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Addio alla cuoca che cucinava la zuppa a Modugno

Maria Moretti ha cominciato a servire i primi piatti nel salotto di casa sua prima di aprire la sua leggendaria trattoria: da lei ha mangiato mezza Maremma e anche tanti vip. Il ricordo commosso del figlio Luciano
Maria Moretti nel suo regno, la cucina

MAGLIANO IN TOSCANA. Aveva 95 anni e per tutta la sua vita ha utilizzato le sue mani nell’arte che più le era congeniale, quella culinaria. Pronunciare il nome di Maria Moretti, a Pereta, significa nominare la qualità di quello che per decenni veniva servito in tavola. 

Prima nel salotto di casa sua, dove aveva cominciato ad accogliere i primi clienti, poi nella trattoria che da sempre porta il suo nome. E che si trova nel borgo dove Maria ha sempre vissuto, Pereta. 

Maria Moretti è morta all’ospedale di Grosseto e giovedì 18 gennaio il suo borgo si è fermato, per salutarla. 

I primi tre clienti, il pollo alla cacciatora e la zuppa per Modugno

Non c’era piatto che uscisse dalla cucina della Trattoria da Maria Moretti che non avesse il marchio di fabbrica proprio delle mani della sua titolare, che ha trasmesso l’amore e la passione per la cucina al figlio, Luciano Pallini

Maria Moretti non è stata soltanto una cuoca sopraffina che ha fatto conoscere a mezzo mondo i piatti della tradizione maremmana. Da lei si sono fermati migliaia di turisti e anche qualche personaggio famoso negli anni. La sua zuppa di fagioli era il piatto preferito da Domenico Modugno. «Quando era nella sua casa ad Ansedonia – ricorda Luciano Pallini, il figlio di Maria – intorno alle 15 chiamava mamma. Si scusava per l’ora, le spiegava che aveva dovuto fare le terapie. Poi, le faceva la solita domanda alla quale mamma non diceva mai di no: mi prepari la zuppa di fagioli?. E lei era ben lieta di cucinarla». 

Maria Moretti sulla porta della sua trattoria

Fermarsi a pranzo o a cena da Maria, negli anni Ottanta e Novanta, era un must per tutti gli amanti della buona cucina tradizionale. 

Maria aveva imparato a cucinare a casa, dalla nonna e dalla bisnonna. La trattoria è passata di mano a quattro generazioni. «Raccontava sempre che i suoi primi tre clienti – dice ancora Luciano – erano tre uomini di Porto Santo Stefano, ai quali preparò il pollo alla cacciatora. Mio nonno aveva una mescita di vino e mia mamma cominciò a cucinare per le persone che erano di passaggio, apparecchiando nel salotto di casa». 

I tempi stavano cambiando e alla fine degli anni Settanta Maria decise di acquistare dal Paoletti, che aveva un laboratorio proprio a Pereta, il fonde nel quale ancora oggi si trova la trattoria. 

Il ristorante amato da Monicelli

Mario Monicelli era uno degli habitué della trattoria. Appeso a un muro, c’è ancora un quadretto con un suo articolo. Cliente abituale come Alessandro Gassmann, che ha una casa poco lontano, nel comune di Magliano in Toscana. 

Maria, negli anni, era diventata una cuoca leggendaria. Una donna forte, un punto di riferimento per tutta la comunità, che mercoledì 17 gennaio si è svegliata con il lutto nel cuore, dopo aver saputo della morte della donna. 

Sei anni fa, Maria era stata costretta a sopravvivere alla morte dell’amatissimo figlio Gusmano, a soli 48 anni. Ma nonostante il dolore e l’età, aveva trovato quella forza  che l’aveva sempre spinta ad andare avanti. 

Da vent’anni Maria ha lasciato la cucina del ristorante, che ora viene guidata dal figlio Luciano. Anche quel passaggio di consegne, fu dettato dal caso. 

«Io nasco come cameriere – racconta Luciano – E quando sono tornato dopo anni trascorsi in Spagna, con mia moglie e i miei tre figli, ho cominciato a lavorare al ristorante con mamma. Un giorno le avevo lasciato i miei due figli più piccoli. Si erano lanciati con il triciclo giù dalla discesa dove c’è il ristorante e mamma per inseguirli e fermarli cadde e si ruppe il malleolo. Fu costretta a restare ferma a lungo e io quindi, per mandare avanti la trattoria, entrai in cucina». 

Luciano, il cui Dna ovviamente non mente, si è dato da fare e ha imparato da Maria tutto quello che c’era da sapere per mantenere alto il nome della trattoria. «Mamma cucinava tutto – dice Luciano – i suoi piatti forti erano l’acquacotta e la zuppa di fagioli che piaceva tanto a Modugno. Ma sopra ogni altra cosa, amava la scottiglia d’agnello». 

Il cordoglio degli abitanti di Pereta

Sono centinaia i messaggi di cordoglio comparsi sotto al post pubblicato giovedì 18 gennaio sulla pagina di Facebook dell’associazione. Maria era una donna molto amata per la sua gentilezza, per la sua presenza nel borgo. 

La sua passione per la cucina e l’impegno nel creare esperienze gastronomiche indimenticabili hanno guadagnato il rispetto e l’affetto di chiunque abbia varcato la soglia del suo locale  – scrivono dalla Pro loco –  Il suo ristorante è diventato un punto di riferimento, non solo per la cucina prelibata ma anche, e soprattutto, per l’atmosfera accogliente che Maria stessa creava.
Maria Moretti, con il suo sorriso gentile, lo sguardo accogliente e il talento culinario senza pari, ha lasciato un’impronta indelebile nella comunità di Pereta.  Inviamo le nostre più sentite condoglianze a Luciano, ai nipoti e alla sua famiglia.

 

 

 

 

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