Autotrasporto, cresce la protesta. «Costi insostenibili, si rischia il fermo nazionale» | MaremmaOggi Skip to content

Autotrasporto, cresce la protesta. «Costi insostenibili, si rischia il fermo nazionale»

L’allarme di Confartigianato Grosseto dopo le tensioni nel Sud Italia. Il presidente Mauro Squarcia chiede al Governo un intervento urgente: «Il caro gasolio mette in difficoltà le imprese e minaccia un servizio essenziale per l’agricoltura, il commercio e tutta l’economia maremmana». Unatras valuta il blocco dei trasporti
Mauro Squarcia e alcuni tir della sua flotta

GROSSETO. Il gasolio che pesa sempre di più sui bilanci, i margini di guadagno che si assottigliano e le imprese che faticano a programmare il futuro. Per il settore dell’autotrasporto la situazione si fa sempre più difficile e, mentre nel Sud Italia si registrano proteste e tensioni, arriva anche dalla Maremma un appello al Governo: servono risposte immediate per evitare che la crisi si trasformi in un blocco dei trasporti.

A lanciarlo è Confartigianato Imprese Grosseto, che si unisce alla mobilitazione di Unatras, l’Unione nazionale delle associazioni dell’autotrasporto merci, chiedendo la riapertura urgente del confronto con il Governo.

A preoccupare non è soltanto l’aumento dei costi sostenuti dalle aziende, a cominciare dal carburante. È anche il rischio che le difficoltà del settore si ripercuotano sull’intera economia, dalle aziende agricole alle attività commerciali, fino alle imprese manifatturiere.

La protesta dei trasportatori si allarga, possibile il fermo nazionale

I segnali di tensione sono già arrivati da diverse regioni italiane.

In Puglia si sono registrati blocchi e iniziative autonome di protesta, mentre in Calabria e Sicilia comitati e gruppi di autotrasportatori hanno annunciato ulteriori mobilitazioni.

Una situazione che Unatras considera il segnale di un disagio sempre più diffuso e che richiede, secondo le associazioni di categoria, una risposta rapida da parte delle istituzioni.

Il coordinamento nazionale chiede di riprendere il confronto dopo l’incontro del 22 maggio a Palazzo Chigi, per verificare l’attuazione dei provvedimenti già adottati e individuare nuove misure a sostegno delle imprese.

La presidenza di Unatras ha già annunciato iniziative e manifestazioni sul territorio nazionale.

Se non arriverà una convocazione urgente da parte del Governo, il coordinamento valuterà ulteriori azioni, compresa la proclamazione del fermo nazionale dei servizi di autotrasporto.

Non si tratta quindi di uno sciopero nazionale già proclamato, ma di una possibilità che le associazioni stanno mettendo sul tavolo in assenza di risposte.

Squarcia: «Il caro gasolio sta mettendo in ginocchio i bilanci»

A sostenere le richieste nazionali è Mauro Squarcia, presidente di Confartigianato Imprese Grosseto, che richiama l’attenzione sulle difficoltà quotidiane affrontate dalle aziende del territorio.

«Le imprese dell’autotrasporto chiedono condizioni che consentano loro di lavorare e programmare il futuro – dichiara Squarcia –. L’aumento dei costi, a cominciare dal carburante, pesa ogni giorno sui bilanci aziendali e riduce margini già molto stretti».

Un problema particolarmente delicato per le piccole imprese, che devono sostenere le spese necessarie a mantenere in attività i mezzi e garantire le consegne.

Il prezzo del gasolio è soltanto una delle voci che incidono sulla gestione quotidiana, ma rappresenta una componente fondamentale dei costi di esercizio.

E quando le spese aumentano, senza che le imprese riescano a recuperarle attraverso i compensi per i servizi effettuati, diventa sempre più difficile mantenere un equilibrio economico.

Dall’agricoltura al commercio, perché la crisi riguarda tutta la Maremma

Il presidente di Confartigianato sottolinea che le conseguenze delle difficoltà dell’autotrasporto non riguardano soltanto chi guida i camion o gestisce un’azienda di trasporti.

In una provincia come Grosseto, caratterizzata da una forte presenza di attività agricole, commerciali e produttive, il movimento delle merci è un elemento essenziale dell’economia.

Le aziende hanno bisogno di ricevere materie prime, spedire prodotti, rifornire magazzini e garantire collegamenti regolari con i mercati.

Un eventuale blocco prolungato dei servizi potrebbe quindi avere ripercussioni anche su settori che non appartengono direttamente all’autotrasporto.

«Anche in provincia di Grosseto il trasporto delle merci è essenziale per le attività produttive, il commercio e l’agricoltura: le difficoltà dei trasportatori si ripercuotono su tutta la filiera», osserva Squarcia.

È proprio questa interdipendenza, secondo Confartigianato, a rendere necessario un intervento prima che le tensioni si aggravino.

«Il Governo convochi subito le associazioni»

La richiesta rivolta all’esecutivo è quella di tornare al tavolo con le rappresentanze nazionali della categoria, verificando quali misure siano state effettivamente attuate e quali ulteriori interventi possano essere adottati.

«Chiediamo al Governo una convocazione urgente e risposte verificabili – prosegue Squarcia –. Ascoltare le rappresentanze della categoria è il primo passo per affrontare i problemi e prevenire un ulteriore aggravamento delle tensioni».

Il presidente richiama anche la necessità di tutelare le condizioni di lavoro degli imprenditori e degli autisti, oltre alla sicurezza e alla continuità del servizio.

«Occorre tutelare il lavoro degli imprenditori e degli autisti, la sicurezza e la continuità di un servizio da cui dipende una parte fondamentale della nostra economia».

Per Confartigianato Grosseto, dunque, la priorità è evitare che il confronto rimanga fermo mentre le difficoltà delle aziende continuano ad aumentare.

Il rischio di un fermo nazionale resta sullo sfondo, ma è già sufficiente a mostrare la gravità delle preoccupazioni espresse dalle associazioni.

La richiesta che arriva dalla Maremma è chiara: intervenire sui costi e riaprire il dialogo prima che la crisi dell’autotrasporto produca conseguenze anche sulle altre attività economiche del territorio.

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