Bollette alle stelle, ristoratori disperati: «Chiudiamo» Skip to content

Bollette alle stelle, ristoratori disperati: «Chiudiamo»

Aziende in crisi per le bollette alle stelle, ma una soluzione deve essere trovata a livello di governo, se non di Europa
Bollette alle stelle, eccone due che sono triplicate rispetto al luglio dell'anno scorso
Bollette alle stelle, eccone due che sono triplicate rispetto al luglio dell’anno scorso

GROSSETO. Bollette alle stelle, i costi dell’energia sono più che raddoppiati, in qualche caso triplicati.

E nel prossimo trimestre, l’allarme viene dall’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) i rincari potrebbero essere del 100% rispetto al trimestre in corso. Insomma, sarà un inverno pesantissimo per le imprese, piccole o grandi che siano.

E anche per le famiglie. Perché è un circolo vizioso che pare senza via d’uscita. Gira in questi giorni l’esempio della pizzeria che potrebbe portare la margherita da 6-7 euro a 10-12.

Ma la famiglia che ha avuto il raddoppio delle bollette, può permettersela oppure scatta il meccanismo opposto: andiamo in pizzeria 2 volte al mese invece di 4? È chiaro che una soluzione deve trovarla il governo. O, meglio, l’Europa.

L’Italia, peraltro, paga il prezzo più caro in Europa, in quanto quasi il 50% dell’energia è prodotta nelle centrali a metano ed è proprio il prezzo del gas naturale che, con il conflitto in Ucraina, è andato alle stelle.

In Italia si pagano 474 euro per MWh, mentre la Grecia è seconda con un prezzo di 368 euro per MWh. In Francia il costo è di 348 euro, in Germania 345 e in Spagna 144 euro per MWh.

In Spagna è prodotta con il metano il 26,5% dell’energia. Mentre in Germania e in Francia il gas raggiunge rispettivamente il 17 e – complice l’utilizzo dell’energia nucleare – il 6,5%.

Poi, sia chiaro, non facciamo le barricate se vanno messi i rigassificatori nel nostro splendido mare. O se si parla di riaprire le centrali a carbone.

Incide anche la scelta dell’Italia, dovuta al referendum del 1987, di rinunciare al nucleare. Un referendum sul cui risultato pesò l’emozione per l’incidente di Chernobyl, avvenuto l’anno prima.

Nei paesi dove le centrali sono in funzione i costi sono più bassi e, proprio in questi giorni, la Germania ha deciso di rinviare temporaneamente la chiusura delle ultime tre centrali nucleari.

Ad aggravare il quadro anche le alte temperature e la siccità, che hanno caratterizzato questa stagione estiva. Il caldo record ha portato a un più alto consumo energetico per via dei condizionatori.

Le imprese più piccole sono quelle che fanno più fatica ad assorbire i costi schizzati alle stelle. A partire dai ristoratori, ai quali stanno arrivando le bollette di luglio. E hanno il terrore di quelle di agosto.

Anche in Maremma il quadro è drammatico.

Cardone: «Bollette alle stelle, non basta rateizzare»

Parlando di bollette alle stelle un esempio è quello di Moreno Cardone, del ristorante l’Uva e il Malto, in centro storico a Grosseto: ha avuto, per luglio, 2700 euro di corrente e 1900 di gas, a fronte di 1300 e 400 del luglio dell’anno scorso, più del doppio. Ha chiesto la rateizzazione, ma non basta.

«Pagherò a rate, ma poi arriverà agosto e si accumuleranno altre rate. Alla fine rischiamo di non farcela più e, per non farci staccare le utenze, dovremo ridurre il personale. Rischiando anche di chiudere».

«Mi chiedo se sia possibile fare qualcosa di collettivo, magari con le associazioni, con un avvocato che ci consenta di lavorare in attesa che i costi tornino a calare».

Stessi problemi per altri due ristoratori, ma sono solo un esempio di una situazione collettiva. Cristian Tizzi, del Braciere a Marrucheti, è passato da 6-700 euro circa a 2200, Gaetano Landolina, della pizzeria MelaMangio di via Giulio Cesare, da 1100 a 3500.

Cifre pazzesche per i bilanci di queste aziende, soprattutto in vista dell’inverno, quando sarà ancora peggio.

Confcommercio: «Caro energia un’emergenza prioritaria»

Il presidente di Confcommercio Grosseto Giulio Gennari traccia un quadro drammatico sulle bollette alle stelle.

«Le realtà imprenditoriali locali per le loro ridotte dimensioni – spiega Gennari –, essendo per lo più micro, piccole e medie imprese, risentono in ritardo degli effetti della crisi, ma l’impatto dei rincari delle bollette sui bilanci si è già fatto pesantissimo. In particolare sono diventate esorbitanti le spese dell’energia elettrica, avendo a che fare con temperature torride da mesi».  

Sulla base dei dati forniti da Confcommercio, nel 2022 le imprese del terziario spenderanno in energia 24 miliardi di euro, più del doppio rispetto all’anno precedente, in cui la bolletta fu di “soli” 11 miliardi.

D’altra parte il confronto indica che, tra luglio 2021 e luglio 2022, gli aumenti della spesa annuale sono arrivati a toccare punte del 122% per l’elettricità e del 154% per il gas e, nel dettaglio, gli alberghi hanno speso in media 55mila euro in più per l’energia elettrica, seguiti dai negozi di generi alimentari (+18mila), dai ristoranti (+8mila), dai bar e dai negozi non alimentari (+4mila per entrambi).

Stesso discorso per il gas, con settore alberghiero a +15mila euro e ristoranti a +6mila, mentre per bar e negozi il rincaro annuale si colloca tra il 120% e il 130%.

«Le nostre imprese sono in grande sofferenza – conclude Gennari –  Come Confcommercio, chiediamo che il Governo rinnovi e rafforzi i crediti d’imposta per le imprese non energivore e non gasivore; inoltre che riduca gli oneri generali di sistema e le accise sui carburanti. Sono convinto che qualcosa si potrebbe fare contro il caro-energia, ma innanzitutto serve la volontà politica».

Un impegno forte del nuovo governo

E con le elezioni in arrivo la Confcommercio chiede un impegno forte ai candidati e al nuovo Governo.

«Confcommercio  – scrivono dalla direzione nazionale di Confcommercio-Imprese per l’Italia – chiede al Governo e a tutte le forze politiche impegnate nel confronto elettorale di agire subito per dare risposta ad una vera e propria emergenza».

«Agire subito – prosegue la nota – rilanciando l’iniziativa in sede europea sul cosiddetto Energy Recovery Fund e puntando alla fissazione di un tetto al prezzo del gas ed alla revisione delle regole e dei meccanismi di formazione del prezzo dell’elettricità. Agire subito fin dalla conversione in legge del decreto “Aiuti bis”, potenziando e rendendo più inclusivi i crediti d’imposta fruibili anche da parte di non “energivori” e non “gasivori”, scegliendo di destinare all’abbattimento degli oneri generali di sistema il gettito derivante dalle aste per l’assegnazione delle quote di emissione di Co2 e rafforzando le misure contro il caro carburanti per il settore dell’autotrasporto».

«È poi evidente – conclude la nota – l’urgenza di affrontare con determinazione, nella prossima legislatura, i nodi della riforma della fiscalità energetica e della riduzione strutturale del carico fiscale su trasporti e mobilità».

 

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