Balneari, via al ricorso contro la giunta di Follonica | MaremmaOggi Skip to content

Balneari, via al ricorso contro la giunta di Follonica

Ricorso dei balneari contro la giunta di Follonica. Affidato il mandato allo Studio Legale Nesi di Firenze. La situazione a Grosseto
La spiaggia di Follonica: il Comune proroga le concessioni al 2024 e le mette a gara dal 2025
La spiaggia di Follonica, via al ricorso al Tar dei balneari per le concessioni

FOLLONICA. Non si è fatta tanto attendere la decisione dei balneari sulla strada da intraprendere in merito alla delibera di giunta di Follonica di fine dicembre. Dopo la riunione partecipatissima di mercoledì 24 gennaio, la categoria ha dato mandato allo Studio Legale Nesi di Firenze di procedere con il ricorso al tribunale amministrativo toscano con l’obiettivo di chiedere l’annullamento della delibera stessa.

Il Sib farà ricorso al Tar

Il Sib, Sindacato italiano balneari di Confcommercio è pronto e determinato a fare ricorso al Tar della Toscana contro quei Comuni che a fine dicembre, approvando delibere di giunta o determine dirigenziali per la proroga tecnica al 31 dicembre 2024 delle concessioni demaniali marittime richiamandosi alla legge Draghi, hanno di fatto spalancato le porte alle procedure di evidenza pubblica.

La posizione del sindacato è stata sancita nel corso di un’assemblea regionale dei concessionari svoltasi la scorsa settimana a San Vincenzo. Assemblea che per la qualità assoluta dei relatori e degli ospiti intervenuti ha rappresentato uno dei più alti momenti di confronto della categoria degli ultimi tempi.

Alla riunione hanno preso parte: più di 200 imprenditori giunti a San Vincenzo da tutti i comuni della costa toscana;  l’assessore regionale al turismo Leonardo Marras; la presidente della provincia di Livorno e delegata Anci Toscana al demanio, Sandra Scarpellini; il senatore Manfredi Potenti (Lega); gli onorevoli Chiara Tenerini (Forza Italia) e Marco Simiani (Pd); l’europarlamentare Susanna Ceccardi (Lega).

C’erano anche numerosissimi sindaci e assessori dei Comuni costieri tra i quali anche il vice sindaco e assessore al demanio del Comune di Grosseto, Bruno Ceccherini e l’assessore al turismo del Comune di Grosseto, Riccardo Megale.

Nel perdurare dell’assenza di un quadro normativo chiarificatore di una situazione molto complessa, sul finire del 2023 alcuni Comuni hanno assunto atti amministrativi direttamente conseguenti al comma 3 dell’articolo della legge 118/2022 che considera valide e legittime le concessioni balneari attuali fino al 31 dicembre 2024 nelle more del “completamento delle procedure a evidenza pubblica” che dunque, in quegli stessi atti, si danno per scontate.

Un qualcosa di inaccettabile e di totalmente illegittimo secondo il Sindacato italiano balneari di Confcommercio.

La delibera del comune di Follonica: l’assessore al demanio fa il punto

Il caso più eclatante è quello del comune di Follonica dove la Giunta comunale del sindaco Benini nella propria delibera del 29 dicembre ha addirittura espressamente dato “mandato alla struttura di attivare le procedure a evidenza pubblica”.

Il pool di avvocati del Sib-Confcommercio composto dall’ avv. prof. Cristina Pozzi, avv. Alberto Giovannelli, avv. Paolo Barabino e avv. Stefania Frandi quale responsabile nazionale del contenzioso, tutti patrocinanti in Cassazione ed esperti di demanio marittimo con all’attivo già numerosi successi legali nella vertenza balneare, ha già predisposto un ricorso collettivo sotto l’egida Confcommercio a prezzi dedicati, accessibile anche a chi non è attualmente iscritto a Confcommercio, ma potrà farlo in questa occasione.

Abbiamo parlato con Andrea Pecorini, assessore al Demanio del comune di Follonica che ci ha così spiegato circa la genesi della delibera.

«La delibera è nata seguendo l’indirizzo delle linee guida fatte da Anci sula materia, insieme alla Regione Toscana, attraverso un tavolo di lavoro al quale hanno partecipato anche vari rappresentanti dei comuni costieri».

«Durante questo incontro sono emerse diverse problematiche inerenti al rinnovo delle concessioni balneari.  Ci siamo quindi attenuti alle linee di indirizzo, perché appunto la legge 118 dice che si possono fare le proroghe al 2024 se i Comuni hanno attivato le procedure di gara entro il 2023».

«La differenza del comune di Follonica rispetto ad altri comuni è la famosa frase che ha dato fastidio alle associazioni balneari in cui si diceva di dare mandato alla struttura per dare avvio alle procedure concorsuali. Noi nella nostra stessa delibera abbiamo scritto che le gare sono comunque soggette a mutamenti legislativi che stiamo attendendo, perché il Comune non ha facoltà di legiferare norme sul demanio marittimo, in caso fossero uscite delle nuove norme o delle sentenze giurisprudenziali che potevano dire altro».

«Noi daremo avvio alle procedure di gara entro il 2024, solo se non interverranno norme da parte del Governo o sentenze che ci dicono di fare altro».

«La paura quindi e che capisco, dell’associazione Balneari, è quella di dire: voi date avvio alle gare senza aspettare le norme, ma non è così. Noi abbiamo scritto nella delibera in assenza di nuove norme o sentenze».

