Alice, la costumista candidata agli Spirit Awards | MaremmaOggi Skip to content

Alice, la costumista candidata agli Spirit Awards

La passione per la moda l’ha portata a lavorare in molti film di successo, fra cui “Upon Entry”, che sarà nelle sale cinematografiche grossetane a febbraio
Alice Bocchi

GROSSETO. Un amore per la moda, in particolare per l’arte del vestire, una passione per l’arte drammatica e tanti anni di gavetta: questa è la storia di Alice Bocchi. La sua capacità di comprendere cosa una persona voglia comunicare con gli abiti l’ha portata ad essere una costumista anche nel film “Upon Entry“. La pellicola sarà proiettata a febbraio anche a Grosseto.

Il premio della critica di Fripresci, 3 nomination agli Independent Spirits Awards, ovvero gli “oscar” dei film prodotti con un budget al disotto dei 30milioni di dollari, 3 nomination al premio Goya, il più importante riconoscimento cinematografico spagnolo: sono solo alcuni dei traguardi raggiunti da “Upon Entry”.

La carriera di Alice inizia con i suoi studi in arte drammatica, dopodiché ha costruito una carriera nel mondo della moda. «Sono diventata costumista per caso, mio marito è un produttore e piano piano ho iniziato ad aiutare sul set – dice – e mi sono subito appassionata, perché potevo usare il mio lato creativo».

“Upon Entry”: un film sull’abuso di potere

Il film è ambientato in sole due stanze, per non far distrarre lo spettatore dalla storia che viene raccontata. «La trama è molto struggente e mette alla luce l’abuso di potere delle autorità nell’ambito dell’immigrazione. La storia è veritiera – dice Alice – perché è creata dai racconti di tante persone, che chiuse in una stanza con gli addetti all’immigrazione non sanno cosa ne sarà del proprio futuro. Sanno solo che tutto dipende dalla scelta di un ufficiale».

«Per questo è stato abbastanza semplice il mio lavoro, non c’era molta evoluzione dei personaggi e lo spazio tempo era breve – continua – la difficoltà più grande è stata quella di creare l’uniforme dei poliziotti e far fondere i 4 protagonisti fra di loro. Ho provato a far uscire la storia reale e cruda senza distrazioni per gli spettatori».

Far passare la realtà del momento è fondamentale per Alice. «Credo che per fare bene il mio lavoro sia necessario integrare la verità – dice per dare più credibilità al personaggio. In questo film, per esempio, era necessario che fosse evidente agli spettatori che per i poliziotti era una giornata qualunque di lavoro, quindi evitare troppi sfarzi e togliere invece che aggiungere è stato essenziale».

La carriera di Alice: da Grosseto a Barcellona

Alice ha studiato arte drammatica e ha provato anche a stare davanti alla telecamera. «Ho provato a fare l’attrice – dice – in un film di mio marito, ma ho capito subito che non era la mia strada. Mi sento a mio agio su un palco teatrale non a essere ripresa. Mentre giravo ero molto agitata e sapevo che quello non sarebbe stato il mio futuro, essere un attore è difficile come lavoro: bisogna girare la stessa scena alla perfezione diverse volte».

«Ho lavorato per molto tempo nella moda e ho sempre avuto uno spirito creativo molto spiccato – continua la donna – mi piace molto vestire le persone, ma lascio agli attori la scelta, perché credo che per loro sia fondamentale per entrare meglio nel personaggio. Quindi sostanzialmente, creo un armadio con le direzioni del regista e poi concludo aggiungendo o togliendo qualcosa dall’abbinamento scelto».

La donna è molto soddisfatta e si sente molto fortunata. «Amo questo mondo, sono sempre circondata da persone fantastiche, come Alberto Ammann ovvero Pacho Herrera di Narcos – dice – Inoltre questo lavoro mi ha permesso di fare da mamma a tempo pieno a mia figlia Marina, poi posso scegliere i progetti a cui lavorare».

L’amore con Carles Torras

Alice oggi vive a Barcellona con suo marito, che è il produttore di “Upon Entry”. «Ci siamo conosciuti in Spagna a un festival internazionale dei film horror e di fantascienza, è stato il caso a farci trovare – dice – ero lì per il mio percorso di studi, poi il fato ha voluto che ci incontrassimo prima al festival e dopo a una festa, alla fine abbiamo scoperto che eravamo anche vicini di casa».

Carles Torras sul red carpet degli Spirit Awards

«Ho scelto prima Barcellona e dopo Carles, e oggi lavoro attraverso di lui – continua – nel senso che grazie a lui e il suo lavoro ho conosciuto persone nel settore e mi sono trovata a doverlo aiutare diverse volte. Spesso mi vedono come la fidanzata o la moglie del produttore sul set, ma sono solo Alice e mi impegno molto in quello che faccio». 

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