Durante le verifiche sono state identificate 130 persone, con successivi accertamenti sulle loro posizioni lavorative, sulle mansioni svolte e sulle condizioni di impiego. Dai controlli sono emersi 16 lavoratori completamente in nero e altri 32 lavoratori irregolari, impiegati con modalità non conformi alle norme. Fra loro anche un cuoco, un barbiere e un addetto a un autolavaggio.
Le attività sospese e le maxi-multe
In tre casi la guardia di finanza ha chiesto all’ispettorato territoriale del lavoro la sospensione dell’attività, dopo aver riscontrato che oltre il 10% dei lavoratori presenti era senza regolare assunzione.
Scattate inoltre, in sette occasioni, le maxi-sanzioni amministrative previste per il lavoro irregolare, con importi che vanno da 1.950 fino a 11.700 euro per ogni lavoratore.
Nel corso delle operazioni la guardia di finanza ha denunciato un ristoratore per violazione delle norme sull’immigrazione: secondo quanto emerso dagli accertamenti, avrebbe impiegato personale straniero privo del permesso di soggiorno.
Le verifiche saranno ulteriormente intensificate con l’arrivo della stagione estiva, periodo in cui aumenta il rischio di lavoro sommerso soprattutto nelle attività legate al turismo.