«Questo ha in sostanza creato timore alle associazioni balneari ma noi attenderemo le norme finché le tempistiche ce lo permettono. Speriamo che il Governo faccia delle norme ad hoc che tutti stanno aspettando e prima di queste ovviamente, noi non procederemo a nessuna gara».

La situazione a Grosseto

Situazione completamente diversa a Grosseto, invece, ai cui balneari il Sib-Confcommercio suggerisce di non presentare ricorso al Tar.

«Mentre la delibera di Follonica è la più dannosa e illegittima di tutte – spiega il presidente del Sib Grosseto, Daniele Avventoquella approvata dal comune di Grosseto è una delle poche che in via prioritaria ritiene valido il termine del 2033 perché concesso a seguito di una procedura in linea con i criteri di trasparenza richiesti dalla direttiva europea. Impugnare questa delibera davanti al Tar può essere molto pericoloso perché è come se lo stesso imprenditore balneare ricorrente non riconoscesse valido il titolo ottenuto dal Comune».

Il parere di Daniele Avvento, presidente del sindacato balneari di Grosseto

Daniele Avvento presidente sindacato balneari di Grosseto e imprenditore della stabilimento Capannuccia ci ha fatto una panoramica sulla situazione.

«Ogni Comune si è mosso in maniera autonoma. Noi ad Orbetello abbiamo una delibera che stata fatta credo già a maggio, che abbiamo subito impugnato. Dalla delibera si evince che questi Comuni danno un anno di proroga poi si va alle aste. Noi quindi abbiamo fatto ricorso al Tar impugnando la delibera prima dell’estate, per quanto riguarda Orbetello».

«Dopo sono arrivate tutte le delibere dei Comuni della provincia di Grosseto, una diversa dall’altra, quella di Follonica è la peggio fatta. La loro delibera prevede di mettere a gara tutte le concessioni balneari del comune di Follonica dal 2025. Quindi avrebbero solo un anno di proroga. Quella di Grosseto, è quella meglio fatta».

Simone Guerrini, presidente associazione balneari di Grosseto

Abbiamo parlato anche con Simone Guerrini, balneare della struttura Moby Dick e presidente dell’associazione balneari di Grosseto. Altro suo ruolo importante è quello di presidente regionale Fiba Confesercenti.

La spiaggia di Marina di Grosseto
La spiaggia di Marina di Grosseto

«Come presidente balneari della Maremma grossetana (che raggruppa Marina e Principina), abbiamo preso atto tramite comunicazione via pec dell’atto di indirizzo del Comune di Grosseto, a seguito della delibera della giunta comunale, che di fatto c’è un doppio percorso. Il 2033 a seguito di evidenze pubbliche che erano state fatte con un percorso di trasparenza e adeguata pubblicità così come diceva anche la norma a livello europeo».

«Quindi il comune di Grosseto ha fatto un percorso a nostro avviso valido sotto l’aspetto europeo, e sotto l’aspetto dell’estensione del titolo concessorio. Si è arrivati al 2033 perché in quel momento era in vigore la legge n. 245 che portava le concessioni al 2033. Comunque, tutte rilasciate tramite evidenza pubblica, con adeguata pubblicità».

«Tanto è vero che ci sono state una serie di lettere da parte dell’ Agcom per conoscere il percorso che è stato fatto ma di fatto non c’è mai stata una risposta , molto probabilmente perché loro hanno previsto che tutto è stato fatto nella norma».

«Non ci sono stati nei 18 mesi successivi, delle osservazioni. Questo rafforza il procedimento e il titolo. L’atto di indirizzo in sé per sé non è un atto che va a inficiare sul titolo rilasciato al 2033 quindi non ha nessun valore giuridico sula scadenza della concessione. È vero che c’è la possibilità fino al 2024, perché tutti i Comuni aspettano che il Governo legiferi a livello nazionale una norma di riordino della materia del demanio marittimo che comunque è molto lunga e complessa da attuare».

«Questo perché ci sono norme che riguardano ad esempio il periodo del ventennio fascista. Recentemente il Consiglio di Stato ha ribadito che le strutture fatte dal concessionario hanno un valore commerciale e deve essere previsto un indennizzo, cosa che è già stata prevista anche dalla Corte di Giustizia Europea e va in contrasto con l’articolo 49 del Codice della Navigazione».

«Quindi è chiaro che devono essere riformate, così come tanti altri punti del Codice della Navigazione. Dopo ci saranno vari decreti per i bandi.  Nel frattempo, è iniziato il tavolo interministeriale per quanto riguarda la mappatura, ma ad oggi ancora non sappiamo qual è la percentuale delle spiagge occupate in concessione e quelle non occupate in concessione».

«Quando si parla di concessione non si intende solo gli stabilimenti balneari, ma tutte le concessioni come ad esempio anche i ristoranti. È chiaro che a Grosseto, come balneari della Maremma grossetana abbiamo interpellato a spese proprie senza nessun appoggio o aiuto da parte delle associazioni di categoria, gestendo il tutto come rete d’impresa balneari della Maremma grossetana, alcuni avvocati e abbiamo fatto il punto sul da farsi».

«Per quanto riguarda a livello regionale, parlo come Fiba, Follonica ha avuto le evidenze pubbliche ma non capiamo il motivo per il quale abbia messo come fine della concessione il 2024, cosa che tra decreto mille proroghe e varie sentenze non poteva fare. In pratica, prima che venga riformulato correttamente l’articolo 49 in materia di riordino non possono essere fatti i bandi. Quindi diciamo che a Follonica come in altri Comuni hanno fatto una scelta politica, ma ci saranno sicuramente dei ricorsi da parte dei balneari».

 

 

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