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Ance: «Serve più prevenzione sulla sicurezza sul lavoro»

L’associazione nazionale dei costruttori edili propone più formazione per tutelare i dipendenti e la qualificazione soa anche per le imprese private

GROSSETO. Da molti anni la sicurezza nei luoghi di lavoro ha assunto un ruolo centrale in tutti i dibattiti, a causa di tutte le morti avvenute in questo ambito. Per questo l’Ance, associazione nazionale costruttori edili, cerca di promuovere l’attività di formazione e informazione, necessaria per far crescere le imprese iscritte alla cassa edile della Provincia.

La scuola edile grossetana da anni opera in Maremma con corsi di formazione, che sono 103, per gli operai e per i tecnici delle imprese iscritte alla cassa edile. A questo impegno si unisce anche il Comitato paritetico territoriale per la sicurezza in edilizia, che valuta l’organizzazione gestionale della sicurezza nei cantieri temporanei e mobili.

«Stiamo facendo una seria campagna di prevenzione per la sicurezza sul lavoro – scrivono dall’Ance – La politica si è mossa ed ha emanato delle nuove leggi per la violazione di questo tema, sul lavoro abusivo e sulla congruità della manodopera, però crediamo che l’aumento delle multe da solo non possa ridurre gli infortuni, mentre la prevenzione potrebbe funzionare anche in questo senso».

La qualificazione soa per la sicurezza

L’organizzazione sostiene la necessità di regolarizzare l’accesso all’attività d’impresa con la qualificazione soa anche nell’edilizia privata, una qualificazione già presente per le imprese che lavorano nell’ambito pubblico. «Questa qualifica potrebbe potenziare il contratto di lavoro edile sulle caratteristiche complessive e costruttive dell’opera – scrivono dall’Ance – e la formazione obbligatoria sulla sicurezza».

La legge impone alle imprese edile la patente a crediti, che, fra le altre cose, dà dei punti alle aziende in base a quanto rispettano le norme di sicurezza. «Sulla patente abbiamo molte perplessità di gestione – scrivono – soprattutto per le dimensioni delle aziende e per la possibilità di chiudere e aprire una successiva impresa edile senza guardare la storicità aziendale».

«Riteniamo comunque che la disciplina della patente debba applicarsi a tutti i presenti nei cantieri, sia per le imprese che applicano il contratto di lavoro dell’edilizia che alle imprese che non lo applicano – concludono – Dovrebbe prevedere anche altri crediti, in più agli iniziali, per le imprese che investono in sicurezza e che adottano sistemi di gestione riconosciuti dall’Ente italiano di normazione e modelli di organizzazione e gestione».

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