Addio Zeno, l'uomo che disse no ai nazisti. Aveva quasi 100 anni | MaremmaOggi Skip to content

Addio Zeno, l’uomo che disse no ai nazisti. Aveva quasi 100 anni

Zeno Aluigi dopo l’armistizio si rifiutò di allearsi con i tedeschi e fu internato. Il ricordo della sindaca di Cinigiano, Romina Sani
Zeno Aluigi, uno degli internati dai nazisti, di Cinigiano
Zeno Aluigi, uno degli internati dai nazisti, di Cinigiano

CINIGIANO. Lutto a Cinigiano per la morte di Zeno Aluigi, uno dei cinque uomini di Cinigiano che, dopo l’armistizio dell’8 settembre del 1943, si rifiutarono di passare con l’esercito tedesco e per questo furono internati.

Zeno, che era di Castiglioncello Bandini, aveva quasi 100 anni ed è stato testimone di una vicenda che ormai si studia sui libri di scuola.

Furono chiamati “Gli schiavi di Hitler“, perché la loro fu una resistenza combattuta nella Germania dei lager,  tra freddo, fame, stenti, malattie.

Lavoravano nelle fabbriche della guerra senza salario, senza cibo a sufficienza, lavoravano nelle officine, nelle campagne e a sera tornavano nei campi di concentramento per dormire. A guerra finita ebbero un lungo e difficile ritorno.  

Il Comune di Cinigiano, insieme ad Isgrec, ha dedicato a cinque di loro un documentario: “Fu la loro scelta” è il titolo dell’opera, che racconta appunto di cinque ragazzi nati tra Cinigiano, Monticello e Poggio del Sasso.

La sindaca Romina Sani: «La sua dolcezza sempre nei nostri cuori»

Lo ricorda, con una bella foto e un testo toccante, la sindaca di Cinigiano, Romina Sani.

«Ho scelto l’immagine, in cui sorride, del documentario “Fu la loro scelta. Racconti di Resistenze. Partigiani e militari prigionieri in Germania, una storia taciuta”.»

«Quell’immagine cattura il sollievo nel suo racconto della liberazione, quando nel viaggio di ritorno in Italia, dopo un lungo periodo di prigionia e lavori forzati, passando per il Brennero, su un treno Bologna/Grosseto, arrivato da qualche giorno a Grosseto da suo zio, trovò il mezzo per raggiungere la sua famiglia a Castiglioncello Bandini».

«”… __In quel mentre passò il camion del Simoncioli. Dove vai? A S. Angelo. Ci passi per Cinigiano? Lo porti il mi cugino? Quando mi vide, Madonna! Monta su! Si venne su e da Cinigiano montai nel carro di uno che venne a macina’ il grano e arrivai a Castiglioncello, a casa. Il mi babbo fra sì e no mi conobbe, dopo poi si riprese, ma era andato giù, sapeva cosa voleva di’, aveva fatto 7 anni di guerra. Era andato via di capo quando venne a vedermi che ero in mezzo ai tedeschi in quella maniera”».

Il racconto vero di Zeno Aluigi che ha vissuto quel tragico periodo:

«Eramo nelle baracche di legno, ci s’aveva una stufettina, ci buttavano un pochino di carbone…. si faceva 13 ore di lavoro, dalla mattina avanti giorno alla sera… Un freddo, un gelo, nevischiava, il capo campo ci fece cucire tutte le tasche dei pantaloni, sennò l’adunata si metteva le mani in tasca…».

«C’era il refettorio, un po’ di carote, patate, robaccia, un mischiume, ma la fame era quella, una pagnotta in sette ogni 24 ore, non è che ce la davano 2 volte al giorno!… Quando lavoravo nella fabbrica c’avevo un cassettino, c’era una ragazza tedesca che mi buttava là dentro 2 fettine di pane, ma se l’avessero veduta passava dei guai… mi aveva salvato la vita!… Poi rivo’ l’americani, ci liberarono, io ero 35 kg, quando andai militare ero 70″».

Zeno, tra pochi mesi avrebbe spento 100 candeline, sempre presente nei momenti istituzionali commemorativi del 4 novembre e del 25 aprile, fino a pochi anni fa presidente dell’associazione Combattenti e Reduci sezione Cinigiano, fortemente legato al suo paese, Castiglioncello Bandini.

«La storia di vita di Zeno rimarrà preziosa alla memoria. La sua dolcezza sarà sempre nei nostri cuori».

«L’amministrazione comunale e tutta la popolazione, insieme a me, si stringono in un forte abbraccio a sua figlia Daniela ed esprimono sentite condoglianze a tutta la famiglia. Ciao Zeno❤».

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