GROSSETO. Si è conclusa con il pronunciamento della Corte di cassazione una vicenda giudiziaria partita dal Tribunale di Grosseto e legata al riconoscimento dell’Ape sociale.
Il primo via libera era arrivato con la sentenza del 4 settembre 2020, quando il Tribunale di Grosseto aveva accolto il ricorso del lavoratore – assistito dall’avvocata Paola Pippi – riconoscendogli il diritto all’anticipo pensionistico. Una decisione poi confermata dalla Corte d’appello di Firenze, che aveva respinto l’opposizione presentata dall’Inps.
Contratto breve e stato di disoccupazione
Al centro della controversia l’ultimo rapporto di lavoro dell’uomo: un contratto a tempo determinato di durata inferiore a sei mesi. Secondo i giudici, quel periodo di rioccupazione non aveva interrotto lo stato di disoccupazione, ma ne aveva determinato soltanto la sospensione.
La condizione utile per accedere all’Ape sociale, quindi, restava collegata al precedente rapporto cessato per una causa idonea. Una ricostruzione che l’Inps aveva contestato, sostenendo un’errata applicazione della normativa.
La decisione della Cassazione
La Suprema corte ha però rigettato il ricorso dell’Inps, ritenendo infondato il motivo sollevato. Nelle motivazioni, illustrate dalla presidente Lucia Esposito, si chiarisce che, in materia di Ape sociale, i requisiti per l’accesso al beneficio devono essere valutati con riferimento all’ultimo rapporto di lavoro cessato.
Eventuali rioccupazioni di durata inferiore a sei mesi non incidono in modo decisivo sul diritto alla prestazione. Gli ermellini hanno inoltre evidenziato come la Corte d’appello abbia correttamente richiamato l’intero impianto normativo relativo allo stato di disoccupazione.
Un’interpretazione diversa, sottolinea la Cassazione, rischierebbe di svuotare di significato la disciplina sulla sospensione dello stato di disoccupazione.
Vicenda chiusa dopo cinque anni
Con il rigetto definitivo del ricorso, per il lavoratore si chiude una battaglia giudiziaria durata oltre cinque anni. Il diritto all’Ape sociale, riconosciuto inizialmente dal Tribunale di Grosseto, diventa ora definitivo.



