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Addio al prof. che combatteva le ingiustizie

Paralizzato da più di vent’anni dopo un terribile incidente, l’insegnante aveva continuato a portare avanti le sue battaglie: aveva scritto anche un libro raccontando la sua nuova vita
Giulio Raffi con i suoi colleghi durante la presentazione del suo libro

ARCIDOSSO. Viaggiava su e giù per le strade del borgo con la sua carrozzina. E denunciava, sempre quello che non andava. Voleva che gli altri non incontrassero sulla loro strada gli stessi ostacoli che la vita gli aveva messo di fronte quando, in pensione da pochissimo, sognava di partire per la Patagonia e invece si è ritrovato seduto su una carrozzina. 

Arcidosso piange Giulio Raffi, il professore che insegnava lingue, che era vissuto in Inghilterra, che aveva partecipato ai tumulti del ’68 e che non si era mai staccato dalla politica. Aveva 74 anni. Non ci saranno funerali, per salutarlo: la salma sarà cremata.

La nuova vita dopo l’incidente

Nato il 17 febbraio del 1948 ad Arcidosso, si era trasferito a Milano per lavoro: entra all’Alfa Romeo, poi alla pirelli. Raffi in quegli anni partecipa al movimento del ’68 e a soli 23 anni decide di licenziarsi e parte per l’Inghilterra, dove vive per un periodo mantenendosi con piccoli lavori. Al rientro in Italia, si iscrive alla facoltà di Lingue straniere a Pisa che frequenta negli anni ’70, gli anni di piombo.

Appassionato dello studio delle lingue, Giulio continua a viaggiare per il mondo, per fermarsi poi ad Arcidosso, dove ha insegnato a intere generazioni di ragazzi che hanno frequentato l’Ipsia.

ma alla fine degli anni Novanta, un incidente scombina tutti i suoi piani: il ramo di un olivo sul quale era salito si spezza e Raffi resta paralizzato. Da quel momento in poi, a solo 50 anni, deve ripartire da zero. Ma lo spirito combattivo non gli manca e il prof., ormai in pensione, si reinventa una vita e scrive anche un libro nel quale racconta la sua terribile esperienza: “Le vacche sulle gambe”. 

La copertina del libro

«Il ramo della pianta di olivo su cui ero salito per potarlo – aveva raccontato qualche tempo fa in un’intervista – si spezzò, portando a terra con lui i miei progetti, i miei programmi la mia vita, i miei sogni. Che dico! I miei progetti, i miei programmi la mia vita, i miei sogni di prima. Dopo me ne sono fatti di nuovi: i progetti, i programmi, la vita i sogni di un uomo col torso e i quattro arti paralizzati, su una sedia a rotelle».

L’impegno per gli altri

Gli ultimi venti anni della vita, il prof li ha trascorsi nella sua casa di Arcidosso, assistito dalla moglie, circondato da amici fedelissimi che invitava spesso a casa sua per lunghe cene e altrettanto lunghe conversazioni sulla vita, sul mondo, soprattutto sulla politica, della quale era un appassionato.

Passava intere giornate al suo computer a scrivere a commentare l’attualità condividendo i suoi pensieri su suo profilo facebook e inviando lettere e riflessioni alla stampa locale e nazionale. 

L’invalidità lo aveva messo a sedere su una sedia a rotelle, ma il suo impegno per gli altri non si è mai spento. 

La voglia di non arrendersi

Costretto in sedia a rotelle dal terribile incidente avvenuto alla fine degli anni Novanta, Raffi non si era mai voluto rassegnare alla sua condizione. Era rimasto tetraplegico e i medici non gli avevano dato alcuna speranza. Ma lui aveva continuato a studiare, a immergersi per ore e ore su Internet alla ricerca di testi scientifici che lo potessero aiutare a migliorare la sua situazione. «La sua testardaggine e la sua caparbietà sono sempre state leggendarie – racconta un amico del prof. – tanto da spingerlo a costruirsi un attrezzo che utilizzava per fare alcuni esercizi». 

Esercizi che piano piano lo hanno aiutato a recuperare qualche stimolo che sembrava essere andato perso per sempre

La storia di Raffi, per tutte le persone che lo hanno conosciuto, è stata la storia di un uomo che grazie alla sua determinazione è riuscito ad arrivare fino a dove per altri sarebbe stato impossibile, grazie anche al sostegno della moglie Raffaella e del figlio Riccardo. 

Autore

  • Francesca Gori

    Redattrice di MaremmaOggi. Da bambina avevo un sogno, quello di soddisfare la mia curiosità. E l'ho realizzato facendo questo lavoro, quello della cronista, sulle pagine di MaremmaOggi Maremma Oggi il giornale on line della Maremma Toscana - #UniciComeLaMaremma

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