SUVERETO. Circa duecento persone in piazza per discutere del futuro del territorio e della transizione energetica. È stata una partecipazione significativa quella registrata martedì 16 giugno a Suvereto durante l’assemblea pubblica promossa dall’amministrazione comunale sul tema delle energie rinnovabili e delle infrastrutture energetiche che interessano la Val di Cornia.
Un incontro che arriva in una fase particolarmente delicata, segnata dall’avanzare di numerosi progetti tra impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo energetico, cavidotti e nuove infrastrutture di rete, e che ha visto amministratori, cittadini, agricoltori e associazioni confrontarsi sulle possibili conseguenze per il territorio.
I sindaci: «La transizione energetica va governata»
A intervenire sono state la sindaca di Suvereto Jessica Pasquini, la sindaca di Campiglia Marittima Alberta Ticciati e la sindaca di Castagneto Carducci e presidente della Provincia di Livorno Sandra Scarpellini. Presente anche il sindaco di San Vincenzo Paolo Riccucci, che ha espresso il proprio sostegno all’iniziativa.
Dal confronto è emersa una posizione comune degli amministratori locali: la necessità di accelerare la transizione energetica senza però rinunciare alla pianificazione pubblica e al coinvolgimento delle comunità.
Il messaggio lanciato dalla piazza è chiaro: nessuna contrarietà ideologica alle energie rinnovabili, ma la richiesta di regole certe per evitare che lo sviluppo degli impianti avvenga senza una visione complessiva e senza tenere conto delle caratteristiche dei territori.
Fotovoltaico, Bess e cavidotti: la preoccupazione per gli espropri
Uno dei temi più sentiti riguarda l’intera filiera energetica che accompagna gli impianti di produzione.
Non solo pannelli fotovoltaici, ma anche stazioni elettriche, sistemi di accumulo, cavidotti e opere di connessione, infrastrutture che possono essere dichiarate di pubblica utilità e che possono comportare espropri o servitù sui terreni interessati.
Secondo gli amministratori, il rischio è che aree agricole di pregio possano essere progressivamente trasformate in spazi destinati a funzioni industriali, modificando in modo permanente il paesaggio della Val di Cornia.
In Val di Cornia progetti per 250 megawatt
Nel corso dell’assemblea sono stati ricordati anche i numeri del fenomeno.
Attualmente risultano presentati progetti per circa 250 megawatt di potenza installata, con un consumo stimato di circa 150 ettari di suolo agricolo.
Un dato che, secondo i sindaci, impone una riflessione sul modello di sviluppo del territorio.
La Val di Cornia basa infatti una parte importante della propria economia sull’agricoltura di qualità, sul turismo, sul paesaggio e sulle produzioni enogastronomiche. Elementi che, secondo gli amministratori, devono convivere con la transizione energetica senza esserne sacrificati.
L’appello alla Regione Toscana
Nel dibattito è stato richiamato anche il ruolo della Regione Toscana, chiamata dagli amministratori locali a svolgere una funzione più incisiva di coordinamento e pianificazione.
I Comuni chiedono da tempo una regia pubblica capace di individuare aree realmente idonee ad accogliere gli impianti, privilegiando zone industriali, aree dismesse e siti già compromessi dal punto di vista paesaggistico.
Secondo i sindaci, la Regione dovrebbe inoltre farsi portavoce presso il Governo delle preoccupazioni espresse dai territori, evitando che le scelte vengano calate dall’alto senza un reale confronto con le comunità locali.
Un percorso che continua
L’assemblea di Suvereto non rappresenta un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso che proseguirà nei prossimi mesi.
L’obiettivo dichiarato dai Comuni della Val di Cornia è quello di continuare il confronto con cittadini, associazioni e categorie economiche per costruire una posizione condivisa sulla transizione energetica.
Una sfida che tutti riconoscono come necessaria, ma che secondo gli amministratori deve essere accompagnata da pianificazione, equilibrio e rispetto delle vocazioni produttive e ambientali del territorio.