praticamente è il doppio.

Le tariffe le fa Arera

In attesa dei dati territoriali di tutta la provincia grossetana, ci sono ovviamente da fare dei distinguo e magari aspettarsi qualche sorpresa.

Le tariffe sono infatti decise da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, e si basano su moltissimi parametri, non ultimo i chilometri della rete a Grosseto sono oltre 10 mila chilometri, 1/3 della Toscana, con circa 2700 impianti. Insomma, calcolare la tariffa non è proprio semplice, anche se alla fine il consumatore guarda solo il “conto”. 

Ma ecco che bisogna aspettare, proprio perché la provincia di Grosseto non sarebbe messa così male, grazie alle infrastrutture che vengono migliorate. Inoltre proprio sulla costa maremmana, ci sono le due stagioni da tenere in considerazione: quella autunnale-invernale, e quella decisamente più importante per i numeri prodotto, quella primaverile-estiva, che fa schizzare in alto ovviamente i consumi.

L’inchiesta di Altroconsumo

Il “caro vita” non risparmia neppure i beni essenziali, e l’acqua non fa certo eccezione. L’inchiesta di Altroconsumo relativa all’acqua potabile ha evidenziato aumenti medi del 9,5% in due anni (da dicembre 2021 a oggi), con una media di 466 euro di spesa a famiglia. L’organizzazione ha preso in considerazione i consumi idrici di una famiglia di tre persone che usa in media 182 metri cubi d’acqua all’anno (166 litri d’acqua al giorno a testa) e le tariffe applicate nella maggior parte delle città capoluogo di Provincia.

Cifre notevoli rispetto alla scorsa edizione della stessa indagine, in cui gli incrementi erano risultati ben più contenuti, arrivando in media al 9,7% in quattro anni (2017-2021).

Incremento costi acqua dal 2021

Come si può notare dalla tabella, gli aumenti si differenziano da città a città. Catanzaro è l’unico capoluogo in cui la bolletta del servizio idrico non ha subìto alcun incremento nell’ultimo biennio, seguito da Bari che ha registrato un incremento pari solo all’1%. In testa si trova invece la provincia autonoma di Bolzano, dove la tariffa arriva addirittura al 35,4%. Male anche Torino, Trento e L’Aquila, dove gli aumenti superano quota 17%, seguiti da quelli di Milano (16,4%), Genova (14,4%) e Ancona (13,7%).

È importante sottolineare però che i rincari percentuali non sempre corrispondono ad una spesa elevata sostenuta dalle famiglie. Per confrontare questi due valori bisogna approfondire: tra i casi emblematici ci sono Bolzano e Milano, che se da un lato spiccano per l’alta percentuale di aumenti nel biennio considerato, dall’altro brillano per economicità della tariffa. A Milano la spesa media per famiglia è di soli 163 euro, mentre a Bolzano 344 euro. Milano vanta inoltre il primato di città più economica del campione: Altroconsumo ha stimato che la tariffa idrica della città risulta meno di un euro al metro cubo (89 centesimi per la precisione). Siena è invece la peggiore, con un prezzo di oltre quattro volte superiore (4,45 euro).

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