Bess da 95 milioni, espropri e terme: il progetto che divide Suvereto | MaremmaOggi Skip to content

Espropri, batterie e terme: perché il nuovo impianto energetico accende lo scontro a Suvereto

Parte la procedura per il sistema di accumulo da 100 MW. L’allarme di Giuliano Parodi e della sindaca Jessica Pasquini. Sullo sfondo il possibile impatto sul progetto termale di Notri
La mappa dell'impianto a Suvereto
La mappa dell’impianto a Suvereto

SUVERETO. Novantacinque milioni di euro di investimento, un impianto di accumulo energetico da 100 megawatt, cavidotti che attraversano campagne e vigneti, espropri e servitù in decine di particelle catastali. E, sullo sfondo, un altro progetto che da anni rappresenta una delle grandi scommesse per il futuro del territorio: le terme di Notri.

È attorno a questi elementi che si sta accendendo il dibattito a Suvereto, dove nelle ultime ore l’attenzione si è concentrata sul progetto denominato “Suvereto”, un grande sistema di accumulo elettrochimico dell’energia, noto come Bess (Battery Energy Storage System).

La questione non riguarda soltanto un nuovo impianto energetico. Riguarda il modello di sviluppo di un territorio che negli ultimi anni si è trovato al centro di una crescente pressione da parte di progetti legati alla transizione energetica.

Il Ministero avvia la procedura per espropri e servitù

Il passaggio che ha riacceso il confronto arriva direttamente dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Con un avviso pubblicato nei giorni scorsi è stata infatti avviata la procedura relativa all’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio e alla dichiarazione di pubblica utilità dell’opera. Il progetto riguarda un impianto di accumulo elettrochimico da 100 MW, denominato “Suvereto”, da realizzare nel territorio comunale insieme alle opere di connessione necessarie.

I cittadini e i proprietari interessati avranno trenta giorni di tempo per presentare osservazioni.

Un passaggio che trasforma una discussione finora teorica in una procedura concreta destinata ad avere effetti diretti sul territorio.

Cos’è un Bess e perché viene considerato strategico

I sistemi Bess sono grandi impianti costituiti da batterie industriali in grado di accumulare energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e restituirla alla rete quando necessario.

Per Terna e per il Governo rappresentano uno degli strumenti fondamentali per garantire la stabilità della rete elettrica nazionale in una fase di forte crescita del fotovoltaico e dell’eolico.

Per questo motivo negli ultimi anni si sta assistendo a una vera corsa alla realizzazione di nuovi sistemi di accumulo in tutta Italia e anche in Toscana.

Chi c’è dietro il progetto

La società proponente è la Bess Suvereto Srl, che ha presentato al Ministero dell’Ambiente la richiesta di autorizzazione unica per la realizzazione dell’impianto di accumulo elettrochimico da 100 MW denominato “Suvereto”. La procedura autorizzativa era stata avviata già nel dicembre 2023 e nei giorni scorsi è entrata nella fase relativa agli espropri e alle servitù necessarie alla realizzazione delle opere.

Dalla visura camerale emerge inoltre che la società è controllata dalla lussemburghese Condor Projects VI S.A.R.L., mentre sulle quote compare anche Atlas Re Srl quale soggetto titolare di un pegno. Una struttura societaria che evidenzia la presenza di investitori internazionali dietro un’operazione che vale complessivamente circa 95 milioni di euro.

La società ha un capitale sociale di 10mila euro.

L’allarme di Giuliano Parodi

Tra i primi a sollevare il caso è stato l’ex sindaco di Suvereto ed ex assessore del Comune di Piombino Giuliano Parodi.

Secondo Parodi il nuovo impianto rappresenta un ulteriore tassello di quella che definisce una progressiva occupazione del territorio da parte delle infrastrutture energetiche.

L’ex sindaco richiama soprattutto il tema dei cavidotti e delle servitù necessarie per collegare il sistema di accumulo alla rete nazionale.

Ma il punto che ritiene più delicato riguarda il possibile impatto su un’altra progettualità storica del territorio: quella delle terme.

Il nodo delle terme di Notri

È qui che il dibattito assume una dimensione ancora più ampia.

Parodi ricorda infatti che il 2 maggio 2017 la Regione Toscana ha rilasciato una concessione mineraria per lo sfruttamento delle acque termali in località Notri.

La concessione, della durata di 25 anni, è stata assegnata all’azienda Agricola Gambassi Terme e rappresenta uno dei progetti di sviluppo turistico più importanti immaginati negli ultimi decenni per Suvereto.

Secondo quanto evidenziato dall’ex sindaco, il tracciato del cavidotto sarebbe destinato ad attraversare terreni interessati proprio da quell’area.

Un elemento che apre inevitabilmente una domanda: come possono convivere un grande polo energetico e un progetto termale fondato sulla valorizzazione paesaggistica e ambientale del territorio?

Una questione che potrebbe diventare centrale nei prossimi mesi.

La posizione della sindaca Jessica Pasquini

Anche la sindaca Jessica Pasquini è intervenuta con toni molto duri.

«Sono mesi, ormai anni, che in ogni sede possibile denuncio con forza l’assalto delle energie rinnovabili alla nostra campagna», ha scritto.

Per la sindaca il problema non riguarda gli obiettivi della transizione energetica, che definisce condivisibili, ma il modo con cui vengono realizzati.

Secondo Pasquini si starebbe procedendo verso una trasformazione del territorio che non tiene adeguatamente conto delle comunità locali.

«Abbiamo espresso pareri negativi, cercato confronto, chiesto supporto. Ma è sempre più evidente che si sta procedendo verso una transizione energetica senza regole», sostiene.

L’avvio delle procedure espropriative rappresenterebbe, secondo il primo cittadino, il primo effetto concreto di questo processo.

Non solo il Bess: il grande hub energetico della Val di Cornia

La preoccupazione espressa dagli amministratori nasce anche da un altro elemento.

Il Bess non è infatti un progetto isolato.

Nella stessa area è previsto il nuovo nodo elettrico Terna “Cornia”, una stazione da oltre 13 mila metri quadrati destinata a diventare uno dei principali punti di connessione della rete nella costa toscana.

A questo si aggiungono i numerosi progetti agrivoltaici e fotovoltaici presentati negli ultimi anni tra Suvereto, Campiglia Marittima e Piombino.

E c’è poi il progetto Ti-Link, il collegamento elettrico che dovrebbe portare in Italia energia proveniente dal Nord Africa.

Presi singolarmente, questi interventi possono apparire compatibili con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione.

Messi insieme, secondo i critici, rischiano però di ridisegnare profondamente il volto della Val di Cornia.

L’assemblea pubblica

Proprio per discutere di questi temi è stato organizzato un incontro pubblico aperto ai cittadini.

L’appuntamento è per martedì 16 giugno alle ore 21 in piazza D’Annunzio a Suvereto, dove si terrà un’assemblea dedicata al tema delle energie rinnovabili e del loro impatto sul territorio.

Un confronto che arriva in un momento particolarmente delicato.

Da una parte ci sono gli obiettivi della transizione energetica e gli investimenti che ne derivano.

Dall’altra ci sono le domande di chi teme che la corsa alle rinnovabili possa entrare in conflitto con altre vocazioni del territorio: agricoltura, vino, turismo e terme.

Ed è proprio su questo equilibrio che si giocherà una parte importante del futuro di Suvereto.

Autore

Riproduzione riservata ©

pubblicità

Condividi su