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Alla ricerca dell’Albanella perduta

Tre realtà di salvaguardia e promozione dell’ambiente si incontrano sabato 16 marzo al Museo della Miniera di Baccinello: biodiversità, qualità del cibo, cicloturismo insieme per conoscere e valorizzare la Maremma
L’albanella minore (foto Marco Brandi)

SCANSANO. L’unione di tre realtà territoriali, che mirano tutte a salvaguardare la biodiversità, ognuna tramite le rispettive attività: agricole, turistiche, di ricerca scientifica crea un incontro, patrocinato dal Comune di Scansano, per un appuntamento che nasce ed è aperto a chi opera sul territorio e voglia conoscerne, proteggere ed incrementare le sue ricchezze.

Così il Progetto di Ricerca e Conservazione dell’Albanella minore (Circus Pygargus) in Maremma toscana incontra il Progetto Ci.r.co.l.a.re. Cicloturismo per rigenerare la comunità locale e agricoltura responsabile e Ccibomaremma, Comunità del Cibo e della Biodiversità di interesse agricolo e alimentare, sabato 16 marzo alle ore 17 presso il Museo della Miniera di Baccinello.

L’albanella, una specie che aiuta l’agricoltura

Attività principale del Progetto di ricerca e conservazione dell’Albanella minore in Maremma toscana è contrastare la perdita di biodiversità mediante la ricerca di questa specie e, al contempo, mettere a conoscenza le aziende agricole e la comunità della Maremma della presenza e delle abitudini di questo rapace, dichiarato VU (vulnerabile dalla IUCN). Far conoscere il valore aggiunto della presenza del rapace per l’ambiente naturale e agricolo, poiché la sua presenza denota un’attenzione all’ambiente e ad un’agricoltura ecologica e di qualità. Insegnare che la presenza dell’albanella aiuta l’agricoltore stesso nella lotta biologica ai nocivi (alcune specie di ortotteri e di muridi).

La tutela di questo rapace e degli ambienti in cui nidifica rientra inoltre fra gli obiettivi della Strategia Nazionale ed Europea della Biodiversità che rappresenta lo strumento attraverso il quale l’Italia intende contribuire all’obiettivo internazionale di garantire che entro il 2050 tutti gli ecosistemi del pianeta siano ripristinati, resilienti e adeguatamente protetti.

In bici con lo sguardo rivolto alla natura

Il Progetto Ci.r.co.l.a.re. vede l’impegno di vari attori nei progetti a sostegno della biodiversità locale con l’obiettivo generale di collegare, in maniera stabile, le attività agricole e quelle turistiche attraverso varie modalità che passano dal cicloescursionismo, alla consapevolezza alimentare e della filiera produttiva.

Il Progetto di ricerca scientifica sull’albanella minore si inserisce in Ci.r.co.l.a.re per il raggiungimento di alcuni dei suoi obiettivi specifici: ricerca e sviluppo sulle filiere del cibo, sul ruolo delle produzioni locali sostenibili, sulla realizzazione di modelli di formazione e informazione a proposito delle connessioni tra produzione-alimentazione-ambiente, sul rafforzare i percorsi intrapresi dalle aziende agricole verso la transizione agroecologica, favorendo il crearsi di momenti di scambio e di upgrade tra gli agricoltori, in un work in progress che si strutturi come tavolo di dialogo continuo.

Fra i partner di Ci.r.co.l.a.re, Ccibomaremma Comunità del cibo, istituita per promuovere la salvaguardia della biodiversità autoctona e delle tradizioni agricole, nata sulla base della Legge 194/215, che riunisce una rete di aziende agricole impegnate nei processi di agroecologia per la la diffusione di buone pratiche agroalimentari.

Dalla sinergia fra aziende agricole, Enti territoriale e ricerca scientifica nasce questo incontro che rientra fra gli eventi organizzati per aumentare la sensibilizzazione e implementare la formazione dei conduttori delle aziende agricole, ma aperto a chiunque interessi conoscere le interconnessioni esistenti fra biodiversità, agricoltura e qualità del cibo.

 

 

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