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Arriva il numero unico per chiamare la guardia medica

Rivoluzione nella sanità toscana. Novità anche per Cup, pronto soccorso e 118. Al via a Grosseto i lavori per la realizzazione della centrale operativa territoriale a Villa Pizzetti
Un medico al lavoro con un paziente

FIRENZE. La notizia circola da dicembre, quando la giunta regionale ha approvato indirizzi e le linee programmatiche per la nuova assistenza sanitaria territoriale che andrà a regime nei prossimi tre anni. Dunque non si toccano gli ospedali e la loro organizzazione, ma si interviene sulla cosiddetta sanità del territorio. Quella dei medici di base, delle guardie mediche, del 118 e del pronto soccorso, delle case della salute, del cup e degli ospedali di comunità. Perché è proprio qui che si giocano le partite delle malattie croniche, degli anziani e dei soggetti fragili.

Tre pilastri per cambiare la sanità toscana

I tre pilastri individuati dalla regione sono

  1. le case di comunità
  2. gli ospedali di comunità
  3. le centrali operative territoriali, la vera novità della riforma, perché negli altri casi si tratta più che altro di modifiche ai servizi.

Le centrali operative territoriali saranno 37 in tutta la Toscana, destinate ad accogliere le richieste dei cittadini per tutte le prestazioni non urgenti e non ospedaliere.

Ma come funzionano? Sono un punto unico di accesso ai servizi sanitari. Prendono in carico le richieste, smistano percorsi e bisogni in base alle esigenze del cittadino. Saranno distribuite nelle 28 zone distretto regionali, aperte 12 ore al giorno, per 6 giorni alla settimana, una per zona a turno anche la notte e la domenica. Al loro interno, un medico e 5 infermieri in servizio.

Al via i lavori per la centrale operativa territoriale Villa Pizzetti

A Grosseto, una centrale sarà strutturata a Villa Pizzetti. Nei prossimi giorni partiranno i lavori per l’adeguamento degli spazi nei quali saranno ricavate le postazioni di lavoro. Sempre al centro direzionale verrà realizzata la casa di comunità, come ora vengono chiamate le case della salute, realizzata con i finanziamenti del Pnrr.

Con la riforma, infatti, nasceranno tra 70 a 77 case di comunità in tutta la regione. Al loro interno dovranno lavorare specialisti di base, medici di famiglia, pediatri, infermieri di comunità e assistenti sociali. E nasceranno anche gli ospedali di comunità, per le cure intermedie di persone fragili o anziane o con patologie croniche che necessitano di interventi a bassa intensità, se non trattabili a domicilio. Ci sarà almeno un ospedale di comunità in ogni zona distretto o per società della salute, con circa venti posti letto ogni 50 mila abitanti.

Novità per la rete del 118: meno medici e più infermieri

L’attuale rete dell’emergenza, informa la Regione, «al 30 giugno 2022 (media sulle 24 ore) ha 46 automediche, 32.5 ambulanze con medico a bordo e 39.5 con infermiere. In totale 118 mezzi di soccorso avanzato (a cui si aggiungono altri 170 mezzi in disponibilità con equipaggi di soli soccorritori). Con la riorganizzazione potrebbero diventare 123.5 i mezzi di soccorso avanzato con personale sanitario a bordo a disposizione ogni giorno: 51.5 automediche, 9.5 medicalizzate, 62.5 con infermiere (ed altri 176 con equipaggio di soli soccorritori a supporto del 118). Il medico non scompare ma si muoverà con l’automedica ed affiancherà le ambulanze a seconda delle necessità».

Addio alla guardia medica di notte e numero unico per le chiamate

Se per chiamare la guardia medica ogni Asl si è organizzata con uno o addirittura più numeri, la riforma ne prevede uno solo per tutta la regione. Il numero da comporre sarà il 116117.

L’altra novità riguarda gli orari: il servizio si ferma alle 24 sa nei festivi e prefestivi che nei feriali, mentre dopo la mezzanotte verrà garantita una modalità diversa. Ad esempio, attraverso le nuove centrali operative.In alcune aree geografiche rimarrà in attivo anche il servizio di continuità assistenziale notturno (dopo le 24). Dunque nei territori dove le chiamate sono più numerose, dove i collegamenti sono più complicati, dove ci sono grandi flussi turistici.

Verso la sanità digitale

Tanta la carne al fuoco, che la stessa Regione sintetizza in un elenco di settori e servizi destinati a cambiare. per tutti, la parola d’ordine è sanità sempre più digitale. Dunque, «si riorganizzano i Cup, con potenziamento in parallelo dei canali on line. Saranno riorganizzati anche i pronto soccorso. I piccoli ospedali saranno valorizzati, ritagliando su ciascuno di loro una specializzazione. Sarà rafforzata la rete dei consultori e poi ancora al via la cartella sanitaria unica, con sistemi informatici che fino ad oggi non hanno dialogato tra loro spostati su una stessa piattaforma, e un sistema informativo territoriale ulteriormente evoluto. La sanità toscana diventerà anche più digitale», scrive la Regione

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