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Avvocati penalisti, tre giorni di sciopero

Protesta della Camera penale di Grosseto contro la Riforma Cartabia. Il presidente Massimiliano Arcioni: «Comprime il diretto alla difesa degli imputati più deboli»
Avvocati: il 7, l’8 e il 9 febbraio astensione dalle udienze per protestare contro la riforma Cartabia

GROSSETO. La Camera penale di Grosseto aderirà all’astensione deliberata dalla giunta dell’unione delle Camere Penali italiane con astensione dalle attività di udienza per i giorni 7, 8 e 9 febbraio.

La protesta degli avvocati

«L’astensione fa seguito allo stato di agitazione già proclamato dall’Unione delle camere penali il 20 novembre 2023 in conseguenza dell’emanazione dell’ennesimo pacchetto sicurezza del governo (sull’onda del populismo giustizialista degli ultimi anni) che comprende la proliferazione di nuove fattispecie di reato  – spiega il presidente della Camera penale di Grosseto, l’avvocato Massimiliano Arcioni – e la mancata risposta del Legislatore e del Governo alle reiterate richieste dei penalisti italiani volte all’eliminazione dei limiti all’appello imposti dalla nuova formulazione dell’articolo 581 del codice di procedura penale».

Diritto di difesa degli imputati più deboli

Con l’astensione dalle udienze, le camere penali vogliono sottolineare l’evidente compressione del diritto di difesa in relazione al venir meno di un autonomo potere di impugnazione da parte del difensore delle sentenze di primo grado riguardanti imputati assenti, soprattutto in relazione alla posizione dei soggetti più deboli che nel giudizio di primo grado abbiano avuto un difensore d’ufficio.

I penalisti italiani, inoltre, stigmatizzano l’inerzia della politica e la persistente visione “carcerocentrica” in materia di esecuzione della pena (nonostante il dettato costituzionale) a fronte della complessiva situazione carceraria, più volte censurata, anche dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e divenuta ormai insostenibile ed inaccettabile anche in ragione del drammatico fenomeno dei suicidi in carcere (un suicidio in cella ogni due giorni dall’inizio del 2024).

 

 

 

 

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