È allergica al wi-fi, apre in Maremma un agriturismo senza radiazioni | MaremmaOggi Skip to content

È allergica al wi-fi, apre in Maremma un agriturismo senza radiazioni

La coppia si è trasferita dai Paesi Bassi alla Maremma per trovare la pace e la tranquillità per la donna, che dice di essere Ehs (Electromagnetic hypersensitivity), condizione per cui in Olanda viveva con vestiti appositi
L’agriturismo e nel riquadro: Naomi e Danny Smidt

MONTE AMIATA. Una vacanza in mezzo al verde, aria fresca e relax, il tutto senza cellulari e Wi-Fi: sì la vacanza “social detox” è arrivata anche in Maremma. È nato un agriturismo dove le onde elettromagnetiche sono bandite, perché la titolare, Naomi Smidt, sostiene di essere elettrosensibile (Ehs, Electromagnetic hypersensitivity), una malattia in Italia conosciuta anche come allergia al Wi-Fi

La moda lanciata da alcuni influencer, ovvero quella delle vacanze lontano dai social sta prendendo sempre più campo.

«Abbiamo creato questo posto io e mio marito, Danny – dice Naomi – anche per chi sente il bisogno di staccarsi dal telefono e fare un viaggio spensierato e senza lo stress che deriva dall’essere sempre connessi a un mondo non tangibile. Vorremmo aiutare le persone a ritrovarsi e stare in compagnia in compagnia, fra sorrisi e leggerezza».

Le poche radiazioni che ci sono in Maremma aiutano la donna ad avere una vita normale.

«Sono una persona elettrosensibile e per me è necessario stare lontana dai campi elettromagnetici, per non stare male fisicamente – dice – quando sono vicino a queste onde provo stress e ansia senza che derivino dalle mie amozioni, mi iniziano a far male i nervi e mi si irrigidiscono i muscoli». 

Una vacanza in mezzo al verde

Il Monte Amiata è un posto adatto a questo tipo di vacanze, perché rende possibile stare in mezzo alla natura.

«Qua ho trovato il mio paradiso, dove posso stare bene e serena – dice Naomi – e vorrei che tutti vivessero questa esperienza lontano dalla tecnologia, per ricordarsi che l’essere umano in mezzo al verde può ritrovare la tranquillità e capire che il mondo ha tanto da offrire, non solo la rete».

Inoltre suo marito, Danny Smidt, è un pittore per questo offrono anche dei corsi di pittura, naturalmente off-line.

«La frenesia della città ogni tanto mi manca, mi mancano i miei amici in Olanda e la mia famiglia, ma per me non era una situazione invivibile e per questo abbiamo scelto di girare il mondo – continua la titolare – per trovare un posto dove posso essere libera in mezzo alla natura ed è un’esperienza che consigliamo a tutti, per ritrovare se stessi. Abbiamo la possibilità di essere disconnessi in Maremma, lontano dalla civiltà, ma vicini ai nostri cari e alla natura».

«Troppa dipendenza dai social»

La tecnologia sta modificando il comportamento sociale del genere umano. «Sempre più spesso le persone sviluppano una dipendenza dai social e capita a tutti di passare troppo tempo a controllare il telefono o a guardare i reels di Instagram o Facebook – dice la donna – e questo rende sempre più distanti le persone dai loro cari e dalla loro vita. Ho perso il conto di quante persone vedo al ristorante con il telefono in mano e non si godono il tempo con gli amici o la famiglia, a stento staccano gli occhi dallo schermo mentre ordinano al cameriere e lo trovo molto triste».

Il panorama dall’agriturismo

«Una cosa che crediamo fortemente io e Danny è che sarebbe una benedizione – conclude – se le persone tornassero a parlare fra di loro nella realtà».

La comunità scientifica divisa in due sull’elettrosensibilità

Alcuni studi scientifici non sostengono che i sintomi derivano della onde elettromagnetiche e dà la colpa all’effetto nocebo, ovvero un processo psichico che farebbe comparire i sintomi per una sorta di convinzione personale. Ma va anche precisato che dei gruppi di scienziati stanno richiedendo che l’elettrosensibilità sia riconosciuta nelle Icd (Classificazione Internazionale delle Malattie), per via di uno studio che evidenzierebbero una correlazione fra onde elettromagnetiche e i sintomi fisici di chi sostiene essere Ehs. Gli esperimenti si basavano su esposimetri e diari elettronici.

Sulla rete bisogna sempre fare molta attenzione, perché mentre si cerca di documentarsi su questi fatti, diventa facile cascare in riviste “scientifiche” predatorie, ovvero che pubblicano teorie fantasiose senza esperimenti che le sostengono.

Insomma quando ci si documenta su questi fatti c’è un oscillazione fra realtà e sogno, per questo bisogna andare molto a fondo nelle ricerche, per non perdersi in teorie fantasiose e non verificate.

Capire da dove deriva questa condizione sta agli studiosi, ma questo non toglie niente alle limitazioni e ai dolori fisici che vivono le persone elettrosensibili. Per questo alcuni tribunali nel mondo, come in Francia, Italia e Olanda, stanno emanando verdetti che confermano l’esistenza dei sintomi, ma non riconoscono l’Ehs come una malattia vera e propria.

La vita di Naomi

Naomi sente dei sintomi reali e limitanti quando è vicino alle onde elettromagnetiche, come il telefono o il Wi-Fi. 

«I miei sintomi sono scomparsi da quando vivo in Maremma, perché è una zona con radiazioni molto basse – dice Naomi – per me vivere nei Paesi Bassi era molto difficile, era come se sentissi ogni apparecchio. Da bendata riesco a capire dove è l’oggetto che ha un campo elettromagnetico».

«In Olanda andavo in giro vestita con un materiale che mi schermava dalle onde ed era l’unica cosa che mi dava sollievo, visto che è un paese molto tecnologico e tutti sono costantemente connessi – dice – qua riesco a vivere una vita normale e con dei vestiti normali. Ho anche il metodo per rimanere connessa: utilizzo un computer con un cavo di 15 metri collegato a un router che è in giardino. Insomma qua riesco a vivere al meglio la mia vita e quasi senza limitazioni dovuti all’elettrosensibilità».

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